Bellezza naturale e addio seno finto, ecco i nuovi canoni estetici

Fanno sport, amano l’ambiente e la natura, sono attente a ciò che mangiano, sono vegane, scelgono cibi biologici per se e la famiglia. Spesso a dieta, sognano un corpo sottile piuttosto che formoso. I canoni estetici sono mutati e le donne che, dieci o venti anni fa, hanno aumentato la taglia del reggiseno con l’aiuto del bisturi si pentono. Per la prima volta, a centinaia, tornano dal chirurgo che le ha operate per farsele levare. Il seno maxi irrita, dà fastidio a chi ce l’ha.

Foto: Ansa

Non si tratta solo di ragioni legate alla propria salute o alla necessaria manutenzione (ogni 10-15 anni le protesi vanno sostituite, dicono gli specialisti) ma piuttosto di un cambiamento culturale, impensabile fino a 5 anni fa’. Il fenomeno è segnalato Oltreoceano, ma la nuova esigenza si fa sentire anche in Europa.

“Il seno finto è un ostacolo, a lavoro crea problemi in relazione alle altre donne che si fidano meno di me ed è anche scomodo quando vado a correre” , afferma Christie, 42 anni, pronta a farsi sfilare le protesi di taglia L in una clinica di Seattle. “Quando sono in palestra e mi vedo allo specchio non mi riconosco , il mio look è finto. Sono molto cambiata da quando mi sono operata venti anni fa’. Ora mangio bene, sono vegetariana, le protesi non mi stanno bene, stonano col mio stile di vita” – confida Elena, 45 anni, romana, di nuovo in ambulatorio per ridurre il seno.

Le muse ispiratrici di fascino non sono più la (ex) bagnina di Baywatch Pamela Anderson (che inoltre ha ridotto di almeno 2 taglie il suo) o le prosperose attrici che andavano per la maggiore fino ad una decina di anni fa’. Non sono poche, infatti, le celebrities pentite del ritocco al decolleté, come Victoria Beckham. Se la bellezza burrosa ancora piace molto, che il seno sia naturale, come quello della bellissima Scarlett Johansson. Si affacciano, poi, nuove bellezze androgine, come Tilda Swinton, sottilissima attrice inglese adorata dal pubblico femminile o le modelle che sfilano con abiti velo che mostrano seni acerbi quanto quelli della supermodella Twiggy Lawson degli anni ‘70. L’aspetto naturale è inoltre un requisito sempre più richiesto anche da chi decide di ingrandire il seno passando dal chirurgo.

“Siamo passati dalle taglie Large alle Medium, coppa B o massimo C. In Italia il riferimento è Belen, che mostra un seno largo ma non grande” – riferisce il noto chirurgo estetico Marco Gasparotti. “A centinaia le donne corrono negli studi medici perché sono pentite del seno finto” – affermano i membri dell’American Society of Plastic Surgeons (Asaps), in una nota. – “Si tratta soprattutto di un fenomeno culturale, legato al cambiamento dei canoni estetici e molti medici si ritrovano in studio donne agguerrite contro le loro stesse protesi” – ha commentato Daniel Mills, neopresidente dell’Asaps. “Non è un fenomeno di massa ma il trend è in aumento per la prima volta”.

Dopo decenni di crescita il trend della mastoplastica additiva subisce un contraccolpo.  “In Italia la tendenza a chiedere un seno da maggiorata è morta e sepolta e il fenomeno della rimozione delle vecchie protesi è in netta crescita” - sottolinea Marco Gasparotti. “Sono profondamente cambiati i riferimenti estetici. I seni abbondanti hanno fatto il loro tempo, ora l’eleganza e la sobrietà sono vincenti ed effettivamente le donne che varcano la soglia dei 40-50 anni vivono con un certo imbarazzo il loro seno, voluto grande quando erano molto giovani. Moltissime vanno in palestra, corrono o giocano a tennis e si lamentano delle protesi che ritengono perfino un impiccio”.

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