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Pubblicato il
13 ott 2010
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Caso Bettencourt: nessun impatto sulle vendite di L'Oréal

Pubblicato il
13 ott 2010

PARIGI, 13 ott 2010 — L'affare Bettencourt non ha avuto conseguenze sulle vendite in Francia di L'Oréal, visto che il suo volume d'affari "continua a crescere", ha dichiarato l'AD del gruppo Jean-Paul Agon nell'edizione di sabato scorso del “Journal du Dimanche”.

L'Oréal
Jean-Paul Agon, PDG di L'Oréal - Foto: AFP


Alla domanda se sapeva se il caso Bettencourt avesse avuto un impatto sulle vendite in Francia, Jean-Paul Agon ha risposto: "assolutamente no".

"Pubblicheremo alla fine del mese i nostri risultati del terzo trimestre. Il fatturato continua a crescere, anche in Francia", ha assicurato il Dr. Agon, secondo il quale "L'Oréal sta attraversando una notevole fase di sviluppo".

"Non c'è crisi da L'Oréal", ha aggiunto, ma solo "una spiacevole confusione tra una vicenda privata che riguarda il suo principale azionista e il nome dell'azienda".
Il “Journal du Dimanche” ha poi pubblicato un sondaggio Ipsos-Posternak sull'immagine delle aziende, secondo il quale L'Oréal è crollato dal 6° posto del marzo scorso al 22° di oggi.

Il direttore generale del gigante della cosmetica afferma di "non essere sorpreso" perché la vicenda "sta appannando l'immagine" di L'Oréal.

E questo "è molto ingiusto per l'azienda e i suoi dipendenti", ha puntualizzato, prima di aggiungere che “non c'è inquietudine" all'interno di L'Oréal. "Abbiamo avuto colloqui diretti con i nostri partner societari. I nostri collaboratori sono sempre fieri dell'azienda e dei suoi risultati", ha concluso.

Le dichiarazioni del Dr. Agon sono state rilasciate in giorni in cui il clima che circonda L'Oréal si può a buon titolo definire piuttosto inquietante. Negli ultimi giorni fra l'altro, l'Associazione dei piccoli azionisti (Appac) ha annunciato di aver presentato una denuncia, in particolare per «ricatto» e «pregiudizio all'immagine» di L'Oréal, che fa seguito ad altre due denunce depositate da azionisti del gruppo, che si considerano danneggiati dai contratti intercorsi fra L'Oréal e la società dell'ex fotografo François-Marie Banier.

Nelle stesse ore si apprende anche che Françoise Meyers-Bettencourt, l'unica figlia di Liliane Bettencourt, ha chiesto la scorsa settimana l'intervento del giudice tutelare di Courbevoie per ottenere di mettere sua madre sotto tutela. Si tratta della terza procedura in tal senso. Le due precedenti richieste di deferimento per mettere sotto protezione la signora sono già state rigettate, a causa dell'assenza di una perizia medica.

Liliane Bettencourt da parte sua ha reso noto domenica scorsa, in una lettera all'agenzia di stampa francese AFP, che avrebbe intrapreso delle azioni giudiziarie per mettere fine a questa «persecuzione senza fine» di cui si ritiene vittima da parte di sua figlia, dopo aver appreso di questa terza richiesta di interdizione di quest'ultima. La miliardaria ha quindi designato il suo consulente patrimoniale, Patrice de Maistre, come suo tutore in caso venga posta in modo coatto sotto tutela giudiziaria.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP

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