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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
1 feb 2021
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Asos compra il marchio Topshop e altri tre brand di Arcadia, persi 2.500 posti di lavoro

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
1 feb 2021

Il gruppo britannico attivo nella vendita di abbigliamento online Asos compra il marchio suo connazionale di moda a prezzi economici Topshop e gli altri brand Topman, Miss Selfridge e HIIT – oltre alla loro proprietà intellettuale e agli stock – dal fallito gruppo Arcadia per 330 milioni di sterline, ma senza acquistarne i negozi, il che condurrà alla perdita di 2.500 posti di lavoro. Lo indica un comunicato datato lunedì dello studio Deloitte, che gestisce il fallimento di Arcadia.

Topshop


I negozi fisici di questi marchi non sono compresi nell’operazione. Essi “saranno chiusi”, ha indicato all’agenzia AFP una fonte vicina alla pratica. “Circa 2.500 persone lavorano in questi punti vendita e malauguratamente i loro posti saranno minacciati” e destinati a scomparire, precisa la fonte.
 
Asos ha confermato l'acquisizione in un comunicato separato, promettendo di continuare a sviluppare i brand. I dettagli che conosciamo sono che la società ha pagato 265 milioni per assicurarsi i marchi e 65 milioni per gli stock esistenti o già ordinati, e nel comunicato dell’operazione l'ha descritta come “un'opportunità strategicamente convincente per acquisire marchi di moda forti e iconici in risonanza con la nostra base di clienti principale”.

Questo non è chiaramente un eufemismo, dato che le vendite di queste label sono cresciute del 41% su Asos nel primo periodo dell'anno fiscale 2021. Inoltre, esse vantano una presenza consolidata nel Regno Unito e nei mercati core del e-tailer inglese (Stati Uniti e Germania), completando il portafoglio di marchi Asos esistente, e permettendo di “accrescere la [possibilità di] scelta dei clienti”.
 
“L'acquisizione di questi iconici marchi britannici costituisce un momento molto eccitante per Asos e per i nostri clienti e ci aiuterà a rafforzare la nostra strategia per offrire una piattaforma multimarca”, ha dichiarato nel comunicato Nick Beighton, CEO di Asos.
 
Non tutto è perfetto, ovviamente (a parte le chiusure dei negozi ora previste e le grandi perdite di posti di lavoro), visto che nell’ultimo esercizio, terminato il 29 agosto 2020, Topshop, Topman e Miss Selfridge hanno registrato una perdita di EBITDA non certificata di 1,8 milioni di sterline su tutti i canali.
 
HIIT è una sottomarca di Burton (brand che Asos non sta acquistando) e la sua redditività è meno facilmente estrapolabile dai dati complessivi, ma si stima che il marchio abbia generato una perdita di circa 0,4 milioni di sterline su tutti i canali. Dato però che tali perdite includono i negozi fisici e sono relativamente contenute, è chiaro che con il nuovo assetto HIIT potrebbe tornare abbstanza facilmente a generare redditività.
 
La società acquirente intende guidare “la crescita a livello globale” di questi marchi. Il piano punterebbe anche ad accelerare la strategia statunitense dell'azienda, dominata dalla sua partnership con i grandi magazzini Nordstrom. Asos ha affermato che l'accordo, che sarà finalizzato giovedì prossimo, è una transazione “finanziariamente attraente”. Nel 2019, prima dell'impatto del Covid, i marchi hanno realizzato un fatturato totale di circa 1 miliardo di sterline su tutti i canali. Nonostante le problematiche commerciali e di supply chain dell'ultimo anno, essi hanno continuato a crescere tramite i canali delle partnership online e retail, con un fatturato totale nel 2020 di circa 265 milioni di sterline, poiché le vendite di queste etichette tramite i loro partner al dettaglio sono aumentate del 16%, mentre le loro vendite online sono cresciute del 5%.
 
Il CEO Beighton ha aggiunto che le etichette acquisite entreranno a far parte del portafoglio Venture Brands di Asos, affincando brand come Collusion, AsYou e Reclaimed Vintage.
 
L’e-tailer britannico intende “sovrapporre” le proprie capacità di design, acquisti e marketing ai marchi acquistati per rafforzarli e “trasformare” la loro esperienza digitale attraverso la piena integrazione nella piattaforma Asos, il tutto sostenuto dal suo magazzino globale e dall'infrastruttura tecnologica esistenti. Purtroppo solamente “300 dipendenti che operano nel design, negli acquisti e nelle partnership retail” saranno mantenuti e traslati all’interno della nuova struttura, indica la società.

Un negozio Topshop - Photo: Sandra Halliday


Topshop, gioiello dell’impero Arcadia creato dallo spregiudicato uomo d’affari Philip Green, e che ancora pochi anni fa era un emblema della moda britannica giovane e trendy, riuscirà dunque a far continuare la propria storia.
 
Arcadia, forte di 13.000 dipendenti, è fallito a fine 2020, spazzato via, come molte altre imprese, dalla crisi sanitaria e dalle misure di restrizione degli spostamenti.
 
Il gruppo aveva visto situazione finanziaria e vendite peggiorare rapidamente a causa delle chiusure forzate dei negozi, ma i suoi problemi sono molto più antichi, e risalgono in particolare ai pochi o mancati investimenti nelle attività online.
 
Lo studio Deloitte era già riuscito a vendere a fine dicembre un altro asset del portfolio di Arcadia: il marchio Evans, passato agli australiani di City Chic per 23 milioni di sterline. Nello stesso tempo, si trova in trattative esclusive con Boohoo, un concorrente diretto di Asos, per l’acquisto degli altri brand di Arcadia: Burton, Dorothy Perkins e Wallis.
 
Asos e Boohoo, gruppi di ready-to-wear a buon mercato, sono tra i pochissimi ‘vincitori’ della pandemia, in un settore dell'abbigliamento devastato dalla crisi sanitaria che sta spingendo sempre più britannici a fare acquisti online.
 
Boohoo ha già comprato a fine gennaio il gruppo Debenhams in bancarotta per 55 milioni di sterline, ma anche in questo caso si parla di brand e magazzino, non dei negozi fisici (che verranno progressivamente chiusi), i quali risultano sempre meno appetibili da riscattare da parte dei nuovi acquirenti perché molto costosi da gestire – e in questo momento comunque in deficit viste le continue chiusure per i lockdown. Questa dinamica determinerà la perdita del loro lavoro da parte dei circa 12.000 dipendenti del gruppo.
 
C’è infine da ricordare che l'acquisto di Topshop, Topman, Miss Selfridge e HIIT da parte di Asos è stato interamente finanziato dalle riserve di cassa, e gli eventuali profitti aggiuntivi che le etichette potrebbero portare andranno a compensare i costi iniziali dell’investimento.

Con AFP

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