Calzature: export 2018 da record a 9,6 miliardi

Le calzature Made in Italy registrano nell'anno appena trascorso il record assoluto per il valore dell'export che è salito a 9,6 miliardi di euro. Rallenta per contro la produzione Made in Italy (-2,6%, quasi 5 milioni in meno a confronto con il 2017), e anche i quantitativi dell'export (-2,3%). L'andamento divergente tra quantità e valori, se da un lato conferma l'eccellenza riconosciuta dai buyer esteri alla produzione italiana nell'alto di gamma, dall'altro ribadisce il ruolo ormai determinante svolto dai grandi brand internazionali del lusso. Questi i dati principali del settore secondo le elaborazioni condotte dal Centro Studi di Confindustria Moda e diffusi da Assocalzaturifici alla vigilia della 87/a edizione di Micam, la rassegna internazionale delle calzature in programma dal 10 al 12 febbraio prossimi alla Fiera di Milano.

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Secondo il report, l'ennesimo rinvio della ripresa e il peggioramento del quadro economico hanno avuto pesanti ripercussioni sul tessuto produttivo e sulle dinamiche occupazionali. Il numero di imprese attive segna nel 2018 un'ulteriore riduzione (-203 calzaturifici, tra industria e artigianato, rispetto al 2017, pari al -4,3%), con la perdita di 920 occupati (-1,2%) causati dal perdurare delle difficoltà su diversi importanti mercati esteri, cui si aggiunge l'ormai cronica stagnazione nei consumi delle famiglie italiane.

Analizzando i mercati e le aree di destinazione, il 2018 registra anzitutto la nuova frenata della Russia (-14,3%) dove le vendite attuali sono pari alla metà dei livelli 2013, con pesanti ripercussioni nei distretti particolarmente votati a quest'area. Andamenti disomogenei nella UE (dove sono dirette 7 calzature su 10 vendute all'estero): tengono Germania (+2% in volume, nostro primo mercato per numero di paia) e Regno Unito, ma si registrano flessioni nelle quantità per gli altri principali paesi (Francia, che è il primo cliente in valore, Spagna, Belgio, Olanda). Incrementi dell'export si evidenziano invece in America settentrionale (+7,6%, pur con prezzi calanti) e nel Far East (dove svettano Cina e Sud Corea).

In Italia, i dati sugli acquisti delle famiglie riferiti ai primi 11 mesi non mostrano alcun segnale di risveglio: -0,9% in volume e -0,3% in spesa, mentre l'unico comparto in crescita risulta quello delle scarpe sportive/sneakers. E il 2019 si è aperto all'insegna della cautela: il calo nel portafoglio ordini dell'ultimo trimestre dello scorso anno (-1,2% in quantità) prefigura il protrarsi, nei livelli produttivi, della fase poco premiante.

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