Brioni in via di guarigione in un palazzo parigino

Brioni è una casa di moda che appare ormai in via di guarigione dopo la notevole quantità di vicissitudini che ha attraversato ultimamente. Il marchio italiano di abbigliamento sartoriale ha svelato la prima collezione della sua nuova direttrice creativa, Nina-Maria Nitsche, ex Martin Margiela, nominata nel giugno scorso, e un sorprendente nuovo metodo di presentazione.

Brioni - Autunno-Inverno 2018/19 - Anne Schönharting

Tutto sommato, la linea presenta un mix di impeccabile fattura e confezione elegante, con il giusto tocco di fantasia sartoriale.
 
All’interno di un grande palazzo privato, la collezione era disseminata in una serie di stanze dotate di installazioni, con tre look completi che stavano di fronte a tre grandi scatole luminose, sulle quali campeggiavano fotografie di eleganti gentiluomini italiani che indossavano quegli stessi vestiti. 
 
Un salutare ritorno alla realtà per il marchio italiano classico, fortemente scosso nel 2016 dal passaggio flash del direttore artistico Justin O’Shea, che nel suo periodo come designer ha fatto realizzare una campagna pubblicitaria con i Metallica e ha fatto infilare una bara nella vetrina del negozio Brioni di Parigi.
 
I look migliori sono stati cappotti in cashmere color crema in tessuto a spina di pesce, un superbo giaccone da marinaio con collo in montone rimovibile e la reinterpretazione di una classica giacca da viaggio, sviluppata inizialmente nel 1968 come pezzo personalizzato su misura. Di classe, ma con giusto un leggero tocco personale, come ci si aspetta dalla Nitsche, che ha sostituito Margiela dopo la partenza del fondatore nel 2009.
 
“Ho ripensato al periodo in cui Martin Margiela disegnò per Hermès (tra il 1997 e il 2003) e il risultato fu un sofisticato aggiornamento di vestiti classici. Che è quanto credo siamo riusciti a fare con la prima collezione di Nina”, ha commentato Fabrizio Malverdi, il CEO recentemente nominato, che ha scelto la Nitsche e che è approdato in Brioni dopo una carriera notevole, nella quale si distinguono i periodi come CEO di Givenchy e Dior Homme.
 
Secondo molti intenditori, il famoso atelier di Brioni sulle verdi pendici delle colline abruzzesi è semplicemente il miglior impianto di produzione di abiti su misura per la moda maschile nel mondo. Fondato nel 1945, Brioni è conosciuto soprattutto per aver vestito James Bond e per la produzione di ordini speciali davvero unici per clienti internazionali molto benestanti. La prova di questo era molto evidente nella presentazione, in particolare con i look più belli della collezione, visibili nell'ultima stanza. Una giacca di velluto dorato e beige chiaro davvero magnifica e una giacca da camera in velluto blu cobalto, entrambe rifinite con deliziosi ricami di uccelli esotici ed ispirate a una tappezzeria giapponese che la designer ha scoperto personalmente.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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