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20 gen 2022
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Canali: focus sulla Cina con nuovi negozi e investimenti omnichannel

Pubblicato il
20 gen 2022

Il brand di abbigliamento maschile con sede a Sovico (MB) ha terminato l’esercizio 2021 in netta ripresa, con ricavi negli USA quasi raddoppiati e +50% nelle vendite online, mentre preannuncia un 2022 molto intenso, focalizzato sull’espansione in Cina e ricco di progetti retail e omnichannel, con una rinnovata attenzione alla sostenibilità. FashionNetwork.com ne ha parlato con il presidente e CEO Stefano Canali.

Canali, Autunno-Inverno 2022/23


“Siamo reduci da un 2021 andato bene soprattutto nella seconda parte dell’anno, quando c’è stata una ripartenza imperiosa dei nostri mercati principali, in particolare quello statunitense e canadese”, racconta Stefano Canali. “Per noi è stato fondamentale per cogliere la ripresa far leva su una supply chain corta, totalmente italiana e interamente gestita da noi".
 
Il dirigente sta vivendo l’inizio del 2022 con grande ottimismo, “un po’ perché pensiamo che il trend sia in miglioramento, un po’ per i tanti progetti che porteremo avanti”, spiega. “Innanzitutto l’ulteriore espansione della rete retail in Cina, dove attualmente Canali è arrivato a possedere 23 dei suoi 49 negozi mondiali. Un investimento espansivo portato avanti nel 2020 in piena pandemia e rivelatosi vincente in termini di timing e risultati”.

Le inaugurazioni di negozi dell’azienda brianzola in Cina porteranno la rete locale “ad assumere un peso superiore al 50% rispetto al numero assoluto dei nostri store mondiali”, precisa il CEO. Un’espansione che riguarderà anche l’online, dopo un 2021 in cui sono stati aperti gli store Canali su TMall e WeChat, implementando un progetto espansivo digitale in Cina in ottica di omnicanalità, che verrà rafforzato nel corso dell’anno.
 
Un focus sul Celeste Impero preannunciato dalla strategia che un anno fa portò Canali a realizzare una capsule collection di ready-to-wear, accessori e scarpe per l’Autunno-Inverno 2021 ideata dall’astro nascente della moda cinese Li Gong, designer multi-premiato e fondatore del brand 8on8. “La capsule è stata pensata espressamente per consumatori cinesi e più giovani”, spiega Stefano Canali. “Una formula positiva che ha avuto un’eco mediatica importante, tanto che nei prossimi anni realizzeremo altre partnership di questo tipo”.

Canali non potrà avere prima di marzo i dati consolidati di fatturato, ma il presidente e CEO riferisce di un +40% di giro d’affari stimato a fine 2021 sull’esercizio precedente. La Cina ha pesato per il 20% sul fatturato complessivo 2021 di Canali, e gli Stati Uniti per il 40%, mercati che hanno notevolmente rafforzato la loro importanza nei dati del marchio brianzolo, visto che il primo è cresciuto di quasi il 60% e il secondo del 90% in un solo anno.

Stefano Canali, CEO e presidente del gruppo Canali


Inoltre, nel 2022 Canali rafforzerà il Customer Relationship Management (CRM). “In tal senso, il nostro servizio ‘su misura’ verrà ampliato ed esteso ad altri segmenti di prodotto, con un’offerta di articoli e servizi potenziata”, aggiunge il presidente e CEO.
 
Ultimo, ma non meno importante, progetto 2022 di Canali è la revisione integrale dell’e-commerce. “Sarà una modifica della piattaforma che operiamo ininterrottamente dal 2015 in Europa e negli Stati Uniti. Questo replatforming di esperienza utente, interfaccia ed estetica vuole porre le basi per un’ulteriore espansione della nostra attività online”, puntualizza il manager, “che nel 2021 è cresciuta del 50%, dopo il +10% registrato a fine 2020".

"Naturalmente tutto ciò si affiancherà all’esperienza fisica nei nostri negozi, che continuerà a rappresentare un aspetto imprescindibile del business", prosegue il CEO. "Infatti presenteremo un nuovo store concept degli interni delle nostre boutique, con una prima applicazione prevista il primo luglio di quest’anno, abbinandolo a una nuova identità visiva di marca. Perciò il nostro 2022 sarà sicuramente intenso”, dice Stefano Canali, che ha voluto rimarcare l’efficienza e l’utilità del complemento digitale nel business fisico delle aziende, sia in ambito retail che fieristico.
 
“Quando scoppiò la pandemia”, racconta “ci precipitammo tutti a creare degli showroom virtuali che sopperissero all’impossibilità dei buyer di recarsi fisicamente a fare le loro selezioni. Questo strumento non scomparirà, perchè molto utile. È evidente che toccare con mano le collezioni e confrontarsi de visu con le persone dell’azienda è un’altra cosa, ma è altrettanto palese che gli strumenti digitali sono un aiuto che completa qualsiasi ambito - di vendita, fieristico, di sfilata o presentazione. Miscelare tali strumenti ha un potenziale di arricchimento molto significativo”, spiega Stefano Canali, che anticipa un 2022 dedicato anche alla sostenibilità.
 
Canali ha infatti avviato un progetto, conclusosi appena prima di Natale, che ha misurato l’impatto sull’ambiente dell’intera organizzazione aziendale secondo le metodologie Product Environmental Footprint (PEF) e Organisation Environmental Footprint (OEF), che adottano il principio del Life Cycle Assessment, impiegato al fine di calcolare la performance ambientale di un prodotto o un servizio lungo il suo intero ciclo di vita.
 
Il Gruppo Canali possiede 5 centri produttivi in Italia, conta oltre 1.500 dipendenti e una distribuzione in più di 1.000 punti vendita multimarca di circa 100 nazioni. 

Canali, Autunno-Inverno 2022/23


Nella sua ultima collezione, per la stagione Autunno-Inverno 2022/23, Canali prende spunto dallo stile art decò degli anni ’30, alba di una nuova era di rinascita e ripresa, esprimendo una ritrovata voglia di vestirsi con gusto e ricercatezza, e sperimentando, in un gioco di costruzioni verticali, abbinamenti di materiali diversi, contrasti e dinamismi, per un gentiluomo moderno che ama viaggiare e divertirsi. Eleganti fantasie di gessato si alternano a creazioni sartoriali caratterizzate da ampi revers con asole in seta ricamate a mano, mentre i prodotti più contemporanei hanno maniche rifinite con bottoni automatici gommati e i pantaloni prendono spunto dallo sport design.
 
Nuove le letture delle sahariane in cashmere, da abbinare a pantaloni e cravatte. La maglieria, calda e avvolgente, alterna variazioni sui colli – alti, a scialle, a vulcano, con zip – a lavorazioni che la impreziosiscono con punti a treccia o pattern geometrici di ispirazione decò in una calda palette di cromie naturali. Maglie da indossare anche abbinate all'outerwear: lunghi cappotti dal taglio rigoroso, come quello in lana-cashmere di ispirazione militare con martingala e mostrine, o il peacoat che coniuga la sinuosità del collo a goccia ad un design rigoroso, oppure il parka in pregiato mélange alpaca-cashmere, ai quali si affianca un cappotto-vestaglia in cashmere-visone. Le scarpe sono derby e beatles con suola carrarmato, mentre il bomber in velluto reinterpreta il tradizionale black tie, che ritroviamo nei toni del verde o impreziosito da un motivo jacquard. Look da abbinare a classiche calzature da sera o reinventare con la nuova proposta di slip-on in velluto con suola in gomma a contrasto.

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