Bonotto punta a diventare un brand e continua a crescere

Con clienti principalmente in Cina, Russia, Francia, Italia e Inghilterra, il marchio vicentino di tessuti di alta qualità ha deciso che nella filiera del tessile-abbigliamento da subfornitore intende diventare un superfornitore. “E ci siamo riusciti”, dice a FashionMag Lorenzo Bonotto, proprietario e marketing manager dell'azienda veneta insieme al fratello Giovanni: “Adesso faremo il passo successivo diventando un brand, e arrivando così direttamente al consumatore finale”.
www.bonotto.com

“Realizzeremo infatti una collezione di accessori tessili, che presenteremo in una catena di retail con un nuovo piccolo concetto di vendita”, continua Lorenzo Bonotto. “Oggi siamo tutti bombardati da nuove collezioni di moda. Vai in un negozio, ed è pieno di merce. Abbiamo passato gli ultimi tre anni a pensare come scardinare tutto questo, perché un'offerta credibile non risalta in questi concept. Ora abbiamo questa nuova formula, che rappresenterà uno stretto connubio con il nostro prodotto”.
Un tessuto Bonotto, collezione 2015/16

“Dopo il nostro record aziendale di fatturato nel 2007, nel biennio 2008-09 abbiamo fatto un tonfo pazzesco, perdendo il 50% di giro d'affari”, ricorda il titolare di Bonotto. “Ci riunimmo allora attorno a un tavolo, guardandoci negli occhi per stabilire una nuova strategia. E ora, nel 2013, abbiamo recuperato tutto il gap, arrivando alla stessa cifra del 2007. Nel 2014 stimiamo di ottenere un +18% del dato (per il 44% ottenuto in Italia, con Francia e Cina come 2° e 3° mercato)”.
Bonotto, "La Fabbrica Lenta"

“Questo vuol dire che investire l'8% delle nostre risorse ogni anno in nuove tipologie di filo e fissaggio è stata una buona idea, così come il puntare tantissimo sulle esportazioni e maggiormente sulla comunicazione”, puntualizza Lorenzo Bonotto. “Dopo l'Italia, è la Francia il nostro target principale”, ricorda ancora il CEO, la cui azienda realizza prodotti di lusso con finiture di alto livello per marchi come Dries Van Noten, John Varvatos, Mauro Grifoni, fra gli altri. “E vogliamo provare anche con nuove idee; per esempio, abbiamo fornito noi i tessuti dei tendaggi ad Avery Perfume Gallery in Corso Como a Milano”.
Un tessuto Bonotto, collezione 2015/16

Al Pitti Uomo di due anni fa, Bonotto aveva presentato la sua “Fabbrica Lenta”, nata nel 2007 come sviluppo contemporaneo della bottega rinascimentale, con l'obiettivo di “riportare la lavorazione a una dimensione umana per creare pezzi d'arte e non solo per pensare alla redditività della produzione ad ogni costo. Purtroppo, le industrie tessili si sono quasi tutte complicate la vita anche perché sono andate a cercare di produrre sempre di più in meno tempo. Noi abbiamo scardinato questa logica, tornando a fare ricerca e innovazione sui tessuti. La qualità di un tessuto”, continua Lorenzo Bonotto, “è il tempo che si impiega per produrlo. Il Just in Time non ci interessa. Ci interessa invece una visione davvero moderna del lavoro e dell’impresa. Per questo cerchiamo di recuperare forme di produzione non alterate dalla febbre della produttività a tutti i costi. Abbiamo così adottato vecchie tecnologie, per ottenere sensazioni tattili e visive più interessanti, trame e tessuti veri, rispettati nella loro natura e intimità. Tessuti come quelli d’un tempo, duraturi, che nascono da un diverso e più “naturale” rapporto uomo-macchina. Tessuti interiormente ricchi e preziosi, non imbellettati o decorati. Tessuti come non se ne fanno più. E così vendiamo il nostro prodotto anche a stilisti come Nigel Cabourn, o Rick Owens, ma anche il rapper Kanye West sta iniziando a far confezionare le linee della collezione che ha ideato insieme ad Adidas coi nostri tessuti, utilizzati anche da Edun, il marchio del cantante degli U2, Bono. Poi, oltre a realizzare una nostra proposta moda declinata in 3 collezioni, non va dimenticato l'archivio del nostro manifatturiero”.
Bonotto, "Il territorio"

