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Pubblicato il
18 dic 2011
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2 minuti
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Calendario delle fashion week: Milano si allinea su Parigi

Pubblicato il
18 dic 2011

Dopo Parigi, è infine Milano a optare per lo status quo. All'indomani della decisione della Camera Sindacale Francese del Prêt-à-Porter, degli Stilisti e dei Creatori di Moda di rifiutare la modifica delle proprie date come richiesto da New York, la corrispondente federazione italiana ha annunciato di seguire questa risoluzione, in modo da evitare un eventuale scontro con la sua omologa francese. Il compromesso che Milano aveva concluso con il CFDA (Council of Fashion Designers of America) per il mantenimento delle date 2012, contro l'anticipo di una settimana delle sfilate femminili nel 2013 e nel 2014, non è dunque più d'attualità.


Mario Boselli

"Abbiamo preso atto della decisione di Parigi”, ha dichiarato Mario Boselli, il presidente della Camera Nazionale della Moda. “E come abbiamo detto al CFDA, il nostro accordo valeva solo se anche Parigi accettava di modificare le sue date. Alle sue condizioni, manterremo allora le nostre date abituali. Una sovrapposizione di date con Parigi è assolutamente impensabile".

Il CFDA peraltro, non ha ancora reagito ufficialmente al momento in cui noi scriviamo, facendo semplicemente sapere a mezzo stampa che la decisione parigina ha suscitato sorpresa e delusione.

Didier Grumbach, presidente della Fédération Française de la Couture, ha comunque voluto ricordare che aveva avvisato i suoi colleghi di questo rifiuto annunciato: "E' abbastanza semplice da capire, i membri della Chambre Syndicale ci esprimono da lungo tempo la loro volontà di cambiare il calendario e di non voler esserne più gli ultimi. Nessuno poteva accettare di arretrare ancora di una settimana! Avevo avvertito New York e Milano di questo fatto", ha tenuto a puntualizzare.

Di fronte a un conflitto tornato al punto di partenza, Mario Boselli propone quella che giudica essere "una soluzione di buon senso (...) Le sfilate a New York non hanno bisogno di durare 9 giorni, potrebbero facilmente essere concentrate su 7 o anche 6 giornate! Iniziando nel week-end, e non il giovedì, questo calendario risolverà il problema della vicinanza con il Labor Day".

Il suo omologo francese pensa anche lui che la situazione non sia insormontabile: "La questione non è ancora bloccata. Dopotutto, nel passato New York sfilava dopo Parigi, le cose possono quindi benissimo evolvere”, assicura Didier Grumbach. “Una cosa è sicura, noi, che preferivamo avanzare, non arretreremo mai le nostre date".

Resta adesso da conoscere la nuova posizione del CFDA e della sua presidentessa, Diane Von Furstenberg. Minacceranno di nuovi di cambiare le loro date a partire da settembre 2012, col rischio di penalizzare Londra e Milano con una sovrapposizione di giorni? Proporranno una nuova organizzazione del calendario? In ogni caso, una soluzione intermedia sarebbe certamente percepita come una resa incondizionata dai membri della federazione americana.

Anaïs Lerévérend (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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