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Casacche colorate, occhiali protettivi e grooming gratuito per gli operatori sanitari: le nuove iniziative contro il coronavirus

Pubblicato il
15 apr 2020
Tempo di lettura
4 minuti
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Anche in periodi di crisi come quello che tutti stiamo attraversando, la moda non perde la propria creatività. In tal senso, tra le varie iniziative di solidarietà promosse da numerosi brand, spicca quella del marchio Waxman Brothers, fondato nel 2014 da Nicolò Talignani e Valerio Ruberto e ispirato alla lavorazione tipica dei tessuti wax africani, che ha deciso di donare casacche colorate, con le tipiche fantasie del brand, alla Guardia Medica dell’Ospedale Maggiore di Parma, per portare un po’ di calore e vivacità agli operatori sanitari impegnati in prima linea nella lotta contro il Covid-19. Ma per contribuire in modo ancora più concreto, il marchio lancerà nei prossimi giorni la raccolta fondi “Wax for Brothers”, mettendo in vendita su una piattaforma dedicata, raggiungibile anche dal sito di Waxman Brothers, 50 t-shirt (al costo di 30 euro) e 50 felpe (a 50 euro): l’intero ricavato andrà direttamente alla Fondazione Munus e sarà devoluto all’Ospedale Maggiore di Parma.

Le casacche colorate di Waxman Bothers, donate alla Guardia Medica dell'Ospedale Maggiore di Parma

 
Originale anche l’iniziativa pensata da Bullfrog, il marchio italiano di grooming fondato da Romano Brida nel 2013, per ringraziare gli operatori sanitari impegnati nel contrastare l’epidemia, offrendo loro, una volta passata la crisi, servizi gratuiti presso i propri barbershop per tutto il 2020; l’iniziativa partirà dai quattro negozi di Milano con l’obiettivo di essere estesa anche agli altri punti vendita del marchio, situati a Genova, Roma, Varese, Erba, Torino, Monza, Bolzano, Zurigo e Monaco.
 
Oltre a mascherine e camici, alcune aziende hanno avviato anche la produzione di speciali occhiali protettivi, come Invu, brand del gruppo Swiss Eyewear specializzato nella produzione di occhiali da vista e da sole, che ha lanciato la nuova linea Protective Eyewear, con lenti trasparenti protettive in policarbonato che garantiscono il 100% di assorbimento dei raggi UV e l’effetto anti-fog, così che la condensa non appanni le lenti. Dall’inizio della pandemia, la società ha distribuito in Europa centinaia di migliaia di occhiali ad ospedali, soccorritori, organizzazioni governative, società di trasporto pubblico e organizzazioni di beneficenza. L’italiana Twist, fondata nel 2006 e specializzata in occhiali da lettura, ha realizzato una visiera protettiva con schermo in PVC, struttura in policarbonato e trattamento anti-fog, disponibile in due misure: una da usare con la mascherina e una che copre interamente il viso.

Gli occhiali protettivi di Invu

 
Sul fronte mascherine sanitarie, diverse sono le aziende che hanno convertito la loro produzione in tal senso, tra cui Facenti, storica realtà bresciana a cui fa capo il marchio di calze Alto Milano, che punta a produrre almeno 50.000 mascherine alla settimana. MooRER, fondato nel 2006 da Moreno Faccincani, ha fornito oltre 1,5 milioni di mascherine e 250 mila dispositivi di protezione, grazie alla conversione della produzione del suo marchio Jan Mayen, che opera in Cina, nella realizzazione di dispositivi di protezione; anche una parte del polo produttivo italiano del brand è stato coinvolto nell’iniziativa. Tecnofil, società controllata dalla Tessitura Attilio Imperiali, ha iniziato a produrre le mascherine riutilizzabili ad uso civile “StaySafe”, donando il primo lotto al Comune di Lurate Caccivio, dove l’azienda ha sede. La griffe romagnola di calzature di lusso Baldinini ha deciso di donare le mascherine prodotte nei propri stabilimenti a tutti i suoi dipendenti e alle forze dell’ordine dei comuni di San Mauro Pascoli e Savignano sul Rubicone, impegnate in prima linea a garantire le misure di quarantena per contenere la diffusione del contagio.

Baldinini ha avviato la produzione di mascherine protettive

 
Greta Mariani, che nel 2018 ha lanciato il brand di abbigliamento Cotone Made in Italy, ha riconvertito il suo laboratorio sartoriale di Frosinone alla produzione di una linea di mascherine artigianali in cotone double face modellante, multiuso e in vari colori, che possono essere utilizzate come mascherine, bandana e fasciacollo, riutilizzabili e lavabili, il cui ricavato sarà devoluto in parte alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Lazio, per tutelare le persone che a causa di questa malattia sono più fragili e quindi più esposte al contagio da Covid-19. Sul fronte internazionale, il colosso americano del cotone Supima ha coinvolto gli studenti che hanno partecipato alle varie edizione della Supima Design Competition, fornendo loro i tessuti per cucire mascherine e camici monouso destinati agli operatori sanitari e alle organizzazioni impegnate in prima linea a New York.

Continuano anche le donazioni e le raccolte fondi: la griffe di lingerie di lusso La Perla ha deciso di donare in maniera continuativa il 10% del ricavato delle vendite online del proprio sito al “Covid-19 Solidarity Response Fund”, lanciato dalla Fondazione delle Nazioni Unite a sostegno dell'Organizzazione Mondiale della Sanità; il brand ha inoltre donato 10.000 mascherine ai lavoratori in prima linea di Bologna, sua città natale. Fracomina ha realizzato la t-shirt “Stronger”, venduta sul proprio sito, per ringraziare il personale sanitario che ogni giorno rischia la propria vita per combattere la pandemia: l’intero ricavato della vendita di ogni maglietta, venduta a 34,90 euro, sarà devoluto alla Croce Rossa di Napoli. Infine, il player francese del fast fashion Kiabi ha donato 200.000 euro per finanziare azioni sul campo per aiutare le persone più fragili e ha destinato 300.000 capi alle madri e alle famiglie in difficoltà, di cui 50.000 articoli per neonati per sostenere i reparti maternità.

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