AltaRoma: dal genderless di Miao Ran agli anni 50 di L72

E' un inno alla fluidità di genere - intonato sulle note di David Bowie - quello che ha mandato in scena Miao Ran, creativo cinese e finalista di ‘Who is on next? 2015, che sceglie di giocare con le identità di genere e quel gender blending già sdoganato sulle pedane della fashion week milanese. Né uomo né donna, Miao Ran traduce questa fluidità dei sessi in cappotti in alpaca, lana compatta o stampata e mescolata con seta e cotone.

AltaRoma, Miao Ran, S/S 2016 - Foto: Ansa

I cappotti over – declinati nei toni del blu operaio, verde muschio, grigio ardesia e rosso borgogna - nascondono pantaloni iperlunghi e camicie accollate. A fare da leitmotiv grossi berretti in lana, portati indistintamente da lei e da lui.

Gli anni 50 in versione sportiva sono invece il filo rosso di L72, il brand disegnato da Lee Wood, vincitore della scorsa edizione del talent 'Who is in next?', vivaio creativo di Altaroma e Vogue Italia. Protagonista Vellamo, dea dell'acqua della mitologia finlandese, alla quale il designer si ispira per la sua donna. Tutto è un omaggio al mare e alle creature che lo abitano, dallo sportswear dei rain coat portati sopra abiti che esaltano il punto vita, alla gamma di tessuti utilizzati, come i cotoni compatti degli impermeabili per arrivare a tweed, lane cotte, cachemere e alpaca, mixati sapientemente con crepe de chine, nylon, jersey di viscosa blu e lurex. Interessante la palette cromatica ispirata alle onde, dal blu navy al nero fino all'avvio e al ciano attraversati da flash di arancio e giallo, il tutto impreziosito da sottili ricami di perline e paillettes.

AltaRoma, L72, collezione P/E 2016 - Foto: Ansa

Cartoline dalla New York di Truman Capote, infine, per Antonella Rossi, che nelle sale del Westin Excelsior in Via Veneto ha presentato la sua lingerie da giorno disegnata dalla giovane designer Fiorentina Giulia Mori, tra sottovesti verginali in pizzo chantilly, satin e chiffon valorizzati da puntigliose lavorazioni sartoriali. Un tripudio di intarsi, trine e pizzi si affiancano così a materiali inusuali come la spugna, per finire con raso, crepe e georgette in seta, voile, piquet di cotone e tulle, vero cuore della collezione. Anche la palette dei colori sembra adattarsi alla leggerezza dei tessuti impalpabili, dal bianco iceberg al panna, fino si cromatismi del verde mela, rosa baby e rosso amaranto.
 

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