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Briglia 1949 punta a 400 clienti esteri in due anni

Pubblicato il
today 13 gen 2020
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Continua a crescere ogni anno in doppia cifra il giro d’affari di Briglia 1949, il marchio principale della Four.ten industry S.r.l. di San Giuseppe Vesuviano (NA), che con il suo monoprodotto d’alta qualità (pantaloni di lusso offerti a prezzi accessibili, venduti tra i 120 e i 170 euro al consumatore finale) si dice soddisfatto soprattutto della “crescita costante che registriamo sui difficili mercati esteri, come il Giappone, che costituisce il nostro secondo sbocco dopo l’Italia e un punto di riferimento fondamentale per noi anche come ispirazione stilistica”, precisa a FashionNetwork.com Michele Carillo direttore creativo di Briglia 1949, marchio ancora giovanissimo, essendo nato nel 2012/13.

Briglia 1949, Primavera-Estate 2020


L’offerta presenta ben 180 referenze. “Un campionario esteso, in quanto cerchiamo di coprire tutti i momenti in cui l’uomo ha l’esigenza di usare i pantaloni, dal formale-sartoriale per il lavoro, al capo basico per tutti i giorni, alle collezioni con tessuti più performanti per il tempo libero”, puntualizza Carillo. “Abbiamo anche una linea vintage, un mood che abbiamo chiamato “Archivio”, fatta di capi riqualificati; inoltre forniamo tutti i tipi di fit”.
 
Per la stagione Autunno-Inverno 2020/21, Briglia ha prodotto anche una capsule collection (“Suit”) di tre completi. “L’abbiamo realizzata soprattutto per mostrare al mercato che siamo un’azienda attenta a quanto le accade intorno in questo momento storico, in cui c’è una forte richiesta dell’abito. In questo modo dimostriamo di continuare il nostro percorso di ricerca nella moda maschile e di essere in grado di proporre il capo del momento”, afferma il designer campano.

La capsule si compone di tre proposte: una in jersey, una in tecno-merinos, ovvero una sorta di flanella tecnica con lana proveniente da mill neozelandesi e caratteristiche di lavabilità in lavatrice, e un ultimo completo tecnico in nylon, interpretato come abito informale (pantalone con la coulisse e giacca dalla vestibilità più cool, ampia e destrutturata), non classico.

Lo stand Briglia 1949 al Pitti Uomo 97 con l'AI 2020/21 - Briglia/Instagram


L’azienda campana collabora con due storiche aziende biellesi del comparto tessile: da Vitale Barberis Canonico ottiene una parte dei tessuti, mentre vanta una vera e propria partnership con Reda, soprattutto per l’expertise della società di Valle Mosso nella realizzazione di tessuti più performanti, “e particolarmente focalizzata verso il futuro, dato che già dal prossimo inverno le nostre linee saranno caratterizzate da capi sempre più tecnici ed ecologici”, assicura Carillo.
 
Briglia 1949, che preferisce per politica aziendale non comunicare il giro d’affari, cresce comunque stabilmente “in doppia cifra ogni stagione”, garantisce il direttore creativo, con una proiezione stimata di crescita intorno al +30% anche per l’esercizio 2019. L’estero rappresenta il 35% del fatturato totale della Four.ten. “Nell’arco di due stagioni puntiamo a portarlo almeno al 50%”, afferma Michele Carillo.
 
L’azienda produce anche la label Blu, con cui realizza le collezioni di jeans. Blu rappresenta il 15% del volume d’affari dell’azienda. “Va rimarcato comunque che il mondo del denim di Blu Briglia è solamente alla seconda vera stagione”, ricorda il dirigente.

La label Blu riguarda le proposte in denim - Briglia/Instagram


La distribuzione di Briglia si dipana in 400 punti vendita multimarca in Italia e circa 250 all’estero, diffusi in quasi tutte le nazioni d’Europa, la Russia, il Canada e l’Asia orientale. Dopo Italia e Giappone, seguono alla spicciolata, come quota sul giro d’affari, Regno Unito, Scandinavia, Olanda, Belgio, Germania e Spagna. “Sempre nell’ottica di portare al 50% il nostro fatturato all’export, nei prossimi 2-3 anni contiamo di far arrivare a 400 anche i clienti internazionali e ci stiamo finalmente organizzando per entrare negli Stati Uniti”, conclude Michele Carillo.

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