Aphru punta a raddoppiare la distribuzione in un anno

Visto recentemente al Super, il salone di moda di ricerca di Pitti Immagine, il marchio norvegese di prêt-à-porter femminile Aphru, fondato e disegnato dall’ingegnere Anita Godell, ma prodotto al 100% in Italia, punta a diffondersi in punti vendita di medio-alta gamma dell’Europa centro-meridionale.

Aphru

Chi confeziona i vestiti della designer di Oslo, che è anche Managing Director del suo brand, è Giovanna Temellini, che gestisce lo studio-atelier Temellini a Milano, in Via Watt, 37. “Anita Godell ha progetti di espansione mondiali per il suo marchio”, ci racconta la stessa Giovanna Temellini. “Siccome la sua è una moda ricercata, abbiamo scelto per lei di partire dal Super di Milano per trovare distributori al marchio anche per l’Europa centro-meridionale”. L’obiettivo dichiarato è almeno di raddoppiare in un anno la cifra dei negozi multibrand in cui Aphru viene distribuito, fino a 100 store. L’accordo di distribuzione con una nuova catena tedesca e il prossimo ingresso in Austria si sono già concretizzati con i capi della stagione Primavera-Estate 2019, vista in fiera.
 
Il marchio è distribuito in circa 50 punti vendita di medio-alta gamma nel Nord Europa (in Norvegia, Danimarca, Svezia, Germania e Olanda); inoltre possiede due negozi diretti, uno al “Paleet” di Oslo, “l’equivalente della Rinascente locale”, ci dice la Temellini, e l’altro nel “Sandvika Storsenter” di Sandvika, inaugurato lo scorso marzo, nonché uno showroom nella capitale norvegese.

I capi di Aphru allo stand dell'ultimo Super - Gianluca Bolelli - FashionNetwork.com

Notevole la ricerca sulla sostenibilità di Anita Godell, ex manager di Microsoft con una passione per la moda, che punta a realizzare un easywear total look confortevole e di classe in jersey: un trench, ad esempio, è fatto al 100% di poliestere riciclato. Anche il cotone utilizzato da Aphru è riciclato o eco-sostenibile.

Intanto, il marchio Temellini, nato da un anno e mezzo, darà il via a una distribuzione retail dalla prossima stagione. Si tratta di un brand che produce linee di abbigliamento donna e le corrispondenti linee (potremmo dire mini-me), ma dedicate ai cani, con i medesimi stili e tessuti. “È un progetto a tutela e difesa del cane. Io vesto solo cani che necessitano di essere vestiti, non utilizzo pizzi e merletti, ma realizzo capi molto comodi e anatomici. Il trapuntino per i cani lo realizziamo con un’ovatta bio e non con le piume. Non metto un animale su un altro animale”, tiene a precisare la signora Temellini, che collabora anche con la figlia Ilaria.

Temellini, che ha 6 dipendenti nella sede di Milano e 6 in un laboratorio esterno a Busto Arsizio, ha appena aperto un negozio di 25 mq. nel quartiere di Brera. La fascia prezzi è medio-alta anche in questo caso, pur non arrivando al livello dei logati. Una camicia di seta costa 140 euro, un pantalone sui 250 euro, un vestito 400 euro, un cappotto donna in cashmere dai 1.200 ai 1.500 euro, i cappotti per il cane vanno invece dai 200 euro per un cappotto piccolo, fino ai 420 euro per uno grande.

Brainstorming di design in Via Watt, 37. Al centro Anita Godell, alla sua sinistra Giovanna Temellini - Aphru

Distribuito per il momento solo in Italia, il brand, che realizza molto su misura, sta ricevendo numerose richieste dal mercato nordamericano, e da clienti coreani e giapponesi. Oltre a Giovanna Temellini, co-disegna l’abbigliamento del brand Temellini Amanda Leigh Smith, la giovane designer milanese-californiana reduce da due esperienze da lei fondate e per il momento accantonate: il marchio di beachwear Storm in a Teapot, che creò alcuni anni fa con un notevole apprezzamento critico, e Bekiki, primo e-commerce dove era possibile acquistare costumi da bagno completamente customizzabili in tre passaggi.
 
Tornando al brand scandinavo, il nome Aphru era l'equivalente etrusco della dea greca del benessere e della bellezza, Afrodite. Il colore e il carattere utilizzati nel logo di Aphru sono ispirati a quelli dei cartelli stradali italiani. Il marchio produce, tra Milano, Busto Arsizio e un laboratorio di taglio tessuti vicino al Lago di Como, 12.000 pezzi a stagione al momento, con prezzi al pubblico per un abito che vanno dai 150 ai 220 euro, che è la fascia di prezzo media.

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