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Angela Missoni si prepara per la prossima stagione durante la pandemia

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
16 apr 2020
Tempo di lettura
5 minuti
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Mantenere in vita un'attività in questi giorni non è un compito facile, e lo è doppiamente per un'azienda familiare come Missoni, il cui direttore creativo, Angela Missoni, è la figlia del fondatore.

Angela Missoni, direttrice creativa di Missoni - Missoni


All'inizio del lockdown italiano, Angela ha lasciato il suo arioso appartamento a Milano, affacciato sui Giardini Pubblici, per tornare alla villa di Sumirago, dove la famiglia ha iniziato a produrre i suoi splendidi maglioni nel 1969.
 
Sua madre Rosita le è vicina, così come le sue due figlie, Margherita e Teresa, e i loro tre pronipoti; molti altri nipoti; una pronipote e il resto del clan.

“Penso che noi italiani abbiamo inventato l'idea del lavorare in modo intelligente (ovvero lo smart working) prima che qualcun altro gli attribuisse quel nome. Spesso abbiamo fino a 60 persone che lavorano da casa. E in questo momento ho delle modelliste all’opera. Dopo essere tornati a Sumirago, abbiamo trascorso due settimane a lavorare in fabbrica e poi, quando è arrivato dal governo l'ordine di blocco delle attività, l'abbiamo immediatamente chiusa”, ha detto Angela, la designer di maglieria più influente della moda odierna, nel nostro incontro.
 
Angela Missoni sta attualmente lavorando alla collezione che intende presentare a settembre alla prossima Milano Fashion Week. Da allora, la Camera della Moda ha annullato la stagione delle sfilate maschili prevista per giugno e, come la maggior parte delle case di moda, Missoni prevede di organizzare uno show misto in autunno.
 
“Parliamo della sfilata ogni giorno. Ma non sarà come prima. Abbiamo bisogno di qualcosa di diverso a settembre. Ci aspettiamo di mettere in scena uno show, anche se solo per 200 persone. Francamente, non ho idea di quanta gente verrà a Milano. Forse faremo una presentazione video in un teatro. Per definizione, ci dovrà essere un distanziamento sociale. Guardate, molti giapponesi sono soliti indossare mascherine quando vengono a Milano, quindi dovremo abituarci tutti”, ha detto nel corso di una conversazione WhatsApp mattutina.
 
La designer ha sottolineato che al suo team non sono mancate le idee durante il blocco: nelle loro videoconferenze quotidiane sono nate tante nuove proposte per progetti futuri o nuove idee di merchandising.
 
La pre-collezione autunnale di Missoni (presentata prima del suo ultimo show a fine febbraio) ha venduto molto bene, ha spiegato Angela. Tuttavia, una volta che i reali pericoli del Covid-19 sono diventati evidenti, nessun retailer è tornato a Milano alla fine di marzo per confermare i propri ordini, e Missoni ha iniziato rapidamente a ridurre la produzione.
  
“Credo che la voglia di investire per distinguersi vestendosi in un certo modo non cambierà affatto, una volta superata la pandemia. Tuttavia, a mio avviso, ci sarà una forte e nuova sensibilità delle nuove generazioni verso l'idea di riscoprire e usare ciò che già si trova nel proprio guardaroba. I valori di lunga data diventeranno più importanti, il che a mio avviso è quello che abbiamo fatto in Missoni. Quindi, sono ottimista. Nel senso che Missoni avrà un ruolo in futuro. I suoi prodotti comunicano un senso di garanzia, sicurezza e protezione”, conclude.

Missoni, AI 2020


Come tanti, Angela ha capito per la prima volta quanto fosse grave questa situazione dalle immagini che provenivano dalla Cina a gennaio. “Dal momento in cui Wuhan ha chiuso tutto, sapevamo che ci sarebbe stato un duro colpo per il nostro settore. Anche se non pensavamo che la situazione diventasse così negativa in Italia,”, sospira.
 