I fratelli Bonotto si caratterizzano anche per essere i principali collezionisti italiani ed europei di opere d'arte della corrente Fluxus. “Fluxus ci ispira per le sue caratteristiche, e del resto sia che si tratti di creare un tessuto che di collezionare opere, sempre di pezzi d'arte si tratta. Noi produciamo eventi Fluxus in continuazione. Prossimamente, con la Fabbrica del Vapore di Milano stiamo per far partire un'iniziativa artistica (incentrata su eventi, installazioni e performance, anche di poesia visiva concreta totale) che durerà sei mesi, e partirà a novembre, come preludio all'EXPO milanese; poi realizzeremo altri eventi nell'anno dell'EXPO”, dice Bonotto.
Tessuti Bonotto, collezione 2015/16

Una delle principali rappresentanti della corrente artistica Fluxus è Yoko Ono, la vedova di John Lennon. “Insieme a lei, che venne ad inaugurare la Fondazione Bonotto che abbiamo costituito nel giugno del 2013, faremo un bell'evento nel 2015 a Cuba. Una performance per la quale Bonotto si caratterizzerà come una sorta di “Cavallo di Troia” per la Ono, che non può entrare in territorio cubano in quanto ha passaporto americano. Sveleremo durante la nostra iniziativa una sua opera. Sarà una bella sorpresa, destinata a fare, secondo me, un bel po' di sensazione”, rivela Bonotto.
Bonotto, "Valigia Nera"

Del resto - facciamo rispettosamente notare al titolare del brand - il nome Bonotto comprende già al suo interno il cognome 'Ono', come anche il nome di 'Bono'. Se consideriamo che la lettera più presente in esso è la 'O', abbreviazione italica per il punto cardinale Ovest (che in inglese si dice proprio 'West', come il rapper, anche lui cliente di Bonotto, come detto), il fatto appare simbolicamente molto significativo. “Vi assicuro che non lo avevo notato, me l'ha fatto capire lei adesso (ride). Evidentemente, è un segno del destino che dovessimo collaborare con loro, e mi piace pensare sia un simbolo emblematico della bontà del percorso che abbiamo iniziato in famiglia e in azienda dopo quel terribile biennio di cinque anni fa”, conclude Lorenzo Bonotto.
Giovanni Bonotto al lavoro

La Bonotto S.p.A., giunta alla quarta generazione familiare, venne fondata nel 1912, all'inizio per produrre solo cappelli di paglia. Dal 1972 è stata convertita in manifattura tessile, all'interno della quale lavorano oggi 200 maestri artigiani. Il Quartier Generale di Bonotto è nello stabilimento di Molvena (VI), dove si trovano anche la direzione commerciale, quella del design (il Centro Stile) e di progettazione, dove si producono oltre 1.000 nuovi tessuti a stagione. La Fabbrica Lenta, di cui si diceva prima, attua le fasi di orditura e tessitura, è sempre insediata a Molvena e produce tessuti con filati rari e di alto pregio in tirature limitate utilizzando anche telai a navetta di inizio '900. Le operazioni di Tintura e Finissaggio orientate alla produzione sono effettuate nello stabilimento “F2” di Schio, dove è collocato anche il Centro di Controllo Qualità di Bonotto, che certifica i tessuti come “Pronti all’Ago”, per i clienti più prestigiosi. Il brand fornisce su richiesta il servizio di controllo qualità anche per i tessuti di altri produttori.
Bonotto, "Le persone"

Bonotto produce annualmente oltre 3 milioni di metri quadrati di tessuti di tutte le fibre: lana pettinata, seta, lino, cotone, viscosa, poliestere, acetato, elastico. Sono 4 le linee di tessuti che sviluppa: una collezione di tessuti concepiti per il prêt-à-porter, una per lo sportswear maschile, una collezione artigianale dedicata al mondo del lusso moderno e un'altra di tessuti prodotti con vecchi telai giapponesi alti 75 cm. recuperati e rimessi in funzione, per una produzione “lenta”, ricca di “imperfezioni” uniche e irripetibili. Ma Bonotto è anche un archivio storico ricco di migliaia di tessuti d'epoca, consultati per ricerca da clienti di tutto il mondo. Per valorizzare l'archivio, nel 2014 è nato il progetto “Fabrics Room”, che mette a disposizione delle scuole internazionali di moda i tessuti Bonotto.

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