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Adnkronos
Pubblicato il
4 dic 2019
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Camera Moda presenta il Manifesto per l'inclusione e la diversità

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Adnkronos
Pubblicato il
4 dic 2019

Un manifesto in 10 punti, con l'obiettivo di creare una maggiore consapevolezza all'interno delle aziende del fashion e sensibilizzare i consumatori finali sul tema di inclusione e diversità. È l''Inclusion and Diversity Manifesto', un decalogo messo a punto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e presentato al Teatro Girolamo di Milano in occasione del talk 'Including Divesity', alla presenza della ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, e il presidente di CNMI, Carlo Capasa.

Il presidente di CNMI, Carlo Capasa, ha presentato l''Inclusion and Diversity Manifesto' al Teatro Girolamo di Milano - @cameramoda


"Inclusione e diversità creano valore aggiunto”, ha spiegato il presidente di Camera Moda, Carlo Capasa. “Due anni fa abbiamo chiesto alle maggiori maison italiane di partecipare a un tavolo di lavoro chiamato 'Hr&Education' con l'obiettivo di esplorare i trend delle human resources nelle aziende italiane, raccogliere esigenze e trovare soluzioni. All'interno del dibattito generale ci sembra che oggi più che mai debbano trovare spazio i temi di diversità e inclusione. Siamo convinti che la moda possa e debba interpretare un ruolo speciale nella pratica dell'accoglienza e nell'inclusione della diversità, a ogni latitudine".

"La moda è business, certo”, ha continuato Capasa, “ma è anche un fenomeno quotidiano che in varie forme coinvolge persone di diverse etnie, culture e credenze e tocca da vicino le nostre esistenze e il nostro stile di vita. Il settore fatica a riflettere sulla varietà delle diverse origini etniche e stili di vita all'interno del proprio capitale umano in tutti i livelli stili di vita. Ci vuole un cambiamento in questa direzione, un cambiamento imprescindibile perché dobbiamo continuare ad avere il ruolo di guida che da sempre contraddistingue il nostro settore".

"Fonti autorevoli”, ha sottolineato Capasa, “ci dicono che anche dal punto di vista dei numeri questo processo può creare un valore aggiunto". Come esempio il presidente di CNMI ha indicato la promozione dell'equità di genere nelle aziende "a livello generale, non solo nella moda" che permetterebbe di aumentare "il PIL globale del 26% entro il 2025".

"Abbracciare l'inclusione”, ha rimarcato Capasa, “è un'opportunità da abbracciare prima di tuto da un punto di vista sociale. La strada da fare è lunga e per questo abbiamo raccolto nel manifesto tutte le considerazioni e le consapevolezze che abbiamo acquisito in questi due anni di riflessione sul tema".

Anche per Lamberto Bertolé, presidente del consiglio comunale di Milano, il manifesto "è un atto coraggioso" e, aggiunge, "il fatto che la moda faccia un passo avanti in questo senso è un segnale importante".

Ci tiene a sottolineare Nicola Lagioia, direttore del Salone internazionale del libro di Torino, che "la moda condivide con la letteratura la capacità di raccontare storie ed è in grado di costruire il mondo desiderabile al quale aspiriamo, un mondo che esercita un'influenza enorme nel mondo reale". Per Lagioia "sarebbe giusto che tutti abbiano il 'diritto di cittadinanza', un passaporto per entrare in questo mondo che sia dato a prescindere da razza, genere, religione e orientamento sessuale".

Il manifesto, redatto anche grazie al contributo di Kimberly Jenkins, professoressa di moda e costume alla Parsons School of Design, indica un percorso di trasformazione delle politiche aziendali per renderle più inclusive, partendo dai concerti di etnia, genere, orientamento religioso e sessuale, età, abilità mentali e fisiche, nonché condizioni socio-economiche ed è frutto del lavoro del Tavolo di CNMI  'Hr & Education'.

Il tema dell'inclusione e della valorizzazione delle diversità all'interno della moda, del resto, è uno dei temi più sentiti nell'industria. Da qui l'iniziativa promossa da CNMI che, al Teatro Girolamo, ha chiamato a raccolta alcuni dei più importanti personaggi e player del settore come Paola Antonini, modella e influencer intervistata dalla direttrice di Io Donna, Danda Santini, e Lea T, top model attivista in dialogo col direttore di Vogue, Emanuele Farneti. Presenti all'iniziativa anche l'attrice Stefania Rocca e il cavaliere del Lavoro e presidente onorario di CNMI, Mario Boselli.

L'evento, moderato dalla giornalista di SkyTg24, Mariangela Pira, è stato inoltre arricchito da due panel: il primo con focus sul fashion, per la presentazione di uno studio su gender gap e somme empowerment nella supply chain con alcuni rappresentanti di brand come Bottega Veneta, Gucci, Kering Eyewear e Pomellato; il secondo con esponenti del mondo accademico come Vittorio Lingiardi, psichiatra e docente all'Università La Sapienza di Roma, e Marilisa D'Amico, professoressa di diritto costituzionale e prorettore dell'Università degli Studi di Milano.

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