Ambiente e disuguaglianze: François-Henri Pinault crede in una nuova generazione di dirigenti

Il boss del gruppo Kering, François-Henri Pinault, ritiene che una nuova generazione di dirigenti, che ha preso coscienza delle problematiche ambientali e sociali, sia in procinto di far evolvere il mondo delle imprese.

François-Henri Pinault, CEO di Kering - Éric Piermont/AFP

“Il capitalismo non è suicida. Abbiamo la responsabilità di far durare nel tempo le nostre attività (...) non intendiamo darci la zappa sui piedi segando il ramo sul quale ci troviamo”, ha dichiarato François-Henri Pinault al microfono di France Inter sabato mattina.
 
Per lui, “c'è l’acquisizione di una consapevolezza generazionale del ruolo delle imprese, e queste generazioni sono quelle che stanno per andare a dirigere le aziende”.
 
Secondo Pinault, il fatto è testimoniato da tre iniziative rese pubbliche la scorsa settimana: la "Dichiarazione sulla ragion d'essere delle aziende" sottoscritta da 181 dirigenti delle più grandi aziende americane, tra i quali quelli di Apple, Amazon o Goldman Sachs; i 34 grandi gruppi che si sono riuniti attorno al CEO di Danone, Emmanuel Faber, per "promuovere i diritti umani a tutti gli stadi della loro catena del valore"; e infine, 32 grandi gruppi dell’abbigliamento che hanno lanciato una coalizione per ridurre il loro impatto ambientale, basata sul volontariato.
 
È proprio a François-Henri Pinault che l'Eliseo aveva dato l’incarico di mobilitare l'industria della moda e del lusso. Kering è anche uno dei firmatari della coalizione guidata da Emmanuel Faber.
 
“Avere tali grandi compagnie americane che firmano questo accordo in cui l'interesse dei dipendenti e delle parti interessate è posto allo stesso livello dell'interesse degli azionisti, è un passo avanti enorme”, ha affermato François-Henri Pinault.
 
“Uno dei modi per far accadere le cose ancora più velocemente è che questi criteri delle grandi istituzioni finanziarie che investono in aziende evolvano verso criteri che includano elementi ambientali e sociali” e non più solamente finanziari, ha aggiunto.
 
Kering “è stata la prima azienda al mondo nel 2014 a pubblicare un resoconto di gestione ambientale consolidato su una metodologia sviluppata con le principali istituzioni internazionali, per dimostrare che se includiamo nei nostri costi di produzione tutte le risorse naturali che oggi non paghiamo, i nostri risultati non sono affatto gli stessi”, ha ricordato il PDG.
 
“Se riuscissimo a convincere i 20 maggiori investitori globali ad integrare [nell’attività] i criteri ambientali oltre ai semplici criteri finanziari, vi assicuro che faremmo evolvere la situzione”, ha assicurato.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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