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Armani, primi segnali di ripresa dopo nuovo calo dei ricavi 2018

Pubblicato il
today 26 lug 2019
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Giorgio Armani chiude il 2018 con ricavi e utili in calo mentre crescono gli investimenti, come previsto dal piano di riqualificazione del portafoglio marchi che, rassicura il gruppo, sta mostrando i primi frutti già nel primo semestre di quest’anno. 

Kate Moss nella campagna autunno/inverno 2019-20 di Giorgio Armani - @giorgioarmani


È il terzo anno che il fatturato del marchio si contrae e l’anno scorso il gruppo aveva preannunciato di aspettarsi un ritorno alla crescita solo a partire dal 2020. Nel 2018 i ricavi sono scesi dell’8% a cambi costanti (-10% a cambi correnti) a 2,109 miliardi mentre l’utile netto è diminuito del 37% a 152 milioni, si legge in una nota. 

“Sono fiducioso che il percorso intrapreso sia il più corretto per consolidare la posizione di leadership del Gruppo Armani e dei suoi marchi nel segmento lusso e lifestyle. Lo confermano i segnali positivi relativi alle vendite della stagione primavera/estate 2019 di questa prima parte dell’anno”, commenta nella nota Giorgio Armani, 85 anni appena compiuti, che tutt’oggi ricopre le cariche di presidente, AD e direttore generale.

Il gruppo resta estremamente solido dal punto di vista patrimoniale, con un patrimonio netto stabile sopra i due miliardi e una liquidità in crescita di circa 300 milioni a 1,3 miliardi. Una garanzia, sottolinea il fondatore del marchio, per “affrontare crescenti investimenti in assoluta autonomia e indipendenza”. Nel 2018 gli investimenti sono aumentati del 28% a 106 milioni. 

I ricavi indotti del gruppo, che comprendono le licenze, sono stabili a cambi costanti a 3,8 miliardi. Con l’occasione il gruppo ha annunciato anche il rinnovo della squadra di manager con la nomina di due vice direttori generali, Giuseppe Marsocci, per la parte commerciale e mercati, e Daniele Ballestrazzi, per la parte finance e operations.

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