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Adnkronos
Pubblicato il
14 giu 2012
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Apprezzamento degli emiri negli atelier romani del Made in Italy

Di
Adnkronos
Pubblicato il
14 giu 2012

Un tuffo tra abiti di organza e seta, raffinati ricami fatti a mano, pregiate stoffe dipinte. Ecco il tour negli atelier romani degli imprenditori del fashion degli Emirati arabi, arrivati nella Capitale nell'ambito della missione organizzata da Invitalia e dal ministero dello Sviluppo Economico.


Foto Adnkronos

Oltre agli appuntamenti istituzionali, a cui ha preso parte il ministro dell'Economia degli Emirati Sultan al-Mansuri, la missione ha contato infatti sulla partecipazione complessiva di 35 aziende nei settori agroalimentare, energia, biomedicale e, appunto, moda.

Dopo una sfilata di benvenuto, che ha visto il 12 giugno in passerella tutte le maison coinvolte, il 13 giugno gli atelier hanno aperto le porte ai due imprenditori emiri della moda e a uno stilista che hanno potuto vedere da vicino modelli e tessuti e toccare con mano l'artigianale e sapiente arte del made in Italy dell'alta moda. Ecco allora lo stupore compiaciuto degli imprenditori emiri davanti a un abito in taffetà di seta dipinto a mano, nell'atelier di Gattinoni, o nel vedere ricamatrici all'opera per i vestiti da sposa nella maison Sarli.

Il tour negli atelier, organizzato con la collaborazione di Valeria Mangani del Comune di Roma e vicepresidente di Altaroma, ha portato le aziende del fashion alla maison Balestra, alla maison Sarli, da Guillermo Mariotto alla maison Gattinoni, da Giada Curti, da Raffaella Curiel e da Nino Lettieri, stilista emergente di cui è stato apprezzato il connubio tra tradizione e innovazione.


Le donne arabe per le nozze vogliono vestire rigorosamente made in Italy

"E' stata un'esperienza molto interessante", ha commentato Hashem M. Jaber, Group legal advisor della Omnix Salam Group. "E' stata interessante la scoperta dei molti talenti degli stilisti italiani", ha aggiunto spiegando che saranno possibili future collaborazioni: "Naturalmente noi siamo aperti a nuove attività di bussiness", ha sottolineato. Soddisfatto anche lo stilista Rami Al Alì secondo il quale il tour "è stato straordinario e magico. Davvero molto interessante e formativo".

A sottolineare le opportunità che possono nascere dalla missione degli imprenditori emiri per le case di moda della Capitale è la stessa Mangani: "In un momento di crisi come quello attuale è un'iniziativa importante - ha affermato - bisogna puntare sull'internazionalizzazione e sull'export del made in Italy". E per capire le potenzialità di collaborazione con i paesi arabi basti pensare che ad esempio "le donne arabe - ha spiegato Mangani - per le nozze vogliono vestire rigorosamente made in Italy e lo stilista italiano che scelgono è lo stesso che veste anche tutte le altre donne, le amiche e le parenti, nella cerimonia creando così un notevole mercato".

Il tour è poi proseguito sul fronte accessori, con visite da Diego Percossi Papi Gioielli e da Gilbert Halabi bijoux, mentre domani la missione degli imprenditori e delle autorità degli Emirati si sposterà nelle Marche. Lì per le imprese del fashion significherà incontrare eccellenze nel settore degli accessori in pelle e delle calzature.

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