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Pubblicato il
16 lug 2019
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Bernasconi (Clerici Tessuto): “Qualità del prodotto necessaria ma non sufficiente per avere successo”

Pubblicato il
16 lug 2019

Le aziende a monte della filiera si attrezzano per affrontare la nuova arena del fashion, dominata da sostenibilità, digitale, marketing e time to market. Tra queste c'è Clerici Tessuto che, dal 1922, produce tessuti serici nel distretto comasco per i big del lusso e del prêt-à-porter. Il gruppo, che oggi realizza il 50% del suo fatturato con la seta, dopo aver diversificato in altre fibre come viscosa, cotone, nylon e poliestere, sta ampliando il suo ‘campionario’ green, mentre lavora per ottenere tempi di produzione sempre più rapidi in linea con le attuali richieste del mercato. Il suo amministratore delegato, Stefano Bernasconi, ha indicato a FashionNetwork.com le strategie adottate per avere successo, oggi, nel mondo tessile.

Stefano Bernasconi, AD di Clerici Tessuto


​FashionNetwork.com: Qual è la vostra ricetta per la sostenibilità?
Stefano Bernasconi: Abbiamo organizzato la nostra offerta green in cinque fibre chiave: seta GOTS (lo standard più elevato al mondo per le fibre biologiche, ndr); cotone organico; viscose FSC; poliestere GRS associato a diversi programmi di riciclo e nylon bio-based, a cui vanno aggiunte le ultime sperimentazioni su canapa e filati di carta. Siamo la prima azienda del distretto comasco ad aver investito nella stampa digitale, ottenendo la certificazione GOTS.
 
FNW: I brand chiedono il prodotto ‘green’?
SB: 
Le case di moda si stanno adattando al green perché è il mercato a richiederlo. Il cliente finale è disposto a pagare un leggero sovrapprezzo per un prodotto sostenibile a patto che gli venga spiegato il ‘perché’. L’hanno capito anche alcuni big mondiali del fast fashion (come H&M, ndr), che si stanno spostando sull’utilizzo esclusivo di poliestere riciclato.

FNW: L’aumento dei costi è aggirabile?
SB: La sostenibilità porta con sé un inevitabile innalzamento dei costi – sull’ordine di qualche punto percentuale – ma i brand, non senza qualche difficoltà, stanno accettando questa differenza, che risulta facilmente assorbibile lungo la filiera. Il costo di alcune fibre organiche è leggermente più alto per scelte a monte difficilmente aggredibili. Nel mondo della seta, eliminare l’uso di sostanze dannose come i pesticidi ha diminuito la resa dei gelsi.

La tessitura


FNW: Quanto è importante per voi il marketing?
SB: Oggi siamo chiamati a sviluppare un prodotto che sia in grado di rispondere alle esigenze di comunicazione, marketing e d’immagine che caratterizzano i brand. Il mercato si sta spostando verso una logica guidata dal marketing che impone ai marchi di trasferire, primariamente, una componente emozionale. Il prodotto, con le sue qualità e caratteristiche, è diventato una condizione necessaria, ma non più sufficiente per avere successo. 
 
FNW: Come state affrontando le sfide della digitalizzazione?
SB: I clienti vogliono essere serviti in tempi estremamente brevi. La digitalizzazione, diffusa nella parte a valle della catena del valore, ha accelerato questo processo che si sta riverberando nelle fasi a monte. Rimangono, tuttavia, diverse rigidità industriali che rendono molto complessa una risposta in termini di ore. Solo attrezzare un telaio jacquard può richiedere una mezza giornata. Stiamo lavorando sul time to market per avere risultati concreti nell’ordine di qualche giorno. Dall’interpretazione del briefing allo sviluppo della disegnatura fino alle caratteristiche del tessuto e alla sua realizzazione.
 
FNW: Come si è chiuso l’esercizio 2018?
SB: La capogruppo Clerici Tessuto SpA ha archiviato l’anno con un incremento del fatturato del 5% a 58 milioni di euro. I maggiori contributi alla crescita derivano dai tessuti per abbigliamento femminile e dagli accessori. Il 70% delle vendite fa capo ai tessuti per il mondo donna, mentre il restante 30% è suddiviso tra accessori (foulard, scialli e cravatte) e homewear.

Un momento delle decorazioni in pittura da parte dei disegnatori

 
FNW: Puntate anche sull’uomo?
SB: La divisione uomo, lanciata da qualche stagione, continua a crescere e oggi si articola in due collezioni principali: Larusmiani Tessuti, per il mercato intermedio, e Tex Homme, per i brand. La prima collezione di tessuti Larusmiani prodotta in licenza da Clerici Tessuto ha debuttato all'ultima edizione di Milano Unica (la numero 29, ndr) con la collezione autunno/inverno 2020-21 registrando riscontri molto positivi.
 
FNW: Quali sono i vostri mercati di riferimento?
SB: Realizziamo il 40% delle vendite in Italia e il restante 60% oltreconfine, in primis in Francia, sede delle più importanti griffe del lusso mondiali. Gli USA sono rimasti ‘orfani’ dei grandi nomi, del tutto assenti in Asia. Il business cinese è sostanzialmente stabile, dal momento che sui mercati emergenti persiste una maggiore attenzione al brand e la fascia intermedia continua ad acquistare prodotti locali. Sono in leggero aumento i clienti europei (stilisti o gruppi) che sviluppano collezioni per conto di società cinesi le quali collocano il prodotto finito in Cina.

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