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Bonaveri acquista il marchio inglese di manichini Rootstein

Pubblicato il
today 22 nov 2019
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L’azienda italiana Bonaveri, fondata nel 1950 a Renazzo di Cento (FE) e una delle leader mondiali nel campo dei manichini d’alta gamma, ha acquistato lo storico brand inglese di manichini Rootstein. La società ferrarese, oggi guidata da Andrea e Guido Bonaveri, non è nuova ad operazioni di questo genere, avendo già comprato nel 2001 il marchio svizzero Schlaeppi, che durante la gestione Bonaveri è stato rilanciato, diventando un punto di riferimento per il manichino stilizzato.

Showroom Bonaveri a Milano


Rootstein è invece da sempre il marchio di riferimento per il manichino realistico, affermatosi per la peculiarità di saper riprodurre fedelmente alcune delle donne più originali del fashion system, prendendole a modello per le proprie collezioni, come Twiggy, Pat Cleveland, Joan Collins, Luna Donyale - la prima ragazza copertina afroamericana - Sandy Shaw, Jerry Hall e più di recente Yasmine Le Bon e Coco Rocha, fra le tante.
 
“È proprio questo patrimonio unico di modelli, disegni, studi di figure e stampi - che costituisce l’Archivio Rootstein - che ha mosso Bonaveri verso l’acquisizione”, ha dichiarato in un comunicato Andrea Bonaveri, CEO dell’azienda del ferrarese. “Con questa acquisizione realizziamo un sogno. È nostra intenzione raccogliere tale storia e portarla ad un nuovo splendore, aggiornandola con la nostra sensibilità estetica e capacità manifatturiera, rafforzando così la posizione di Bonaveri come leader nell’alto di gamma e player globale”.

Andrea e Guido Bonaveri


Rootstein è stato ceduto dalla sua proprietà giapponese, la Yoshichu Mannequin Co. Ltd., che l’aveva acquistato nel 1992. Con questa operazione, Bonaveri acquisisce i marchi, gli archivi, le collezioni e le proprietà intellettuali dei brand Adel Rootstein e Rootstein Display Mannequins.

L’operazione ha un valore complessivo di 1,3 milioni di euro ed è stata finalizzata dopo una trattativa durata 15 mesi. L’acquisizione della Rootstein rientra nell’ambito di una strategia di aggregazione di marchi da parte della Bonaveri finalizzata a sviluppare sinergie di crescita sia tipologica che dimensionale, indica il comunicato. Rootstein verrà distribuito in tutto il mondo da Bonaveri, che oggi produce circa 18/20.000 manichini all’anno e dispone di un network distributivo a livello mondiale e uffici di rappresentanza a New York, Londra, Parigi, Düsseldorf, Amsterdam, Anversa, Zurigo, Atene, Singapore, Hong Kong, Tokyo, Melbourne, Milano, Shenzhen e Shanghai.

Nel febbraio 2020, in occasione di Euroshop – la fiera triennale del mondo del visual merchandising e del manichino – verrà presentata la prima nuova collezione Rootstein rieditata da Bonaveri. Una linea realistica e contemporanea, che si andrà ad affiancare alla più iconica ed evocativa Schlaeppi e alle collezioni sartoriali/artigianali, mentre Bonaveri, presenterà in fiera le sue linee Bonaveri Artistic Mannequins e B By Bonaveri.

Con Adel Rootstein (seduta nella foto), volti e trucchi dei manichini (che lei definì "modelli congelati" dei corrispettivi reali) diventarono importanti quanto il corpo


Bonaveri, che conta oggi 78 dipendenti, ha chiuso il 2018 con un fatturato di 13,9 milioni di euro, per larga parte generato dai clienti fidelizzati non occasionali, e ottenuto per il 22% in Italia e per il 78% all’estero. I principali mercati di riferimento sono Europa (73%), Asia (15%) e America (10%). La leggera discesa rispetto all’anno precedente (quando il giro d’affari superò di poco i 14 milioni) "è dovuta alla crescente diffusione dell’e-commerce e alle sue ripercussioni sull’intera filiera", ha fatto sapere la società a FashionNetwork.com. I mercati principali per Bonaveri sono USA, Francia, UK e Germania. Negli ultimi anni Bonaveri ha realizzato ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, passati dal 10% del fatturato nel 2012 al 25% lo scorso anno. Il suo attuale obiettivo è il consolidamento e la crescita nei mercati asiatici.

Nel 2016 Bonaveri è stata la prima azienda al mondo a presentare un manichino biodegradabile, chiamato BNatural, mettendo a punto una nuova bioplastica (il BPlast, composta al 72% da derivati della canna da zucchero) trattata con vernici BPaint: una serie di colorazioni realizzate esclusivamente con pigmenti e solventi naturali. I manichini di questo tipo coprono oggi il 5% della produzione in volumi di Bonaveri.
 
“L’interesse da parte dei brand di moda nei confronti della sostenibilità è crescente, ma non ancora consolidato, soprattutto rispetto a tutto quello che gravita attorno all'abbigliamento (es. manichini, packaging, punti vendita...)”, ha precisato ulteriormente l’azienda a Fashion Network. “Questo si riflette in una ancora scarsa propensione a scegliere manichini in BNatural rispetto a quelli nei materiali più tradizionali, ma l’impegno di Bonaveri è indirizzato a un incremento della propria offerta e un ampliamento delle collezioni disponibili in BPlast e BPaint”.

Twiggy insieme ai manichini che riprodussero le sue fattezze: alti poco più di 1,60 m, una taglia 38 e una posa inusuale - Rootstein


Adel Rootstein nasce a Warmbaths, Sudafrica, nel 1930 e si trasferisce a Londra agli inizi degli anni ‘50 lavorando prima come vetrinista e producendo poi oggetti di scena per negozi di moda. Nel 1956 fonda insieme al marito, l’industrial designer Richard Hopkins, l’azienda Rootstein, che si fece notare da subito perché, per la prima volta nel settore, per creare i manichini si traeva ispirazione da modelle reali, andandone a replicare fedelmente le fattezze, soprattutto dalle It Girls che riflettevano le tendenze fashion del momento. Lo stile di Rootstein si andava così a sostituire alle forme statiche e idealizzate conosciute fino a quel momento, oramai distanti dai nuovi ideali di bellezza in voga nella swinging London. A seguito della morte di Adel Rootstein, nel 1992, e la successiva cessione ai giapponesi di Yoshichu, la direzione del marchio passò nelle mani dei suoi collaboratori diretti Michael Southgate e Kevin Arpino.

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