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Pubblicato il
2 feb 2021
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Beaths: è nato in Italia il primo brand che veste gli e-sport

Pubblicato il
2 feb 2021

La rivincita dei nerd è in corso. Lo dimostra la nascita (in Italia, a Firenze) di Beaths, che si presenta come il primo brand al mondo ad aver realizzato una linea di prodotti d’abbigliamento tecnici specifici per i gamer, una label sviluppata da un team di ragazzi ventenni e trentenni dall’interno dell’industria degli e-sports.

Beaths


Il termine nerd è nato negli anni ’50 del Novecento negli Stati Uniti con un senso dispregiativo, per indicare quei ragazzi timidi, solitari e un po’ impacciati, ma nel contempo genietti o grandissimi appassionati di tecnologia, fumetti, videogame, cultura interdisciplinare e capaci di sciorinare interi copioni di film o serie tv di culto. Oggi la parola ha assunto un’accezione positiva, diventando sinonimo di orgoglio e identità di gruppo, e quello che una volta identificava i nerd oggi è considerato interessante, valido, cool dalla cultura di massa. Tanto più che i nerd degli anni ’80-’90 oggi sono padri di famiglia, lavoratori o persino CEO di aziende multinazionali.
 
In questo humus ha cominciato a proliferare da vari lustri la cultura – anche in senso competitivo – degli sport della mente, rappresentati non solo dai giochi di società o dalle Olimpiadi della Matematica, ma più di recente (in particolare dagli anni ’00 e ’10 del 2000) da un accentuato boom dei giochi elettronici. Nel 2019, solo in Italia, sono oltre 17 milioni gli italiani che hanno preso in mano un joystick e hanno videogiocato, contribuendo a generare un giro d’affari pari a quasi 1,8 miliardi di euro a livello globale, +1,7% rispetto a dodici mesi prima, dato poi confermato con una leggera crescita anche nel 2020 nonostante l’impatto della pandemia da Covid-19.

Sulle piattaforme videoludiche i giovani e i giovanissimi (ma non solo) trascorrono per passione intere giornate, mentre i campioni mondiali degli e-games più in voga realizzano ormai guadagni annuali a cinque zeri e oltre e cominciano ad essere sponsorizzati dai principali produttori di articoli sportivi. Un segmento di mercato che ha attratto l’attenzione anche dei marchi di moda. Con Nicolas Ghesquière che disegna abiti firmati Louis Vuitton per le eroine di League of Legends, Valentino, Marc Jacobs, GCDS e altri che si avventurano in Animal Crossing, Champion che disegna una linea espressamente pensata per i giocatori di videogame e Longchamp che si diverte con il pokemon Pikachu, i gamer oggi sono persino diventati di moda.
 
L'immagine del nerd trasandato e disadattato è sparita, il nuovo player di videogiochi odierno ha stile. Da diversi anni infatti, i gamer spendono soldi per acquisire skin (le figure dei personaggi nei giochi che in sempre più occasioni possono essere personalizzate con vestiti griffati), un mercato che ora vale circa 50 miliardi di dollari e si prevede che crescerà di oltre il 6% nei prossimi anni, secondo uno studio di SuperData.
 
Beaths parla dunque la stessa lingua dei gamer, nascendo principalmente per rispondere alla domanda particolare degli atleti professionisti degli e-sport, ma rivolgendosi contemporaneamente a un pubblico più ampio, fino ai semplici cultori delle tendenze fashion.

Beaths


Nelle linee di prodotti Beaths spazio dunque a capi con tessuti tecnici che mantengono invariata la temperatura corporea, agevolano i movimenti dei giocatori favorendo lo scivolamento sulle superfici e sono dotati di cuciture ribassate per ridurre l’attrito del movimento della spalla. Le felpe hanno cappucci oversize per consentire di alloggiarvi le cuffie e i pantaloni sono privi di tasche sul retro e hanno il cavallo stondato per favorire il comfort. Beaths offre prodotti progettati da zero, occupandosi dell’intera filiera produttiva dal concept al prodotto finale, seguendo la tradizione del Made in Italy.
 
“Stiamo dando un’identità al mondo del gaming e dell’intrattenimento digitale: un settore trasversale che fino ad oggi non trovava un vero rappresentante”, sottolinea in un comunicato Fabio Ferrotti, CEO e cofondatore del marchio toscano. “Beaths è anche un brand inclusivo: vuole coinvolgere gamer, appassionati e streamer utilizzando le loro piattaforme, Twitch su tutte, tramite una rete di ambassador vicini al brand, raccontandone le attività tramite landing page a loro dedicate. Gli e-sport sono una calamita per le nuove generazioni ed è proprio a loro che noi di Beaths vogliamo parlare”.
 
Beaths si propone dunque di essere l’anello di congiunzione tra gaming, sport e fashion: un brand che parla direttamente al mondo degli sport elettronici, settore che vanta 1 miliardo di dollari di fatturato all’anno e circa 500 milioni di appassionati, secondo i report di Newzoo, ma anche a tifosi, streamer e amanti dello streetwear.  “Come Jordan rappresenta il basket, Hurley i surfisti, Tacchini i tennisti e Nike gli sportivi in generale, Beaths vuole rappresentare tutti i gamer, gli appassionati e gli intrattenitori digitali”, continua Ferrotti, che anticipa “un’evoluzione dei prodotti esistenti per presentarne lo step successivo, mirato sia al pubblico casual che specifico per i gamer”.

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