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Adnkronos
Pubblicato il
3 mag 2021
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Camera Moda promuove il Pnrr, ma “è solo il primo passo”

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Adnkronos
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3 mag 2021

Soddisfazione per molte delle decisioni assunte, con la consapevolezza che c'è ancora tanto da fare. Camera Nazionale della Moda Italiana accoglie così il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza varato dal governo e presentato alla Commissione Europea. Il testo raccoglie in parte le proposte formulate dall'associazione che rappresenta il comparto, dal potenziamento del piano transizione 4.0 ai contributi a sostegno degli investimenti in nuove tecnologie.

Il presidente di Camera Moda, Carlo Capasa


"Il settore che rappresentiamo”, ha spiegato Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, “è la seconda industria italiana, con un fatturato che nel 2019 ha sfiorato i 100 miliardi di euro e che nel 2020 è calato del 26% per le conseguenze della pandemia. Il piano appena varato mostra una visione strategica a tutela di un asset di eccellenza del Made in Italy riconosciuto in tutto il mondo ed è un primo passo importante, ma la strada da recuperare è ancora lunga".

Camera Moda, in particolare, aveva suggerito un potenziamento del piano transizione 4.0 mediante l'incremento delle aliquote e dei massimali attualmente in essere in relazione al credito d'imposta per attività di design e ideazione estetica, un rifinanziamento del Fondo 394/81 che ne garantisse accesso riequilibrato fra Pmi e grandi imprese, oltre a incentivi in favore del cambiamento del modello di business delle imprese. Il Pnrr stanzia 13,97 miliardi di euro per finanziare il piano transizione 4.0, istituisce un comitato incaricato di suggerire le modifiche finalizzate a massimizzare l'efficacia e l'efficienza nell'uso delle risorse, destina 1,95 miliardi di euro per il rifinanziamento del Fondo 394/81, che resta tuttavia ancora da migliorare per includere anche le imprese di maggiori dimensioni, e per i contratti di sviluppo a sostegno di investimenti strategici, innovativi e progetti di filiera, nonché gli strumenti volti a valorizzare ed accrescere le produzioni Made in Italy.

Prevede poi risorse per la riforma della proprietà industriale e per contributi a sostegno degli investimenti, macchinari, impianti e attrezzature per produzioni di avanguardia tecnologica. Accolte, in tutto o in parte, anche le idee legate ai percorsi formativi, al bonus assunzioni per giovani e donne, alle borse di studio in favore delle persone svantaggiate e all'incentivazione di partenariati tra imprese, centri di ricerca e università. In particolare, il Pnrr stanzia 1,5 miliardi di euro per il potenziamento dell'offerta degli enti di formazione professionale terziaria attraverso la creazione di network con aziende, università e centri di ricerca, 10 milioni di euro per la definizione di un sistema nazionale di certificazione della parità di genere, 0,5 miliardi di euro per finanziare l'aumento del numero di borse per il diritto allo studio e 1,61 miliardi di euro per il finanziamento di programmi di ricerca ed innovazione, realizzati da partenariati allargati a Università, centri di ricerca e imprese.

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