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Cariaggi cresce del 17% e per la PE 2020 punta sulla luminosità

Pubblicato il
today 22 gen 2019
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Un 2018 in netta crescita per Cariaggi, società marchigiana specializzata in cashmere e lane pregiate, che ha archiviato l’esercizio fiscale con un incremento di fatturato del +17% rispetto al 2017, tornando a superare la soglia dei 100 milioni di euro (101 milioni per la precisione).

Il nuovo filato Magic di Cariaggi

 
“Abbiamo assistito a una ripresa di tutti i mercati, a partire dal +13% messo a segno dall’Italia. La Cina è ripartita con un ottimo +145%, seguita da Francia (+53%), Giappone (+41%) e Stati Uniti, che nel 2017 avevano subito una battuta d’arresto ma l’anno scorso sono cresciuti del +10%”, ha precisato a FashionNetwork.com Cristiana Cariaggi, membro del CdA dell’azienda. “Per quanto riguarda le macro tipologie di prodotto, a registrare l’incremento maggiore sono stati i filati cardati, quindi soprattutto il cashmere, nostro core business”.
 
Sul fronte prodotto, a Pitti Filati 84 Cariaggi presenta una collezione per la primavera/estate 2020 incentrata su giochi di luce e innovative combinazioni di materiali. Il cashmere diventa sempre più fine e grazie a differenti lavorazioni della materia prima nascono effetti diversi, dai volumi estremi e dalla consistenza morbida e soffice.

Tra le nuove proposte per la stagione, Magic, filato pettinato 70% cashmere e 30% seta arricchito e illuminato da impercettibili paillettes di 1 millimetro, ed Euphoria, filato pettinato con effetto crepe 70% cotone del Belize e 30% seta, anch’esso con micro paillettes, dalla mano più asciutta e fresca. “Portiamo avanti in ogni collezione un grande lavoro di ricerca dei materiali, come le paillettes e il lurex, che devono esaltare la luminosità del nostro cashmere senza in alcun modo comprometterne la leggerezza e la morbidezza a contatto con la pelle”, ha spiegato Cristiana Cariaggi.

Cariaggi primavera/estate 2020, filato Euphoria

 
Prosegue anche il progetto di cashmere organico, partito con l’AI 19-20 attraverso l’investimento dell’azienda su di un terreno in Mongolia e un piccolo gregge allevato controllando ogni singolo aspetto della vita degli animali, per un prodotto certificato come completamente organico: “Si tratta di un progetto che richiede tempi lunghi, perché rispetta il ciclo di vita delle capre e le tempistiche per prelevare il pelo; abbiamo aspettato tre anni per avere la prima fornitura di cashmere”, ha concluso l’imprenditrice. “È un’iniziativa che rappresenta il punto più alto del nostro impegno verso la sostenibilità, che portiamo avanti da sempre lavorando materie prime naturali e certificando le varie fasi della produzione. È un aspetto su cui nell’ultimo periodo i nostri clienti sono sempre più attenti e informati”.

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