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Pubblicato il
12 gen 2021
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Brunello Cucinelli porta una ventata di positività al debutto di Pitti Uomo su Connect

Pubblicato il
12 gen 2021

Un debutto diverso dal solito quello di Pitti Uomo per questa edizione di gennaio 2021: niente Firenze, niente flussi di migliaia di addetti ai lavori ad affollare la storica Fortezza da Basso, niente distese di stand allestiti splendidamente e con le proposte delle più belle aziende italiane ed internazionali specializzate in moda maschile. Ma un debutto comunque speciale e suggestivo: la manifestazione, che per ora si svolgerà solo online in versione digitale, ha aperto le danze dal borgo umbro di Brunello Cucinelli, Solomeo. Un’inaugurazione che, quindi, non ha avuto luogo come da tradizione nello spettacolare Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, bensì in uno dei luoghi diventati ormai un punto di riferimento per il Made in Italy di oggi, come ha ricordato nel suo intervento Raffaello Napoleone, AD di Pitti Immagine.

Il collegamento da Solomeo con Raffaello Napoleone (a sinistra), Brunello Cucinelli (al centro) e Agostino Poletto (a destra)


È stato Brunello Cucinelli in persona ad aprire martedì 12 gennaio il collegamento da Solomeo per Pitti Connect, l'ultima versione digitale della fiera fiorentina vera pietra miliare mondiale dell'abbigliamento maschile, che durerà fino a giovedì 14 gennaio.
 
Salutando da un set che ricostruiva il classico stand presentato dal marchio umbro al Pitti Uomo, Brunello Cucinelli ha ricordato che si tratta della 63esima edizione per il suo brand, mentre per il Pitti Uomo è la 99esima, e si è detto sicuro che ci si potrà tutti incontrare di persona per l’edizione numero 100, a giugno. “Gli italiani hanno saputo costruire la più bella settimana al mondo per la moda maschile, tra Pitti e Milano”, ha sottolineato l'imprenditore. “Per quattro giorni ci troveremo nella nostra azienda a Solomeo come se fossimo in Fortezza da Basso, con 8-9 slot al giorno e 15/20 persone connesse in diverse lingue. Vogliamo parlarvi delle collezioni, ma soprattutto del momento che stiamo vivendo”.

“Abbiamo ricevuto un'ospitalità stellare”, ha affermato Raffello Napoleone. “Non ci troviamo a Palazzo Vecchio né in Fortezza di Basso, ma a Solomeo, in uno dei luoghi punto di riferimento per il fashion e la creatività italiane, non solo nel menswear e anche a livello internazionale”, ha sorriso l’AD di Pitti, che poi si è rivolto a Cucinelli: “La tua idea di ospitarci qui è un segno di quanto sia dinamica e forte la rappresentanza della moda del nostro Paese, anche in un momento così difficile”.

Solomeo - Shutterstock


“Negli ultimi mesi abbiamo condotto indagini che dimostrano come ci sia una grande mancanza di contatti, relazioni e informazione nel mondo della moda”, ha proseguito Raffaello Napoleone. “Un bisogno che ci hanno sottolineato sia le aziende produttive che i negozianti”. Il dirigente di Pitti Immagine ha poi messo in evidenza l'importanza delle fiere di settore nel raccogliere il meglio del mercato internazionale. “Le fiere danno però il meglio nel momento in cui si mette il comparto nelle condizioni di capire quali sono i flussi di tendenza e di riferimento per il mercato e i consumatori. Dagli studi fatti, il digitale sarà sempre più centrale, ma si affiancherà all’aspetto di occasione fisica di contatto che le aziende chiedono tramite i saloni”, ha aggiunto l'Amministratore Delegato.
 
Per Agostino Poletto, General Manager di Pitti, “da questi sondaggi è emerso l’attaccamento emotivo e motivazionale che hanno i buyer verso il Pitti”, che viene frequentato “non solo per comprare e trovare nuovi fornitori, ma per vivere un'esperienza professionalizzante e per 'ricaricarsi'. È una caratteristica che le altre manifestazioni non hanno”, precisa Poletto. “I buyer desiderano fortemente tornare ad incontrarsi, ma ci chiedono fiere sempre più selezionate, essenziali, con prodotti capaci di dare nuovi elementi su cui lavorare”. 

Un momento del collegamento del 12 gennaio


Per concludere, Brunello Cucinelli ha chiamato nello stand un’interprete per salutare gli “amici cinesi”, definendosi “personalmente molto grato alla Cina, perché ci siamo ispirati tanto al modo in cui hanno reagito alla crisi pandemica. L'11 marzo ci hanno persino inviato un video che mostrava come tutti lavorassero con le mascherine per il viso nel momento più buio e doloroso per noi italiani. Questa è stata un’ulteriore fonte d'ispirazione. Oggi voglio comunicare quello che la crisi mi ha dato, e non quello che mi ha tolto. Dopo così tanto dolore non siamo più propensi all’arroganza, ma alla gentilezza e al garbo”, ha sostenuto Cucinelli, affermando poi che la crisi pandemica “ci ha lasciato il tema di non volgere le spalle alla povertà. Ma anche il tema di dove e come sono prodotti i manufatti”.

La collezione uomo di Brunello Cucinelli Autunno-Inverno 2021/22 presenta colori più 'terrosi' nell'interpretazione data dallo stilista umbro al gentiluomo italiano elegante di città - DR


Secondo l’imprenditore umbro, inoltre, “i negozi dalla prossima stagione dovranno essere moderni, con venditori belli, educati e gentili. Sarà importante il visual e non far vedere i prodotti dell'anno precedente. Abbiamo bisogno di novità e fisicità, di tornare a vestirci, di abbracciarci e baciarci”.
 
A causa della pandemia, il salone fiorentino sta anche pianificando di organizzare un'edizione speciale che unisca l'offerta di Pitti Uomo e Pitti Bimbo dal 21 al 23 febbraio, ma con l'Europa occidentale che sta ancora vivendo un momento difficile fatto di estesi lockdown, totali o parziali, e vaccinazioni non ancora molto diffuse, quell’esperienza potrebbe forzosamente trasformarsi anch’essa in un evento digitale. “Non so se potremo realizzare la due giorni di Pitti il 21 e 22 febbraio come avremmo previsto, dipendiamo dal prossimo DPCM", ha chiosato Raffaello Napoleone. "Qualora non fosse possibile, estendo sin d'ora l’invito a tutti per giugno, momento per il quale stiamo organizzando qualcosa di molto carino”.

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