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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
25 gen 2021
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4 minuti
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Boohoo compra sito web e brand di Debenhams, i cui negozi chiuderanno definitivamente

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
25 gen 2021

Il gruppo Boohoo lunedì ha confermato di aver acquistato il marchio Debenhams per 55 milioni di sterline più TVA (l’IVA britannica, ndr.), un deal che gli consentirà di affrontare i segmenti della bellezza, dello sport e degli articoli per la casa, di estendere la propria offerta di marchi e di gestire un importante marketplace online. Boohoo ha annunciato l’acquisto solamente del sito internet e del brand della catena di grandi magazzini in bancarotta, il che comporterà la chiusura di tutti i negozi Debenhams nel Regno Unito e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro.

Photo: Sandra Halliday


L’operazione non include nemmeno le scorte o i servizi finanziari di Debenhams, mentre i punti vendita sono attualmente chiusi causa lockdown, ma una fonte vicina alla pratica ha dichiarato all’agenzia AFP che i negozi della catena riapriranno dopo l'attuale lockdown nel Regno Unito per proseguire le svendite di prodotti in saldo, il cui ricavato andrà interamente ai creditori. Al termine di queste svendite di rimanenze, “purtroppo tutti i negozi nel Regno Unito chiuderanno i battenti”, riconoscono in un comunicato separato gli attuali amministratori di Debenhams, il che determinerà la perdita di circa 12.000 posti di lavoro.
 
A sottolineare l’immutato prestigio del nome Debenhams in Gran Bretagna, in un comunicato Boohoo ha definito l'acquisto “una fantastica opportunità” per incrementare gli asset in portafoglio “attraverso un nuovo modello operativo snello e a basso rischio che è complementare alla consolidatissima piattaforma web multibrand direct-to-consumer del gruppo”, che infatti genera “300 milioni di visite all'anno nel Regno Unito.Ciò lo rende uno dei primi 10 siti web di vendita al dettaglio per traffico in UK”.

La scorsa settimana, Debenhams (da tempo in difficoltà ben prima della pandemia di Covid-19, la quale ha acuito in maniera decisiva le sue difficoltà) aveva già annunciato che 6 dei suoi 124 negozi, tra i quali il flagship principale su Oxford Street a Londra, stavano per chiudere i battenti.
 
Debenhams dovrebbe rilanciare la sua piattaforma online nel primo trimestre del 2022, ha affermato nel proprio comunicato Boohoo, il cui nome nei mesi scorsi è stato associato ad accuse di abusi nelle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti. La catena di grandi magazzini aveva dichiarato bancarotta ad aprile 2020 e in dicembre aveva reso noto che avrebbe avviato un processo di liquidazione dopo l'interruzione delle trattative per la sua acquisizione da parte della catena di articoli sportivi JD Sports.
 
Boohoo indica poi che il marketplace rilanciato di Debenhams fornirà “un nuovo entusiasmante percorso di mercato per l’attuale portafoglio marchi del gruppo”, che include il brand Boohoo più PrettyLittleThing, Nasty Gal, Miss Pap, Karen Millen, Warehouse e Oasis, mentre le label di moda di proprietà di Debenhams - come Maine, Mantaray, Principles e Faith - saranno “assorbite dall'attuale portafoglio di marchi di Boohoo e vendute tramite il sito principale di Debenhams e i loro siti web pureplay”. Tuttavia, Boohoo non ha menzionato che fine farà il portfolio di Designers at Debenhams, il progetto di linee diffusion nei settori womenswear, menswear, childrenswear, lingerie, accessori, prodotti di bellezza e homeware concepite da designer di grido.

Nella bellezza, Boohoo continuerà a gestire l'attuale modello operativo all'ingrosso del sito di Debenhams, “ma cercherà anche di aggiungervi nuovi marchi di prodotti di bellezza tramite il modello del marketplace”. Boohoo potrà così “sfruttare il database dei clienti di Debenhams”, e “sviluppare la piattaforma online per i mercati internazionali in futuro”. La possibilità di entrare in nuove categorie di prodotti è davvero fondamentale per Boohoo, in quanto gli fornirà visibilità immediata ad un livello che avrebbe richiesto diverso tempo per essere costruito partendo da zero, visto che Debenhams è uno dei principali rivenditori di prodotti di bellezza prestige del Regno Unito nei segmenti del make up, dello skincare e dei profumi con 6 milioni di clienti diretti e 1,4 milioni di membri del suo Beauty Club.
 
Esminando i dati dell'anno finanziario più recente di Debenhams (chiusosi il 31 agosto 2020), emerge che il business online ha generato ricavi netti online non certificati per circa 400 milioni di sterline. Il marketplace ne rappresentava il 25%, la bellezza il 20%, i marchi fashion di sua proprietà il 25% e il wholesale il 30%.
 
Con la probabile scomparsa di Debenhams, le cui origini risalgono alla fine del XVIII secolo, si chiude amaramente una pagina di storia del commercio britannico, che ha già visto fallire in tempi recenti altre catene simili, come BHS o House of Fraser. Il gruppo britannico Frasers dell'imprenditore Mike Ashley resta in corsa per rilevare alcune attività del gruppo, in particolare una parte dei suoi negozi, i quali comunque non riapriranno con il nome Debenhams sull’insegna.

Con AFP

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