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Assopellettieri: decreto liquidità soluzione solo parziale, bisogna ripartire subito con l’attività

Pubblicato il
10 apr 2020
Tempo di lettura
3 minuti
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Assopellettieri torna a far sentire la propria voce. Dopo aver pubblicato a inizio settimana un “Manifesto” (inviato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alle principali rappresentanze politiche) che sottolineava l’esigenza di garantire credito alle imprese per non soccombere alla crisi, l’associazione ha commentato oggi nel corso di una conferenza online, alla presenza del Presidente Franco Gabbrielli, del Vice Presidente Andrea Calistri e del Direttore Generale Danny D’Alessandro, il cosiddetto “decreto liquidità” emanato dal Governo.

Franco Gabbrielli, Presidente di Assopellettieri

 
“Il decreto liquidità dà una risposta solo parziale al problema attuale, siamo preoccupati di come i provvedimenti del Governo possano essere realmente implementati dalle banche. L’ABI ha già sottolineato che gli istituti bancari continueranno a seguire le proprie prassi. A nostro avviso, l’accesso al credito dovrebbe essere garantito a tutte le aziende, per consentir loro di tornare alla situazione in cui erano prima della crisi”, ha esordito D’Alessandro.
 
Pensiero condiviso dal Presidente Gabbrielli, che ha rincarato la dose: “La situazione è molto grave, le aziende stanno soffrendo, posticipare la riapertura delle attività a inizio maggio rischia di attivare una serie di conseguenze catastrofiche. Nel proprio Manifesto, Assopellettieri ha chiesto una maggiore facilità di accesso al credito, per un importo pari al 30% del fatturato 2019 e finanziamenti a lungo termine, ad esempio 30 anni, in modo da immettere subito liquidità nelle casse delle aziende e consentir loro di dare risposte al mercato e, in fase di ripresa, di supportare anche i negozianti, che a loro volta avranno problemi di disponibilità economica e richiederanno l’allungamento dei termini di pagamento”.

Secondo Gabbrielli, il nuovo decreto (approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 6 aprile 2020 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 aprile), per quanto corretto, presenta dettagli sbagliati, come la garanzia al 90% da parte del Governo: “In questo modo, le banche potranno continuare a decidere autonomamente a chi concedere i finanziamenti e in una situazione di emergenza come quella in cui siamo ciò non dovrebbe essere consentito. Abbiamo bisogno di azioni semplice e rapide; i nostri governanti, che stanno sicuramente facendo del loro meglio, non sono però imprenditori, non sanno di cosa le aziende hanno davvero bisogno”.
 
Assopellettieri evidenzia con forza l’urgenza di riaccendere il motore dell’Italia: le aziende devono tornare a lavorare, ovviamente nel rispetto di tutte le norme e le misure sanitarie necessarie: “L’imprenditore è il primo a preoccuparsi della salute dei suoi dipendenti, che sono il suo patrimonio”, sottolinea il Presidente. Su questo punto, però, si delinea un altro rischio: il riconoscimento della contrazione del virus come incidente sul lavoro, anche se non è possibile sapere dove è stato realmente contratto, diventerebbe una grossa responsabilità per gli imprenditori.
 
Altra preoccupazione emersa nel corso della conferenza, la possibilità che le piccole e medie imprese italiane possano in futuro venire acquisite a prezzi molto bassi da gruppi stranieri, già da prima attratti dalle nostre eccellenze artigianali. Ma secondo Gabbrielli “il rischio vero è che non si arrivi nemmeno a essere comprati, che si chiuda prima. È davvero questione di minuti, dobbiamo muoverci il prima possibile”.

Da parte sua, Assopellettieri sta portando avanti, grazie al lavoro del Vice Presidente Calistri, da oltre 30 anni uno degli imprenditori più rappresentativi del territorio cuore del settore, la Toscana (che rappresenta per fatturato e addetti oltre il 50% del comparto), un lavoro di ascolto attento delle necessità delle imprese e di studio di soluzioni adeguate: “Stiamo dividendo equamente il nostro impegno tra la contingenza, che ci porta a predisporre strumenti di servizio per dare risposte concrete alle aziende, e il futuro, su cui stiamo investendo tempo, denaro e sogni”, ha spiegato Calistri. “In particolare, stiamo lavorando con la Var Group di Empoli, una delle principali società di tecnologia italiane, a un sistema di digitalizzazione delle nostre fiere, a partire dalla principale, il Mipel, in modo che possano essere attive 365 giorni all’anno. Si tratta di un progetto avviato prima della pandemia, ma che ora abbiamo deciso di accelerare. Faremo test e sperimentazioni in Toscana, per poi implementarlo anche negli altri distretti della pelletteria, dislocati tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Campania”.
 
Liquidità e salvaguardia dei posti di lavoro, dunque, sono i temi principali evidenziati da Assopellettieri, su cui si dovrà lavorare unendo le forze: “Oggi è estremamente importante fare gruppo, abbattere le barriere tra le aziende, collaborare a livello di associazioni. Speriamo di sbagliarci ma temiamo, che, come sempre, dovremo salvarci da soli, restando uniti”, conclude Gabbrielli.

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