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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
27 feb 2022
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6 minuti
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Alla Milano Fashion Week ecco Dolce & Gabbana, Trussardi e Bottega Veneta

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
27 feb 2022

La giornata di sabato alla settimana della moda di Milano è stata caratterizzata da due debutti impressionanti (quelli di Serhat Isik e Benjamin Alexander Huseby da Trussardi, e di Matthieu Blazy da Bottega Veneta) e da un incredibile momento nel metaverso da Dolce & Gabbana.
 
Dolce & Gabbana: i cyberpunk del metaverso

La metaverso-mania di Milano ha assunto un nuovo volto da Dolce & Gabbana, dove tutte le modelle sembravano uscite dal backstage di un programma in realtà aumentata.

Dolce & Gabbana - Autunno-Inverno 2022/23 - Milano - Dolce & Gabbana


Presentata nello spazio espositivo del duo, su Viale Piave, la sfilata si è trasformata in un enorme schermo LED, con le metropoli dei cartoni animati a fare da sfondo.
 
Quasi tutto è stato realizzato in proporzioni da supereroe: l'apertura è stata con giacche doppiopetto da uomo giganti, tagliate come abiti e abbastanza larghe da consentire a due modelle, o anche tre, di scivolarci comodamente dentro.

Nell'apertura, totalmente composta da vestiti neri, decine di ragazze indossavano passamontagna o cappelli di lana tagliati molto alti, che davano loro l'aspetto di mogli di faraoni. E quando Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono entrati nel boudoir con calze, reggicalze e reggiseni in stile vedova allegra, hanno completato il look con un abito tutto trasparente con spalle giganti e imbottitura a vista. Altre ragazze indossavano pantaloni punk con cerniera e dei reggiseni.

Come il mese scorso, alla sfilata maschile del duo di stilisti, Machine Gun Kelly ha fornito la musica, non dal vivo come a gennaio, ma con un grande remix del suo inno rock: “Blackbear 'my ex's Best Friend”.
 
Abbiamo potuto ammirare anche una breve serie di cappotti arruffati in stile Yeti con enormi borse a quadri e pantofole abbinate, prima che Domenico e Stefano mandassero in passerella il loro spumeggiante gruppo di giovani programmatrici.
 
Ragazze cibernetiche che indossavano occhiali adatti allo spazio profondo, vestite con slanciati abiti da cocktail in lycra, sotto piumini gonfi, giubbotti in nylon satinato e felpe con cappuccio oversize: tutto era impreziosito da tanti cappucci. Mentre tra il pubblico c'erano pochi cinesi, le donne del Golfo erano invece fortemente rappresentate, sia nella sezione editoriale che in quella del retail.
 
Poi il défilé ha cambiato marcia, passando alla velocità superiore del metaverso, con l'apparizione di una figura grandiosa con spalle incredibilmente larghe e maniche gigantesche. Tuniche arancioni che ricordano un'astronave, cappotti con logo DG che spazzano il pavimento e abiti da cocktail in lucertola blu elettrico attillati in vita.

Se c’è un brand che è convinto che il metaverso valga oro, quello è Dolce & Gabbana. Ad ottobre, la griffe ha venduto una collezione digitale di NFT composta da nove pezzi per 5,7 milioni di dollari. Accanto ad alcuni capi sartoriali presentati fisicamente, il marchio ha esposto e messo all'asta la sua collezione digitale “Collezione Genesi” sul marketplace digitale di lusso Unxd.
 
Oggi, grazie a un sapiente capovolgimento della situazione da parte dei due stilisti italiani, il virtuale è tornato ad essere reale in questa presentazione.
 
Trussardi: realismo di strada
 
L'espressionismo è vivo e vegeto nella moda e ha trovato la sua migliore interpretazione contemporanea da Trussardi, i cui nuovi stilisti, Serhat Isik e Benjamin Alexander Huseby, hanno organizzato una clamorosa sfilata di debutto, che ha fatto sensazione.

