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Di
AFP
Pubblicato il
24 set 2015
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Buon secondo trimestre per Adidas

Di
AFP
Pubblicato il
24 set 2015

Lo specialista tedesco degli articoli sportivi Adidas ha incrementato nettamente le vendite nel secondo trimestre, malgrado la controprestazione della sua divisione golf, e ha ottenuto l'utile netto che aveva previsto.

Una scarpa di Reebok - Reebok


Quest'ultimo è aumentato dell'1,4%, a 146 milioni di euro, indica un comunicato dell'azienda. Il gruppo conferma anche le sue previsioni di fatturato per la totalità dell'anno.

Il giro d'affari è cresciuto del 15%, a 3,91 miliardi di euro, rispetto al secondo trimestre del 2014, con la crescita diminuita al 5% escludendo gli effetti valutari. I marchi Adidas e Reebok hanno contribuito alla progressione. Per quest'ultimo, che ha messo a segno un +6%, è una buona notizia, dato che ultimamente ha vissuto tempi molto difficili.

Adidas è ancora più soddisfatto dell'aumento delle vendite in quanto il periodo di comparazione, il secondo trimestre del 2014, si era avvantaggiato in pieno dell'effetto Coppa del Mondo di calcio, visto che proprio allora si stava svolgendo il mondiale di calcio brasiliano.

Il risultato operativo del trimestre è cresciuto dell'8%, a 234 milioni di euro, ma il margine si è annullato, perché Adidas ha investito in una nuova strategia che gli dovrà consentire di tenere testa a Nike.

Il gruppo bavarese vuole soprattutto essere più presente nel digitale, e più vicino ai consumatori. A prova di questo orientamento, ha recentemente acquistato l'applicazione per smartphone dedicata ai jogger 'Runtastic', per 220 milioni di euro.

Altro progetto sui blocchi di partenza: Adidas sta lavorando a un concept che vedrà le calzature sportive prodotte direttamente in negozio, a partire dalle misurazioni effettuate sui piedi dei clienti, ha precisato il dirigente del gruppo responsabile della pratica al giornale tedesco “Handelsblatt”. A regime, l'idea potrebbe persino essere estesa all'abbigliamento, secondo lui.

Adidas, che l'anno scorso ha dovuto reagire alla diminuzione del suo valore azionario in Borsa ed al malcontento dei propri azionisti, ha anche da affrontare la ristrutturazione della sua divisione golf TaylorMade, che gli sta dando molto da fare. Nel secondo trimestre, le sue performance ne fanno ancora e nettamente la “pecora nera” aziendale. Le sue vendite sono crollate del 26%, escludendo gli effetti dei cambi; una cattiva notizia "che potrebbe pesare sull'azione a breve termine", anticipava Herbert Sturm, analista di DZ Bank.

Adidas intende rivedere il catalogo prodotti e i prezzi, e "ottimizzare" i costi di TaylorMade. Inoltre, "le opzioni future" per due sue sottomarche, Adams ed Ashworth, sono allo studio.

Adidas ha confermato le sue previsioni per la totalità dell'anno, vale a dire un incremento di fatturato nell'ordine del 5% escludendo gli effetti valutari, e un margine operativo almeno uguale a quello dell'anno scorso (47,6%).

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP

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