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Baselworld: salutano la fiera anche Bulgari e l’alta orologeria di LVMH

Pubblicato il
17 apr 2020
Tempo di lettura
3 minuti
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La fuga da Baselworld continua. Anche i marchi di alta orologeria del colosso francese della moda e del lusso LVMH (TAG Heuer, Hublot, Zenith), nonché la maison Bulgari, hanno comunicato venerdì la scelta di abbandonare l’edizione 2021 della più antica fiera orologiera del mondo (che si era spostata a gennaio del prossimo anno dopo aver annullato l’edizione di aprile-maggio 2020 causa epidemia di Coronavirus) per unirsi agli altri brand di riferimento dell’industria orologiera nell’incontro organizzato a Ginevra, a partire dall’aprile 2021, in date coincidenti con quelle del salone organizzato dalla Fondation de la Haute Horlogerie. La decisione di non partecipare a Baselworld era stata già presa all’inizio di quest’anno da Seiko Group e Gucci Timepieces.

TAG Heuer


Nel comunicato congiunto, le quattro case di orologeria indicano di avere “preso atto dell’abbandono di Baselworld da parte di Rolex, Tudor, Patek Philippe, Chanel e Chopard. In questo contesto di evidente indebolimento di rappresentatività dell’industria orologiera svizzera, i brand della Divisione e la Maison Bulgari hanno deciso di annullare a loro volta la partecipazione alla fiera per preservare la propria immagine e le relazioni con clienti e media”, aggiungendo che hanno allo studio altri format di presentazione delle loro novità e che si pronunceranno sui propri progetti futuri nelle prossime settimane.
 
“Siamo molto dispiaciuti di dover abbandonare questo appuntamento più che centenario, al quale le nostre Maison erano fedeli. È comunque evidente che, in queste condizioni, dobbiamo reagire rapidamente e mettere a punto altre strategie”, afferma nella nota Stéphane Bianchi, CEO Divisione Orologi LVMH. “Faremo ogni sforzo per essere presenti con le altre prestigiose Maison che si incontreranno a Ginevra nell'aprile 2021, per soddisfare così le esigenze dei nostri partner e clienti e offrire loro un'esperienza unica”.

“Riunire l'intera industria orologiera svizzera in un unico luogo, Ginevra, la capitale storica dell'orologeria, e in un'unica data, è una grande opportunità per rilanciare finalmente un settore indebolito da troppe divisioni e interessi divergenti rispetto al resto del settore lusso di cui Bulgari è protagonista e che progredisce molto più rapidamente”, ha aggiunto Jean-Christophe Babin, CEO del Gruppo Bulgari. “Non vediamo l'ora di andare a Ginevra nell'aprile 2021, anche se dobbiamo ancora definire le modalità della nostra partecipazione, che preciseremo nelle prossime settimane. Siamo inoltre lieti di non dover compensare, come nel 2020, l'assenza di fiere orologiere istituzionali, che quest’anno ci ha costretto a prendere iniziative utili a breve termine, ma non strategiche a medio termine”.
 
La parabola della fiera di Basilea (che fino al 2002 si chiamava solamente Basel e ha assunto l’attuale denominazione l’anno dopo) è cominciata dal 2015, dopo un’edizione 2014 ancora di altissimo profilo che seguì la sessione record registrata a marzo 2013, quando Baselworld raggiunse il culmine con più di 150.000 visitatori e oltre 1.500 espositori. Nella fiera elvetica, i nomi più famosi facevano realizzare stand che erano veri e propri edifici a due piani, per un colpo d’occhio sconosciuto a qualsiasi altra manifestazione. Quell’anno venne anche inaugurato il nuovo spazio fieristico in Messeplatz, realizzato dal famoso studio di architettura Herzog & de Meuron - responsabile dell’estetica della galleria Tate Modern a Londra e di Palazzo Feltrinelli a Milano - che è proprio di Basilea.
 
Ma dal 2015 calarono le adesioni di spettatori paganti, mentre i costi di partecipazione per i brand erano sempre più elevati a causa anche delle spese per vitto e alloggio da sostenere per i numerosi team di collaboratori portati in trasferta in Svizzera per più di una settimana. A questi fattori si è aggiunto il crescente successo degli smartwatch, gli orologi-computer da polso connessi a Internet, che ha assestato un duro colpo al mercato dei segnatempo classici.

Bulgari/Instagram


Dopo il cambiamento di management del 2017 per rinnovare il format e cercare di porre un freno all’emorragia di marchi presenti e professionisti visitatori, il salone svizzero ha subito nell’estate del 2018 quella che da molti osservatori è stata considerata la mazzata forse definitiva: la defezione a sorpresa del Gruppo Swatch (marchi Omega, Breguet, Harry Winston, Hamilton, Blancpain, Tissot e Longines), il più grande al mondo del comparto, che riteneva quel tipo di esposizione troppo datata.
 
Il gruppo Swatch aveva creato un evento concorrente a Baselworld nel 2019, che si teneva a Zurigo. Tuttavia, la sua seconda edizione è stata annullata a causa dei timori legati al propagarsi dell’epidemia di Coronavirus.

Con le misure di lotta alla pandemia imposte dal governo, gli organizzatori di Baselworld hanno dovuto decidere di rimandare la mostra al 2021. Il rinvio aveva scatenato un'altra serie di critiche, riguardanti in particolare il rimborso delle spese già sostenute dagli espositori.

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