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Pubblicato il
29 set 2022
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Balestra al secondo capitolo nel prêt-à-porter, con obiettivo USA e Middle East

Pubblicato il
29 set 2022

Alla recente Milano Fashion Week, Balestra ha presentato il capitolo due del suo nuovo corso. Si tratta della collezione di prêt-à-porter “Upload”, composta da 65 capi, seconda di tre collezioni pensate per essere un unicum, a rappresentare per il marchio romano “la volontà di superare la stagionalità, far sì che ogni pezzo sia collezionabile e poter creare nuovi stili e possibilità di abbinamenti intercambiabili con i capi delle collezioni precedenti”, spiega a FashionNetwork.com Sofia Bertolli Balestra, direttrice creativa del brand e nipote di Renato Balestra, affiancata alla guida di questa nuova era del marchio dalle due figlie del fondatore-couturier, Fabiana e Federica Balestra.

Balestra, PE 2023


“La prima collezione “Reload” voleva essere un modo per raccontare in un’altra chiave cosa sia stato Balestra, mentre per “Upload” ho voluto disegnare stampe fatte direttamente sulle paillette che prendessero ispirazione dai prismi, con la luce che si diffonde riflettendosi su chi indossa questi vestiti. Ho richiamato anche il tema dell’acqua, di mondi sottomarini, onirici, nelle paillette blu Balestra effetto acqua che seguono le curve del corpo, a creare figure surreali, sirene moderne”, prosegue Sofia Balestra. “La stampa Piranesi con la Dea Roma, già utilizzata nella “Reload”, stavolta viene usata in senso più pop e young. Un messaggio rivolto anche alle nuove generazioni, perché approfondiscano chi fosse Piranesi e quanto sia lui che Renato Balestra abbiano portato il nome di Roma nel mondo”.
 
Nuovi anche alcuni tessuti, come i twill, o lavorazioni, come la paillette plissettata e poi stampata. Debuttano anche i pigiami. Nei progetti futuri ci sono anche borse e scarpe. “A febbraio 2023 presenteremo la terza fase di questo ‘sentiero’ che disegna il nostro nuovo corso (ma la collezione non si chiamerà “Download”, come tutti pensate…)”, scherza la stilista.

Le tre collezioni ‘parlano’ tra di loro grazie in particolare all’adozione di motivi storici d’archivio del marchio d’alta moda e accessori fondato nel 1959 dal sarto Renato Balestra: nella prima collezione c’era stato il pattern della foglia d’alloro, in questa la spina di pesce, elemento adottato su di un abito di Haute Couture indossato da Pat Cleveland per la sfilata Autunno-Inverno 1986, che è stato ripreso su diversi look della “Upload”. “Le creazioni d’alta moda di mio nonno hanno fatto sognare milioni di donne e rappresentano un heritage che continuerà sempre a contraddistinguerci”, prosegue la designer.


Balestra, PE 2023


Anche Balestra si è inserito nell’attuale trend che punta a un naming più pulito. Via dunque il nome Renato, come hanno fatto ad esempio Ferragamo e Saint Laurent, che hanno tolto il nome di battesimo dei loro fondatori. “In realtà si tratta di un ritorno alle origini, perché negli anni ’60 il marchio era solo Balestra e soprattutto negli Stati Uniti i suoi vestiti e accessori erano noti come Balestra o Balestra Rome”, spiega Sofia Balestra, che condivide lo studio stilistico con una serie di ragazzi molto giovani appena usciti dall’accademia.
 
Il primo sbocco attualmente è ancora l’Italia, ma con questa stagione l’obiettivo aziendale è riconquistare i classici mercati dell’alta moda Balestra, ovvero Stati Uniti e Middle East. “Effettivamente in questi mercati ancora oggi abbiamo le clienti private, ma la grande distribuzione è un altro discorso”, puntualizza la giovane designer. Sono 30 i negozi d’alta gamma che distribuiscono Balestra nello Stivale, al momento, ma Sofia Balestra conta di quadruplicarli in un anno. “Trovandoli soprattutto all’estero. Sì, 120 è un numero realistico. Forse inseriremo un piccolo e-commerce per allargare il numero di clienti, ma sarà in un secondo momento. Del resto il nostro non è certo uno streetwear facile da comprare online, sono abiti che hanno una loro storia e una qualità che credo debba essere vista dal vero”.

La direttrice creativa Sofia Balestra tra i capi della sua collezione - G.B. - FashionNetwork.com


Per il momento, il management familiare di Balestra sta pensando al prodotto, alla collezione, alla comunicazione e all’immagine e “una volta arrivati ad un nuovo zoccolo duro di pubblico potremo parlare di aprire dei flagship store, ma è una visione di lungo periodo, per questo vogliamo una crescita graduale, senza fretta”, conclude Sofia Bertolli Balestra.

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