Cavalli: è fatta con Damac, l'offerta convince. Manca solo l'ok del tribunale

La società immobiliare di Dubai Damac Properties è ufficialmente il candidato numero uno per l’acquisizione della Roberto Cavalli SpA. L’offerta sul 100% delle azioni della casa di moda arrivata della Vision Investment, che fa capo al gruppo del Golfo Persico, ha convinto tutti: l’azionista di controllo Clessidra, la società e il giudice del tribunale di Milano. 

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Roberto Cavalli - PE2019 - Womenswear - Milano - © PixelFormula

Sul tavolo sarebbero arrivati 160 milioni di euro, di cui 60 destinati a un aumento di capitale e gli altri 100 riservati ai creditori. Le cifre, riportate dal quotidiano economico Il Sole24Ore, non sono state confermate dalla società contattata da FashionNetwork.com.
 
Per il closing dell’operazione bisognerà attendere l'ultima tappa, in programma il prossimo 3 agosto, quando la Roberto Cavalli SpA “presenterà l'accordo con i creditori (ex art 182bis) che sarà oggetto di omologa da parte del giudice”, si legge nella nota diramata dalla società.

“La procedura è sotto l'egida del Tribunale di Milano”, prosegue la nota, “e ci sono dei passaggi che devono essere concordati con il tribunale, che non sarebbero previsti in un'ordinaria vendita tra privati”.
 
Il piano industriale presentato da Vision verrà quindi valutato dall'asseveratore nominato dal tribunale e, solo “una volta finalizzati questi passaggi ci sarà il trasferimento delle azioni”, conclude la nota, probabilmente entro settembre.

Damac Properties ha allungato il passo nella corsa all’acquisto della griffe, seminando gli altri quattro concorrenti, tra cui la OTB di Renzo Rosso e l’americana Bluestar Alliance. Damac è tra le principali società quotate sul mercato di Dubai, con una capitalizzazione di mercato di 4 miliardi di dollari, e lo scorso ottobre ha affidato a Cavalli la cura dell'interior design del primo Aykon Hotel sulla Dubai Marina.
 
Roberto Cavalli si prepara quindi al nuovo corso firmato Damac, che potrebbe riconfermare nel ruolo di AD Gian Giacomo Ferraris, chiamato dalla casa di moda per risanarne le casse, in rosso per 33,7 milioni nel 2017, e riposizionarla nel segmento del lusso. 
 
Ma sul nuovo piano di rilancio vuole vederci chiaro la Rsu, che ha chiesto al tribunale di fissare un nuovo incontro da tenersi il prossimo 24 luglio. A preoccupare la rappresentanza sindacale sarebbe stata la reticenza dimostrata della società al tavolo tenutosi in Ragione Toscana davanti alle richieste di chiarimento sul mantenimento dei livelli occupazionali e della sede di Osmannoro.

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