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Ansa
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24 ott 2022
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Amazon, prima causa penale contro le false recensioni

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Ansa
Pubblicato il
24 ott 2022

Si sposta nei tribunali penali la lotta contro le recensioni false, in cambio di denaro o prodotti gratuiti. Amazon ha presentato in Italia la sua prima denuncia penale, a livello europeo, contro un broker e ora i truffatori rischiano sanzioni che vanno dalla multa fino al carcere. La linea dura del colosso delle vendite online è accolta con favore dalle associazioni dei consumatori, a partire da Altroconsumo, che chiama il movimento consumeristico e le piattaforme a "proseguire l'impegno comune per arginare un fenomeno che danneggia tutti".

Reuters


Sono diverse le associazioni che si fanno sentire su questo problema con decine di denunce e segnalazioni all'Antitrust contro un fenomeno che, secondo il Codacons, "dirotta ogni anno miliardi di euro degli utenti, avvantaggiando alcuni operatori e danneggiando altri". E non riguarda solo l'e-commerce, come sottolinea l'Unione nazionale consumatori, ricordando la condanna da parte dell'Agcm di siti di hotel con recensioni false.

L'intervento di Amazon in Italia, insieme alla prima causa civile in Spagna e a 10 nuove azioni legali negli Stati Uniti, è mirato a identificare e bloccare operatori che gestiscono più di 11.000 siti web e gruppi social che alimentano il mercato delle false recensioni su diversi canali. In Spagna, per esempio, il broker di recensioni false Agencia Reviews, al centro del processo, comunica tramite il servizio di messaggistica istantanea Telegram per non essere rintracciato.

"Non c'è posto per le recensioni false su Amazon", dichiara il vice president responsabile per i servizi ai venditori partner Dharmesh Mehta. "Continuiamo a migliorare i nostri controlli proattivi, a inventare nuove tecnologie e a utilizzare il machine learning per individuare i malintenzionati e trovare nuovi modi per assicurarli alla giustizia", continua Dharmesh Mehta.

La denuncia depositata in Italia prende di mira uno dei principali broker che vendono recensioni false e avrebbe creato una rete di persone disposte a comprare prodotti su Amazon e a pubblicare recensioni a 5 stelle in cambio di un rimborso completo dei loro acquisti.

"Come Altroconsumo, da tempo denunciamo la crescita delle recensioni abusive, quelle cioè promosse da soggetti che promettono un vantaggio economico in cambio di giudizi positivi, ingannando i consumatori in buona fede", ha dichiarato il responsabile relazioni esterne di Altroconsumo, Federico Cavallo, che prosegue: "già nel 2019, con una nostra indagine, svolta a livello europeo, avevamo messo in luce il tema chiamando in causa varie piattaforme affinché contrastassero questi illeciti".

Amazon riferisce di aver introdotto le recensioni dei prodotti, fin nel 1995, per "aiutare i clienti a prendere decisioni di acquisto più informate" e di impegnarsi a garantire che siano tutte affidabili. Gli investigatori al suo servizio hanno bloccato oltre 200 milioni di sospette recensioni false nel solo 2020 e la squadra che indaga sugli schemi di recensioni false sui social media, negli ultimi due anni, ha segnalato a Meta più di 10.000 gruppi di recensioni false.

"Fa bene la società ad avviare cause contro le recensioni abusive che, ricordiamo, modificano sensibilmente le scelte economiche dei consumatori e dirottano ogni anno miliardi di euro degli utenti, avvantaggiando alcuni operatori e danneggiando altri", spiega il Codacons. "Il problema, tuttavia, appare molto più grave quando a sviare le scelte dei consumatori sono riviste editoriali specializzate, che pubblicano e diffondono test comparativi diretti al pubblico sfruttando la propria credibilità per condizionare le scelte dei cittadini. Test, come quello recente sull'olio d'oliva, che hanno già ricevuto la netta bocciatura dell'Antitrust".

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