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Pubblicato il
28 gen 2020
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Brett Johnson si consolida in Europa e guarda all’Asia

Pubblicato il
28 gen 2020

Il marchio di menswear di lusso dell'omonimo stilista americano Brett Johnson consolida i legami con l’Italia, dove cerca una location per aprire in Via Montenapoleone a Milano, sta per aprire due shop-in-shop in Europa e guarda all’Asia.

Brett Johnson, AI 2020/21


Brett Johnson è il figlio di Robert Louis e Sheila Johnson, fondatori di BET-Black Entertainment Television, canale televisivo di proprietà dal 2001 del colosso statunitense dei mass media Viacom, con sede a Washington. Dopo una serie di esperienze lavorative all’interno delle attività di famiglia, anche in importanti ruoli esecutivi in ambito finanziario, Johnson ha deciso di diventare stilista di moda, lanciando nel 2014 il proprio marchio di abbigliamento maschile outwear-chic d’alta gamma, dopo essersi fatto le ossa collaborando con Donna Karan.
 
Nel 2017 ha inaugurato il suo primo, e per ora unico, flagship store a Soho, New York, e nel 2019 ha scelto Milano per aprirvi il suo primo showroom: 300 metri quadrati in Via Manzoni 38. Con la stagione Primavera-Estate 2020 ha debuttato nel calendario di Milano Moda Uomo. “Non potevo che presentare a Milano, dove ho soddisfatto un mio sogno. Vengo in Italia fin da piccolo e lo stile italiano è il mio punto di riferimento”, ha detto in quell’occasione all'agenzia Ansa Brett Johnson, che a forbes.it aveva in seguito dichiarato: “Non avevo dubbi che il mio futuro sarebbe stato la moda, soprattutto quando a 6 o 7 anni ho incominciato a collezionare scarpe (arrivando a possederne attualmente oltre 800 paia, ndr.), per poi farle personalizzare dal calzolaio con materiali diversi che ero solito procurare da me, per creare un mio stile personale”.

“All’inizio creavo delle collezioni per il mio store di New York, ma sostanzialmente il brand esiste compiutamente da tre stagioni, da quando è stato avviato lo showroom a Milano”, racconta a FashionNetwork.com lo stilista trentenne. In Italia, il marchio Brett Johnson è per ora venduto in 8 negozi dal posizionamento alto, come Giò Moretti, Antonia, Stefaniamode (il gruppo di multimarca di origine siciliana da 100 milioni di euro di fatturato che lo scorso anno si è ribattezzato Modes, ndr.), Giglio, Franzese. “I miei prodotti sono al 100% Made in Italy, e anche i materiali sono totalmente italiani. I capi li faccio confezionare solo ed esclusivamente presso aziende di Toscana ed Umbria, avvalendomi di materiali molto ricercati, come cashmere, vigogna, camoscio. Di conseguenza la fascia prezzi è molto elevata, anche se i nostri mark-up sono studiati per avere un prezzo finale competitivo rispetto ai nostri concorrenti”, garantisce Brett Johnson.

Brett Johnson


Per completare il suo legame con l’Italia, Brett Johnson punta ad aprire un negozio a Milano, ma la location nel mirino è solo una: Via Montenapoleone, nella quale è in cerca dello spazio giusto. Intanto sta aprendo uno shop-in-shop da Selfridges a Londra, e ne sta definendo un altro da Mercury a Mosca, negozi “che sono i nostri partner di riferimento: a livello mondiale il primo, per il mercato d’influenza russa il secondo”, afferma Johnson.
 
Il primo sbocco distributivo del brand sono la Russia e i Paesi dell’area ex CSI, soprattutto Ucraina e Kazakistan. “In quella regione vendiamo i pezzi più particolari, speciali e pregiati della collezione, come i cashmere con inserti in visone, e vi generiamo il 50% del nostro giro d’affari. Seguono gli USA, dove siamo distribuiti da Neiman Marcus e in altri specialty store. Terza è l’Italia. Da questa settimana abbiamo un agente in Germania, dove abbiamo appena iniziato le campagne vendita per tutta l’area DACH”, precisa il designer.
 
Il marchio è in negoziazione per entrare in due nuovi mercati: Giappone e Corea del Sud. Nel primo, i contatti sono stati presi con il department store Takashimaya a Tokyo, dove Brett Johnson vorrebbe aprire uno shop-in-shop. Nella seconda nazione i contatti sono con Lotte, che normalmente vende concessioni al suo interno a distributori locali, ma che in questo caso si occuperebbe direttamente della distribuzione. Un modo di operare differente che sta introducendo il nuovo CEO del grande magazzino, un ex Shinsegae.

Brett Johnson, AI 2020/21


Distribuito in 70 punti vendita multibrand worldwide, Brett Johnson si è attivato per “portarli a 115 con la collezione Autunno-Inverno 2020/21”, assicura. Il fatturato del marchio di menswear premium, che Johnson preferisce non precisare, è salito del 50% rispetto alla stagione precedente. “In un anno dovremmo riuscire a raddoppiare il giro d’affari attuale”, sostiene il designer, che ricorda come “l’ordine medio che fa un multibrand per i nostri prodotti va dai 35.000 ai 70.000 euro”. Del resto, un giaccone di vicuña griffato Brett Johnson costa 10.000 euro al pubblico.

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