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Capri Holdings: profitti calati, le proteste a Hong Kong hanno danneggiato Versace

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 7 nov 2019
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Mercoledì, la società Capri Holdings Ltd ha mancato le stime di utili trimestrali di Wall Street, a causa delle proteste in corso a Hong Kong e delle reazioni pesantemente negative dei clienti cinesi ad una T-shirt ‘con una scritta sbagliata’ che hanno influenzato negativamente le vendite di Versace. Intanto, Michael Kors ha visto tornare a crescere le proprie vendite su base comparabile.

Versace


Capri Holdings ha dichiarato di aspettarsi entrate per il terzo trimestre di 1,53 miliardi di dollari (1,38 miliardi di euro), sotto le stime medie degli analisti di 1,60 miliardi di dollari (1,44 miliardi di euro).
 
L’utile netto normalizzato è diminuito del 7,8%, a 177 milioni di dollari (159,8 milioni di euro), o 1,16 dollari (1,05 euro) per azione, nel secondo semestre terminato il 28 settembre, rispetto all’anno scorso, non aderendo alle aspettative degli analisti di 1,24 dollari (1,12 euro) per azione.

I ricavi totali sono aumentati del 15,1%, pari a 1,44 miliardi di dollari (1,30 miliardi di euro), in linea con le stime degli analisti, secondo i dati IBES raccolti da Refinitiv, mentre l'utile lordo è stato di 874 milioni di dollari (789,3 milioni di euro), con un margine lordo al 60,6%, rispetto ai 763 milioni di dollari (689,1 milioni di euro) e al 60,9% dell'anno precedente.
 
Versace
Come accennato, il marchio milanese Versace ha dovuto subire gli effetti di una serie di furiose reazioni della Cina quando ha messo in vendita una maglietta che identifica i territori controllati dalla Cina come stati indipendenti.
 
A causa di questo episodio, Versace ha perso la sua prima brand ambassador asiatica, l’attrice cinese Yang Mi, che ha risolto il suo contratto con il marchio.
 
I marchi del lusso considerano Hong Kong una calamita per viaggiatori e clienti di tutta l'Asia, e le proteste pro-democrazia che vanno avanti da tanti mesi hanno costretto vari commercianti ad abbassare le serrande dei loro punti vendita.
 
La società ha dichiarato che le vendite di Versace su base comparabile sono state stabili rispetto allo scorso anno, con ricavi a 228 milioni di dollari (205,8 milioni di euro), “in anticipo rispetto alle nostre aspettative, riflettendo i maggiori contributi dei nuovi negozi e le toniche prestazioni nel wholesale”, ha dichiarato il presidente e CEO del gruppo, John D. Idol. La crescita delle vendite di Versace su base comparabile è stata a due cifre nelle Americhe e nell'area EMEA, ma è stata in calo in Asia, colpita più del previsto dalla recessione di Hong Kong e dal caso della maglietta. Il reddito operativo del brand italiano è stato di 9 milioni di dollari (8,1 milioni di euro) e il margine operativo del 3,9%.
 
Grazie soprattutto alla sfilata della PE 2020 con Jennifer Lopez, Versace ha aumentato il proprio appeal digitale accrescendo i propri follower su Instagram dal 40%, a 20 milioni. Idol ha affermato che nell’universo dei social lo “slancio del marchio è superiore a quello dei suoi concorrenti del lusso molto più grandi”.
 
Ma la conference call durante la quale il gruppo statunitense ha comunicato i propri risultati ha detto molte altre cose. John Idol ha aggiunto che l'attività di Kors ha raggiunto "un punto di svolta" e che i prodotti della linea “Signature” (ovvero quelli logati) rappresentano un motore trainante delle vendite; che l'espansione della piattaforma di e-commerce di Versace sta accelerando, così come la crescita delle vendite di accessori e calzature del brand; e che Jimmy Choo sta crescendo nel segmento dell’active footwear, con risultati incoraggianti dall'aggiunta di più accessori nelle sue gamme.
 
Jimmy Choo
Le entrate di Jimmy Choo sono aumentate del 7,8%, a 125 milioni di dollari (112,8 milioni di euro), nel secondo trimestre, ma le vendite su base comparabile sono diminuite circa del 5%, danneggiate da Hong Kong e dalle elevate basi di comparazione da cui il marchio è partito in Giappone. Escludendo questi elementi, le vendite omogenee del brand sarebbero state stabili. La cifra più elevata delle entrate totali riflette sia le aperture di nuovi negozi sia le maggiori spedizioni di ordini all'ingrosso. La perdita operativa di Jimmy Choo è stata di 10 milioni di dollari (circa 9 milioni di euro) e il margine operativo è sceso dell’8%, dati peggiori della perdita di 9 milioni di dollari (8,1 milioni di euro) e del margine sceso del 7,8% dell'anno precedente.
 
Per quanto riguarda gli accessori, “le nuove collezioni hanno già registrato una crescita delle vendite di borse a perimetro comparabile nelle Americhe, nell’area EMEA e nella Cina continentale”, ha aggiunto Idol, il quale ha poi sottolineato che l’espansione in corso del numero di negozi del marchio rientra nell’obiettivo dichiarato di portare a 300 la loro entità, un target “verso il quale la società sta facendo progressi significativi”, ha precisato il CEO.
 
Michael Kors
Nel frattempo, le entrate di Michael Kors sono scese del 4,2%, a 1,089 miliardi di dollari (983,1 milioni di euro), e le vendite su base comparabile sono cresciute a una sola (bassa) cifra. Il risultato operativo è sceso a 222 milioni di dollari (220,4 milioni di euro) e il margine operativo al 20,4%, dai 248 milioni di dollari (223,9 milioni di euro) e 21,8% dell'anno precedente.

Michael Kors


Idol ha affermato che i dati positivi su base comparabile riflettono “la continua crescita in Asia e in Europa, mentre le tendenze sono migliorate fino a sfociare in una stabilità delle vendite nelle Americhe” e si è definito “estremamente lieto di vedere un punto di svolta nelle nostre attività”.
 
Idol ha affermato che la società ha iniziato a vedere una ripresa anche nel commercio all'ingrosso negli ultimi 60 giorni, “in cui i declini stanno iniziando a rallentare, e stiamo assistendo all'espansione e alla crescita del business a prezzo pieno, guidato dal successo della linea Signature”. Infatti, la minore entità delle vendite wholesale di Michael Kors rispetto a quelle retail è stato dovuto alle basse scorte d’inventario proprio della linea “Signature”.
 
Nel complesso, Kors ha ottenuto i risultati di vendita migliori con gli accessori, soprattutto con le gamme “Signature”, salite fino a rappresentare il 30% delle vendite al dettaglio totali. Il nuovo obiettivo di Idol – che vuole più prodotti “Signature” anche nel mercato all’ingrosso – è portare questa percentuale al 40%.
 
Anche Michael Kors ha visto crescere le vendite del proprio active footwear, ma ottimi risultati li ha messi a segno pure la collezione di abiti ready-to-wear, trainate dai capi con stampe animalier esotiche e dettagli logati.

Con Reuters

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