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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
15 lug 2021
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Asos mette a segno una crescita del 26% tra marzo e giugno

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
15 lug 2021

Tra marzo e giugno 2021 i ricavi di Asos sono cresciuti del 26%, a 1,242 miliardi di sterline (1,46 miliardi di euro), nonostante la volatilità della domanda e le difficoltà incontrate nella catena di approvvigionamento, in un contesto segnato da numerose restrizioni sanitarie.


ASOS


Il colosso britannico dell'e-commerce ha dichiarato che la sua attività è stata "più contenuta" nelle ultime tre settimane del periodo, a causa delle condizioni meteorologiche insolite nel suo mercato più grande, il Regno Unito, e delle incertezze che ancora permangono riguardo la situazione sanitaria.
 
Asos prevede un calo della domanda nel breve termine, a causa del diffondersi dei contagi della variante Delta a livello globale, ma rimane convinta che le opportunità di crescita nei suoi mercati di riferimento siano "più grandi che mai". Una previsione che si è verificata nei giorni scorsi, quando Asos ha annunciato l'accordo con Nordstrom per il marchio Topshop negli Stati Uniti.

La società segue un calendario finanziario diverso rispetto alla maggior parte dei suoi concorrenti. Il suo primo periodo copre i quattro mesi che terminano il 31 dicembre, il secondo comprende solo gennaio-febbraio, il terzo copre i quattro mesi fino alla fine di giugno e il quarto i mesi di luglio e agosto.
 
Per il suo terzo periodo, Asos ha registrato un aumento delle vendite nel Regno Unito del 60%, a 526,4 milioni di sterline (615,1 milioni di euro). Nell'Unione Europea, le vendite sono cresciute del 18%, a 388,3 milioni di sterline (454,3 milioni di euro). Gli Stati Uniti hanno conosciuto una progressione del 16% (o del 31% a tassi di cambio costanti) a 144,8 milioni di sterline (169,5 milioni di euro), mentre il resto del mondo è calato del -9% a 186,2 milioni di sterline (218,1 milioni di euro).
 
A livello globale, le vendite internazionali sono cresciute del 9% a 715,7 milioni di sterline (838,5 milioni di euro) o del 15% a tassi di cambio costanti, ma su base rettificata la progressione è stata solo del 5% o dell'11% a tassi di cambio costanti.
 
È evidente che il Regno Unito sia stato un mercato forte per Asos durante il periodo, così come nel corso della pandemia, e che la domanda stia accelerando negli Stati Uniti. Il miglioramento dei tassi di crescita negli USA riflette "il miglioramento dell'offerta, l'aumento della domanda di abbigliamento formale, l'impatto delle politiche di rilancio e la fine di molte restrizioni sanitarie".
 
Asos ha registrato una "buona performance" nell'Unione Europea, "supportata da una crescita particolarmente incoraggiante in Germania, nonostante il mantenimento di diversi livelli di restrizioni sanitarie per gran parte del periodo". La performance in Sud Europa è stata meno brillante a causa delle difficoltà economiche legate al blocco del turismo.
 
Lo scarso rendimento nel resto del mondo è dovuto ai problemi logistici legati alla crisi sanitaria, più forti che per la concorrenza locale. Asos ha dovuto fare i conti con difficoltà legate ai tassi di cambio, che hanno ridotto il suo margine lordo di 150 punti base. Infine, anche l'aumento dei costi di trasporto ha avuto un effetto negativo sui conti della società.

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