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Pubblicato il
18 nov 2020
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Camera Buyer Italia: appello al Governo Conte a sostegno del retail di filiera

Pubblicato il
18 nov 2020

Giacomo Santucci, Presidente della Camera Nazionale dei Buyer italiani (CBI), associazione che rappresenta le 100 eccellenze delle insegne italiane più prestigiose del multibrand lusso moda (globalmente 500 punti vendita in 200 centri storici), ha inviato un appello per nome degli associati al Presidente Conte per segnalare le estreme difficoltà che sta affrontando il retail nel settore fashion.
 

Giacomo Santucci


“Le nostre imprese non sono in grado, da sole, di reggere ancora per molto a continui stop and go (lockdown-apertura-semilockdown-apertura-lockdown), e necessitano di poter esprimere o dialogare con le istituzioni. Abbiamo chiuso le nostre attività, utilizzato lo smart working, preservato per quanto possibile posti di lavoro, adottato tutti i protocolli di sicurezza, incamerato le perdite legate alla chiusura per il lockdown, richiesto finanziamenti alle banche e contemporaneamente, come accennato, ripensando i business model delle nostre imprese”, precisa Santucci nel suo incipit. “Il supporto istituzionale, specie nei confronti del sistema bancario, diventa sempre più importante ed urgente; non che lo Stato sia assente ma dovrebbe dare più evidenti segnali di una presenza autorevole ed autoritaria (soprattutto quando i nostri codici ateco non compaiono nei provvedimenti emanati)", continua. "Non voglio dire con quanto sopra che il Governo non consideri con la dovuta attenzione gli operatori della moda e tutti i retailer multibrand che rappresentano una componente significativa del nostro PIL; un esempio, la concessione a tutte le imprese del tessile di un credito d’imposta sul surplus di giacenze a fine anno mettendo un tetto massimo di 45 milioni di euro al suo utilizzo, sottovalutando forse l’entità del surplus di giacenze che ammonta a cifre tali da generare, per tutto il tessile, un credito d’imposta decisamente superiore al tetto massimo inserito”, sottolinea Santucci.

Se l’impegno per contrastare il virus è assolutamente fondamentale e obbligatorio (d’altronde nei mesi tra marzo e ottobre tutti i settori si sono attrezzati, investendo anche ingenti somme, per poter continuare ad operare in sicurezza, secondo le direttive ricevute via via dal Governo, ndr.), il Presidente di Camera Buyer precisa che non si debba lasciare che le nostre imprese vengano fiaccate a tal punto da distruggere anche centinaia di migliaia di posti di lavoro.

“Piuttosto che accennare ad un primato della salute sull’economia dovremmo pensare all’equilibrio di questi aspetti e alla rilevanza del capitale sociale e come portare avanti entrambi e sullo stesso piano”, indica saggiamente il Presidente di Camera Buyer italia.
 
Senza volontà di far polemica, Santucci chiede umilmente a Conte di prendere in esame alcune proposte coerenti con i Suoi provvedimenti, per permettere alle aziende sia di sopravvivere, che di essere pronte quando si potrà e dovrà ripartire. In primis l’eliminazione del tetto massimo di spesa di 45 milioni di euro con riferimento al credito d’imposta concesso al settore tessile sul surplus di giacenze del 2020 rispetto alla media dei tre periodi d'imposta precedenti; il  posticipo dei versamenti contributivi, per un lasso temporale più esteso rispetto a quello attualmente previsto, allo scopo di non pesare eccessivamente sulla liquidità delle imprese per poter utilizzare in primis i finanziamenti bancari per investire nella ripresa; ulteriori e maggiori sgravi fiscali e contributi a fondo perduto specificatamente dedicati alle imprese del nostro settore che investono nello sviluppo dello smart working, dell’e-commerce e degli asset a supporto: (computer, impianti e infrastrutture logistiche, software etc.) e calcolati anche su dati aggiornati in termini di calo di fatturato; estensione e potenziamento del credito d’imposta relativo alle locazioni di beni strumentali (negozi, logistiche e uffici); applicazione degli sgravi e degli incentivi di cui sopra a tutti gli operatori del settore che hanno subito un calo di fatturato del 15% rispetto all'anno precedente, a prescindere dalla localizzazione territoriale di esercizio dell'attività e dalla modalità di vendita (anche tramite canali on line).
 
Santucci conclude il suo appello precisando che gli imprenditori di settore sono consapevoli che questa è una fase di reinvenzione, investimenti, creatività e sacrifici ma si aspettano una comprensione ed un dialogo maggiore sui loro problemi che vada al di là di sole chiusure. “Gli associati e gli imprenditori di CBI cercano inoltre questo dialogo per evitare che la richiesta di salvataggio e supporto arrivi dai propri dipendenti, proprio in un’ottica di responsabilità̀ sociale. Dobbiamo insieme ricreare logiche olistiche dove il profitto sia ridistribuito ed il mantenimento dei posti di lavoro se non addirittura il loro incremento sia un obiettivo comune”.
 
Le boutique degli associati di Camera Buyer Italia costituiscono uno dei punti di attrattività per il turismo nazionale e internazionale: nascono da famiglie storiche del territorio, impiegano migliaia di dipendenti e distribuiscono più di 2.000 marchi lusso moda per un fatturato aggregato che supera i 2 miliardi di euro.
 

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