Boris Johnson rinuncia a fermare le legge sul rinvio della Brexit

Il governo guidato da Boris Johnson ha abbandonato i tentativi nella Camera alta del parlamento britannico di bloccare una legge volta a impedire al Paese di lasciare l’Unione europea senza un’intesa con Bruxelles. 

Boris Johnson - REUTERS/Jessica Taylor/UK Parliament

La decisione ha creato le condizioni affinché Johnson debba chiedere alla UE un’estensione di tre mesi per il termine ultimo della Brexit, qualora il tentativo di rinegoziare un accordo di transizione con il blocco entro metà ottobre dovesse fallire.

Il premier si è più volte detto contrario alla proroga della scadenza per il divorzio di Londra da Bruxelles e determinato a portare il Paese fuori dal blocco ad ogni costo, anche senza accordo se necessario. 

Alcuni membri del partito conservatore avevano presentato una serie di emendamenti nel tentativo di imporre un rinvio della Brexit e sventare la possibilità di un’uscita senza accordo prima della sospensione del parlamento per cinque settimane.

Tuttavia il governo nella camera alta - House of Lords - ha dichiarato in mattinata di voler ritirare l’opposizione alla legge. 

Tra i membri d’opposizione dei Lord, Richard Newby, pronto a trascorrere la notte in parlamento in vista della discussione della legge, ha detto che il governo ha ritirato l’opposizione dopo le pesanti sconfitte subite su alcuni degli amendamenti proposti.

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