Ironia della sorte, il 2020 era l'anno in cui Missoni pianificava di aprire le sue prime boutique in Cina, obiettivo considerato chiave dall’azienda di moda in autunno. Un progetto messo in stand by. Nel 2018, la società di private equity Fondo Strategico Italiano ha comprato una quota del 41% di Missoni, e nutre piani ambiziosi per il futuro del brand, compresa una potenziale quotazione in Borsa nel 2023.
 
La moda, un'industria in cui si viaggia in modo incessante, ha qualche colpa per la pandemia, le chiediamo? “Non lo so. Ma se guardiamo alla Lombardia e ci chiediamo come mai in Italia sia andata peggio di altri Paesi… Beh, l'Italia è uno stato fatto di decine di migliaia di piccole imprese e fabbriche. E tutte stanno lavorando per la Cina. Inoltre, tutti hanno qualche membro dello staff che fa viaggi in Cina. Quindi, forse è stato semplicemente quel tanto viaggiare avanti e indietro”, si chiede.
 
Alla domanda se la pandemia abbia influenzato le sue idee creative, la Missoni risponde che “le idee sono sempre nella tua testa. Personalmente, non mi vengono dall’uscire di casa o dai viaggi all'estero. Oggi siamo tutti esposti a molte idee tramite le nostre connessioni al web. Non è come girare le pagine delle riviste o dei libri del passato. Riuscite a immaginare, anche solo dieci anni fa, come sarebbe stato questo isolamento senza Internet?”.
 
Angela Missoni dubita che l'impatto di Covid-19 sarà di breve durata e si aspetta pochi turisti a Milano fino al prossimo anno. Nell'ultimo decennio, la città è diventata una nuova importante meta turistica, con oltre quattro milioni di visitatori ogni anno. E in senso più ampio, si aspetta che anche il settore cambi.
 
“C'è qualcosa di fuori sincrono nel nostro settore. In definitiva, è pazzesco che la maggior parte della gente venda la maggior parte delle sue collezioni prima di mostrarle su una passerella! Inoltre, i vestiti stanno nei negozi sempre e solo per un periodo molto breve in qualsiasi stagione, al massimo un paio di mesi. Per i grandi marchi, con tanti negozi e tre quarti delle loro entrate che provengono dal retail, una sfilata ha una funzione precisa in termini di immagine e marketing. Ma per persone come noi, che basano dal 75% all'80% dell’attività sul commercio all'ingrosso, il sistema ha molto meno senso. Non sono sicura di quale sia il prossimo passo da compiere, ma qualcosa deve cambiare”, sostiene.
 
Elogiata da Carlo Capasa, presidente di CNMI, per la sua richiesta di maggiore sostegno da parte del governo, dopo aver ricordato che circa il 40% della produzione mondiale di beni di lusso avviene in Italia, Angela Missoni ha precisato che per lei "alla fine, la creatività è ciò che ci salverà, per fortuna. Se possiamo sopravvivere, possiamo continuare a creare. Ma abbiamo bisogno di risposte da parte del governo, sostegno finanziario per i marchi della moda. E ci aspettiamo un aiuto dall'Europa. Ma nulla di tutto questo è arrivato”.

Missoni, AI 2020


La pandemia ha anche fatto calare nettamente l’apprezzamento nei confronti degli influencer. La pensa così anche Angela Missoni: “Ora quello che dicono non è molto rilevante forse perché non hanno molto da dire oltre al semplice ‘Questo è il mio aspetto’”.
 
Infine, la stilista percepisce un rafforzamento di certi valori classici. “Manterremo i valori di questo periodo, questa riscoperta della famiglia. Quando trascorri l'intera giornata coi tuoi figli, ti ricordi della loro importanza. I bambini ricorderanno questo senso di vicinanza a loro. Un momento in cui si assiste al fiorire della primavera tutti insieme, ed è un vero privilegio”.

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