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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
15 gen 2020
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Boohoo, l'inesauribile ascesa del retailer online inglese

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
15 gen 2020

L'attrazione esercitata dal modello di Boohoo e dei suoi marchi non sembra affievolirsi. Il gruppo britannico, uno specialista delle vendite online che recentemente ha comprato Karen Millen e Coast, due etichette piuttosto differenti dagli altri suoi marchi PrettyLittleThing (PLT), Nasty Gal e MissPap, ha visto aumentare il fatturato del 44%, a 473,7 milioni di sterline (554,2 milioni di euro), nel periodo da settembre a fine dicembre 2019.

Boohoo


Analizzando regione per regione, il Regno Unito è salito del 42%, per raggiungere i 255,8 milioni di sterline (299,7 milioni di euro) e il resto dell’Europa del 57%, a 69,6 milioni di sterline (81,4 milioni di euro). Gli Stati Uniti sono cresciuti del 57%, a 110,6 milioni di sterline (129,4 milioni di euro), e il resto del mondo ha registrato un incremento del 13%, a 37,7 milioni di sterline (44,1 milioni di euro).
 
Unica ombra: il margine lordo sui quattro mesi è crollato di meno 70 punti base, al 53,5%, a causa delle intense pressioni sui prezzi.

Se si esaminano le performance di ogni brand, Boohoo nel periodo ha generato un fatturato di 232,6 milioni di sterline (272,3 milioni di euro). Il margine lordo sui quattro mesi è stato del 52%, in calo di 20 punti base.
 
Il giro d’affari di PLT è aumentato del 32%, a 190,8 milioni di sterline (223,3 milioni di euro). Il margine lordo del periodo è diminuito di ben 130 punti base, al 55,1%. Le vendite di Nasty Gal hanno fatto un balzo di un +102%, a 41,5 milioni di sterline (48,6 milioni di euro). Il margine lordo sui quattro mesi, al 54,3%, è diminuito di 10 punti base.
 
Non è stata comunicata nessuna notizia dettagliata su Karen Millen, Coast o MissPap: sarà ovviamente necessario attendere fino a quando l'azienda avrà sfruttato per più lungo tempo questi marchi per capire come si comportano. Ma secondo il CEO del gruppo, John Lyttle, “i marchi recentemente acquisiti sono molto promettenti e aprono diversi mercati chiave per il gruppo, in linea con la strategia per la costruzione della nostra piattaforma multimarca”.
 
Per l’esercizio in corso (che si concluderà al termine di febbraio), la società fondata nel 2006 a Manchester prevede una crescita di fatturato compresa tra il 40% e il 42%, al di là dell’obiettivo precedente che andava dal 33% al 38%.

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