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Pubblicato il
22 dic 2021
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Camera Moda sottolinea il suo impegno per inclusività e diversità

Pubblicato il
22 dic 2021

Lunedì 20 dicembre Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI) ha organizzato la seconda edizione del talk “Including Diversity”. Il palco del Piccolo Teatro Grassi di Milano è stato animato da una serie di conversazioni legate ai temi dell’inclusività e della diversità, non solo viste dal punto di vista della moda, ma anche da una prospettiva culturale e sociale più ampia.

CNMI


Carlo Capasa, presidente di CNMI, ha sottolineato l’impegno concreto che negli ultimi due anni Camera Moda ha rivolto alle tematiche oggetto del talk, a partire dalla pubblicazione nel 2019 del “Manifesto della Diversità e dell’Inclusività”, presentato proprio durante la prima edizione dell’appuntamento, tramite il quale CNMI ha intrapreso un percorso volto al continuo apprendimento e allo scambio di vedute ed opinioni.
 
Questo progetto a lungo termine è stato avviato da CNMI sia con i propri associati, attraverso il tavolo di lavoro sulle risorse umane composto da Bottega Veneta, Brioni, Dolce&Gabbana, Emilio Pucci, Zegna, Etro, Fendi, Giorgio Armani, Gucci, Loro Piana, Max Mara, Missoni, Moschino, OTB, Prada, Salvatore Ferragamo, Valentino, Valextra e Versace, e coordinato con il supporto progettuale di Michele Valerio, partner di Eupragma, sia con player globali, mettendo in scena progetti di rilievo.
 
Tra questi, “We Are Made in Italy – Black Lives Matter in Italian Fashion”, grazie al quale diversi designer BIPOC hanno potuto partecipare al calendario delle Milano Fashion Week, il nuovo progetto “Fashion Bridges - I Ponti della Moda”, sviluppato in partnership con l'Ambasciata d'Italia a Pretoria (Sudafrica) che ha permesso a 4 coppie designer sudafricani e italiani di presentare le loro capsule collection durante la Milano Fashion Week di settembre 2021 presso il Fashion Hub di CNMI, e il progetto di formazione “Inclusive Backstage” per gli hair stylist delle sfilate con l'obiettivo di approfondire le conoscenze sulle diverse texture di capelli ed in particolare quelle afro.
 
Segnalato da Capasa anche il lancio del programma “Fashion Deserves the World”, sviluppato in collaborazione con Mygrants, che prevede un corso di formazione gratuito per 15 migranti e rifugiati. Durante l’evento, a cui hanno partecipato più di 100 rappresentanti dei brand associati a CNMI, sono stati svelati i nomi dei 15 migranti e rifugiati politici che a partire da gennaio avranno accesso a corsi di formazione per trovare impiego nelle industrie della moda italiana.
 
Notizia principale dell’appuntamento, la partnership istituzionale recentemente siglata da Fashion Minority Alliance (FMA) con la Camera Nazionale della Moda Italiana come suo partner ufficiale per la diversità e l'inclusione. L'organizzazione non profit e apartitica con sede a Londra intende contribuire ad accelerare la missione di CNMI per creare opportunità per gli individui che provengono da minoranze, in particolare quelli che si definiscono come neri, indigeni, persone di colore (BIPOC) e/o individui con disabilità, segnando così un nuovo capitolo nella storia della moda italiana.
 
“Per troppo tempo, solo pochi privilegiati hanno avuto l'opportunità di avanzare nelle loro carriere nelle alte sfere dell'industria della moda globale e insieme a Camera Nazionale della Moda Italiana possiamo aprire nuove porte a individui di talento provenienti da minoranze, che sono nati e cresciuti nella capitale della moda italiana e non solo”, ha dichiarato a proposito della collaborazione Barbara Kennedy-Brown, fondatrice di Fashion Minority Alliance.
 
Sul palco si sono avvicendate diverse personalità che hanno condiviso la propria esperienza legata ai temi dell’Including Diversity talk. Tra questi, la scrittrice e attivista Esperance Hakuzwimana, autrice di “E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana”; Miss Fame, gender non-conforming artist intervistata da Teneshia Carr, Editor-In-Chief di Blanc Magazine, che già da tempo affianca CNMI nelle attività di formazione agli associati. E poi lo psicoanalista e professore universitario Massimo Recalcati, che ha proposto una lezione sulle radici culturali e sociologiche dell’odio; l’atleta paralimpica Monica Contrafatto, che ha conversato con Claudio Arrigoni, giornalista esperto di sport paralimpici; e la modella e attivista Teddy Quinlivan, intervistata da Simone Marchetti, Direttore Editoriale Europa di Vanity Fair e Editor-in-Chief di Vanity Fair Italia.
 
Due momenti sono stati dedicati anche al mondo della moda e del lusso, grazie alla presenza di Antonella Centra, Executive Vice President General Counsel, Corporate Affairs & Sustainability di Gucci, che insieme Filippo Chieli, Global Relationship Manager Retail and Luxury di Intesa Sanpaolo (Divisione IMI Corporate & Investment Banking) hanno illustrato il “Programma Sviluppo Filiere” della banca dedicato all'implementazione di progetti di sostenibilità ed inclusione nella supply chain, e di Geraldine Vallejo, direttrice del “Programma Sostenibilità” del gruppo Kering, che si è confrontata con altri imprenditori del settore, tra cui Marina Salamon, fondatrice di Altana, Mariele Uboldi, direttore commerciale mondo di Zeiss Sunlens e Azzurra Morelli, proprietaria di Pellemoda, relativamente al supporto delle donne nella supply chain del lusso.
 
L’evento, presentato dalla giornalista di SkyTg24 Mariangela Pira, si è concluso con una performance live dell’attrice Stefania Rocca, “We Shall Overcome”, dedicata al tema dei migranti e della libertà dell'uomo, accompagnata dai musicisti Antonio Fresa e Raffaele Casarano.

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