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18 mag 2021
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Altagamma: il 2021 è l'anno della ripresa per il Lusso

Pubblicato il
18 mag 2021

Il lusso personale vede rosa nel 2021. Dopo un anno di pandemia, il comparto torna a crescere a livello globale, trainato dalla domanda cinese e americana e dal boom dell’e-commerce. A scattare la fotografia, che vede i primi tre mesi in linea con i valori pre-covid, sono l’Altagamma Consensus 2021 e l’ultimo Monitor Altagamma Bain sui Mercati Mondiali, realizzato da Bain & Company con Altagamma.

@globalblue


L’andamento dei consumi nel 2021 è stato rivisto al rialzo sul 2020 e dovrebbe salire in doppia cifra (+18%), ma sarà verosimilmente ancora in flessione rispetto al 2019. L’incertezza generale e le variabili legate alle campagne di vaccinazione e alla lenta ripresa del turismo non consentono una stima precisa, si spiega nel report.
 
“Grazie alla loro reattività e intraprendenza, nell’annus horribilis 2020 le imprese di alta gamma hanno lavorato non solo per contenere i danni, ma anche per costruire da subito le basi della ripresa. I primi segnali dell’anno sono molto positivi: gli investimenti sul digitale e la razionalizzazione dei propri modelli gestionali e di business stanno portando i loro frutti e le nostre imprese possono già guardare al futuro prossimo con moderato ottimismo”, commenta il Presidente di Altagamma, Matteo Lunelli.

Motori della ripresa sono Cina e Usa, mentre l’Europa procede più lentamente. L’abbigliamento, sofferente nello scorso anno, è previsto in forte recupero, guidato dal ‘revenge spending’; i gioielli tengono, in virtù del loro profilo di bene rifugio; tra gli accessori bene la pelletteria e la cosmetica grazie alle performance dello skin care. Rimodellati i canali distributivi, sempre più omnichannel, così come l’ecosistema dei media e l’innovazione di prodotto: domina l’online – che si stima influenzerà più dell’85% degli acquisti di lusso nell'anno - dove metà delle vendite fa capo a multistore digitali, sostenuti anche dal second hand, che ha toccato quota 28 miliardi nel 2020.
 
“L’ebitda tocca il +30%, trainato dai consumi domestici, in particolare quelli cinesi e americani, e dall’esplosione delle vendite online, la cui quota sul totale è stimata passare dal 23% al 30%. La ripresa dei viaggi non sarà rilevante per il 2021 e il travel retail continuerà a soffrire, mentre tiene il Retail fisico. Migliori le performance dei marchi che, per dimensione e capacità finanziaria, hanno potuto investire sulla digitalizzazione così come su un maggiore controllo del pricing, in un ecosistema distributivo fluido e in continua evoluzione”, spiega Stefania Lazzaroni, Direttore Generale di Altagamma.
 
Nonostante l’andamento positivo del primo trimestre dell’anno, tornato a crescere dello 0-1% rispetto allo stesso periodo del 2019, rimane ancora incerta la traiettoria del mercato, che già quest’anno potrebbe riagganciare i livelli pre-covid per un valore di 280-295 miliardi (+0-5% sul 2019). Nello scenario pessimistico, caratterizzato da una più lenta ripresa degli acquisti domestici e da un ritorno più limitato al turismo intra-regionale, il recupero dei valori pre-pandemia potrebbe slittare al 2022, mentre il 2021 chiuderebbe a 250-265 miliardi (-5/-10% sul 2019).
 
“A causa della crisi, i marchi del lusso sono stati costretti a scardinare le tradizionali regole del gioco ed innovare rapidamente” ha dichiarato Federica Levato, Partner di Bain & Company e co-autrice dello studio, “Mentre torniamo ad una vita normale, i consumatori si aspettano dai brand una relazione ‘umana’, ma tecnologicamente abilitata. I vincitori saranno coloro che rimangono a stretto contatto con i trend che stanno modellando lo stile di vita new normal – tutto questo riuscendo comunque a differenziarsi e a creare una narrativa che è fedele alla loro cultura”.

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