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Adnkronos
Pubblicato il
14 gen 2011
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Calzature in pelle: sotto controllo le importazioni da Cina e Vietnam

Di
Adnkronos
Pubblicato il
14 gen 2011

"La scadenza dei dazi antidumping contro le importazioni cinesi e vietnamite per le calzature in pelle prevista per il 31 marzo 2011 non ci farà abbassare la guardia".

Lo dice Vito Artioli, presidente di Anci (Associazione nazionale calzaturifici italiani) e Cec (Confederazione europea dell'industria della calzatura), prendendo atto delle garanzie in materia di antidumping ottenute dalla Commissione europea che ha esplicitamente assicurato un sistema di monitoraggio su base settimanale delle importazioni di calzature in pelle da Cina e Vietnam, alla luce dell'imminente scadenza delle misure antidumping adottate.

"La Commissione UE -spiega Artioli- si è impegnata ad accertare che le autorità cinesi e vietnamite agiscano secondo gli standard internazionali, assicurando pratiche commerciali e competitive rispettose delle regole e, al contempo, garantendo alle calzature europee un accesso paritario ai rispettivi mercati. E porterà quindi la questione ai massimi livelli delle autorità cinesi e vietnamite nel corso di incontri trimestrali".

Il presidente di Anci e Cec considera i dazi antidumping imposti sulle importazioni cinesi e vietnamite "equi, legali e strettamente necessari per ripristinare condizioni competitive negli scambi". Per Artioli oggi, "in un clima politico non favorevole ai produttori e diverso al dicembre 2009", quando erano state rinnovate le misure antidumping, l'impegno della Commissione europea "va sostenuto".

Per questo, secondo il presidente di Anci e Cec, "vanno verificate le reali intenzioni di questi due paesi produttori. Se il dumping continuera' e verra' accertato, la Commissione è già pronta per applicare nuovi dazi antidumping".

La Cec, a conclusione di una serie di riunioni con l'ufficio del commissario europeo per il commercio Karel De Gucht, sottolinea che "in questo modo si dovrebbero scongiurare nuovi casi di dumping e che in questo senso ha deciso di astenersi dal chiedere la riapertura dell'indagine volta a valutare la persistenza di pratiche sleali su tali calzature. Qualora ciò non dovesse succedere, Anci e Cec si attiverebbero perché la Commissione avvii azioni puntuali e immediate a tutela dell'industria calzaturiera europea".

Il presidente di Anci e Cec infine sottolinea che "nonostante l'industria europea non si sia ancora completamente ripresa, Cec è pronta ad accettare un regime di concorrenza privo di limitazioni, ma rispettoso delle regole, e dà ai paesi terzi che esportano nell'UE una possibilità importante. Tuttavia -conclude Artioli- continuerà a vigilare".

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