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Andrea Miranda (Kocca): “Riattivare quanto prima la catena del valore e posticipare i saldi”

Pubblicato il
9 apr 2020
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Andrea Miranda, Amministratore Delegato del marchio di moda femminile Kocca, che ha fondato a metà anni ’90 insieme ai suoi fratelli a Nola (NA), s’intrattiene con FashionNetwork.com raccontando le novità del suo brand e indicando come vede la situazione attuale, caratterizzata dai blocchi produttivi per il settore moda e da vari altri provvedimenti presi per combattere il diffondersi del virus Covid-19.

Andrea Miranda, AD di Kocca


“La prospettiva per la commercializzazione delle collezioni per la stagione PE 2020 non è delle più rosee”, afferma l’AD di Kocca, “in quanto le vendite sono cessate e rischiamo di perdere circa il 50% di fatturato nel retail; il wholesale, quasi del tutto consegnato, potrebbe essere oggetto di contestazioni da parte dei clienti che potrebbero aver necessità di particolari azioni volte a sostenere anche la loro attività. Come sempre saremo loro vicini e insieme affronteremo le difficoltà, soprattutto in questo momento difficile e sfidante. Certamente non accetteremo speculazioni, perché come ha ribadito il nostro presidente di Confindustria Boccia, ognuno dovrà fare la propria parte e assumersi le proprie responsabilità affinché tutta la filiera sopravviva al meglio”.
 
Secondo Andrea Miranda, come prime soluzioni per mitigare gli effetti delle difficoltà del momento, “il Governo dovrebbe dare, in breve tempo, la liquidità necessaria alle aziende del settore moda affinché non si interrompa la filiera produttiva, ad iniziare dalla distribuzione, dove i negozianti avrebbero la possibilità di riaprire e dialogare con i propri fornitori, di saldare le fatture e lavorare sulle prossime stagioni e campionari, senza la paura di non farcela”, dice, apprezzando in parte quanto deciso dallo Stato italiano con il recente “Decreto Imprese”, post “Cura Italia”.“Sul fronte retail sarebbe ottimale rivedere i contratti di affitto passivi in modo da renderli sostenibili, evitando il pagamento dei mesi di fermo forzato”, aggiunge.

Un altro provvedimento importante, secondo Miranda, potrebbe essere quello di bloccare i versamenti dei tributi e/o dilazionarli e concedere eventuali sgravi contributivi. “Ci sarà inoltre l’esigenza di studiare un sistema di incentivazione al consumo che possa permettere ai consumatori di acquistare e quindi di generare un ritorno di imposte dirette ed indirette”, puntualizza il dirigente, che dice invece no ai saldi anticipati: “Considerando il lungo periodo di chiusura dei punti vendita, riteniamo invece necessario posticiparli, per consentire un periodo prolungato di vendita a prezzi pieni che porterebbe ad un parziale recupero della marginalità persa”, sostiene.

Kocca, PE 2020


Dopo aver chiuso il 2019, confermando il risultato del 2018, a 40,5 milioni di euro di fatturato, di cui 11,5 milioni a livello retail, realizzato per il 60% in Italia, Kocca aveva aperto all’inizio del 2020 lo showroom direzionale in via Tortona a Milano, “un grande traguardo per noi. Uno spazio che sicuramente ci permetterà di penetrare in nuovi mercati, in quanto lo consideriamo un punto di partenza volto a rafforzare a livello internazionale la brand awareness e la reputazione di Kocca”, dice Andrea Miranda. Il brand è presente in oltre 1.500 punti vendita, tra rivenditori multibrand e negozi monomarca, distribuiti in tutti i Paesi dell’Europa occidentale, “e negli ultimi anni abbiamo avuto buoni risultati anche nelle nazioni dell’est europeo e in Russia”, continua l’AD.
 
Il fatturato estero di Kocca si conferma al 40% del volume d’affari complessivo wholesale. Il canale retail si attesta al 26% del giro d’affari totale. L’EBITDA 2019 è in leggera flessione rispetto al dato 2018, in quanto l’azienda ha sostenuto importanti campagne pubblicitarie e avviato il lancio di nuove linee. “Di riflesso, l’utile netto avrà una leggera contrazione. L’attuale emergenza sanitaria ci fa ritenere necessario un utilizzo delle linee di credito”, fa sapere Andrea Miranda.
 
Coi suoi 97 dipendenti che operano dall’headquarter e altri 95 che lavorano all’interno dei negozi di proprietà, Kocca è attualmente distribuito in 20 monomarca in Italia. “Sul 2020 era stato preparato un importante progetto di espansione commerciale che prevedeva l’apertura di nuovi punti vendita monomarca anche all’estero; alla luce della nuova situazione potrebbero esserci alcuni ritardi”, riconosce Miranda.

Kocca, PE 2020


L'AD ricorda poi come la società stia studiando le nuove collezioni Kocca mettendo “al centro dell’attenzione le esigenze delle nostre consumatrici in termini di value for money drop di consegna. In merito alla presentazione e alla vendita delle prossime collezioni, andremo sicuramente ad affiancare ai metodi “tradizionali” nuove modalità che prescindano dalla presenza fisica del cliente negli showroom”.
 
Come ‘ricetta’ finale per uscire il prima possibile dall’emergenza e cadere in piedi di fronte al crollo dei consumi, Miranda ritiene “molto importante riattivare quanto prima la catena del valore, proprio per cercare di recuperare il tempo perso. Del resto, il nostro settore si è sempre distinto per velocità di reazione e dinamismo, che si discostano da soluzioni conservative”, conclude.

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