Trussardi - Autunno-Inverno 2022/23 - Milano - Trussardi


All'inizio Serhat e Benjamin sembravano scelte improbabili per uno specialista della pelletteria italiana, dal momento che sono i fondatori di un marchio berlinese d'avanguardia, GmbH, nato nei locali notturni della città tedesca. Ma subito dopo l’uscita dell’ultimo outfit, si era immediatamente capito che si sono rivelati una scelta ispiratissima.
 
Lavorando principalmente con una tavolozza di nero, con piccolissimi tocchi di argento e bianco, il duo ha creato una serie di lunghi abiti bizantini in twill di lana, giacche a sbuffo dal taglio che ricorda le tuniche da arciere e soprabiti antracite con motivo a spina di pesce in tessuto trapuntato con balze.
 
I designer hanno abbinato pantaloni punk militari a corpetti aerodinamici; e hanno fatto sfilare delle belle Marianne in mini abiti-cappotto nello stile del club berlinese “Berghain”, indossati sopra stivali da pirata alti fino alla coscia.
 
“Techno feudalesimo”, lo ha definito Isik dal backstage gremito, dove la coppia è stata inondata di complimenti. Anche se a volte teatrali, gli abiti non sembravano mai fuori posto, anzi, erano davvero moderni e dinamici.
 
Questa première è stata allestita nella storica boutique Trussardi accanto alla Scala, dove pannelli in cartongesso intagliato sui soffitti e nelle pareti torreggiano sul pavimento del terrazzo in cemento. Il pubblico, poche centinaia di persone, si è appollaiato su blocchi di cartone compresso per assistere a questo grande momento di moda.

Il cast è addirittura uscito dal negozio e ha camminato sul marciapiede per 90 metri prima di rientrare nello store, tra gli applausi degli oltre 1.000 spettatori presenti durante il finale.
 
Dopo i tentativi fatti in questi anni da molti designer - da Milan Vukmirovic a Umit Benan - di affermarsi da Trussardi, la maison sembra aver finalmente trovato il connubio perfetto.
 
I loro background atipici - Serhat è turco-tedesco e Alexander Huseby è metà norvegese e metà pakistano - hanno dato vita a un duo che ha trovato un porto sicuro in questa casa di moda milanese fondata nel 1911.

Bottega Veneta: il lusso in movimento
 
Secondo debutto in un giorno a Milano, questa volta grazie a Matthieu Blazy per Bottega Veneta, anche se la sua carriera non potrebbe essere più diversa da quella del duo di GmbH.

Bottega Veneta - Autunno-Inverno 2022/23 - Milano - Bottega Veneta


E un successo ancora più spettacolare: un’eleganza scultorea, ma facilissima da indossare. Outfit voluminosi in questa sfilata mista, che lusingano la figura senza mai essere invadenti, sia per gli uomini che per le donne.
 
Blazy dispone di un ottimo curriculum. Ha trascorso gli ultimi anni come direttore del design di Bottega Veneta, sotto il suo predecessore Daniel Lee, dopo aver lavorato presso Céline, Margiela e Raf Simons, dove ha iniziato la sua carriera come stilista dell’abbigliamento maschile.
 
La sua notevole esperienza si fa sentire nel lusso espresso dai propri abiti, nella loro qualità sartoriale e nel suo modo di creare abiti in pelle drappeggiati in modo così perfetto da sembrare fatti di tessuto. I capi sono spesso impreziositi da ingegnose fibbie per cinture che paiono maniglie delle porte postmoderne.
 
“Volevo riportare dell’energia alla couture, soprattutto in Italia. C'è stato già abbastanza streetwear!”, ha affermato Blazy al termine della sfilata.
 
Il cuore della collezione è costituito da grandi cappotti doppiopetto a forma di bozzolo con schiene quasi gonfiate. Realizzati in gabardine di lana o pelle di daino, essi infondono grandezza ed eleganza. Blazy si è ispirato aa una particolare scultura di Umberto Boccioni, l'artista futurista dei primi dell'800 famoso per aver dato movimento alle sue sculture e per averle intitolate con nomi come “Spirale, l'espansione dei muscoli in azione”.
 
“Solo perché qualcosa ha più di 100 anni non significa che non sia più di rilievo”, ha detto Blazy, 38 anni.
 
Una messa in scena artistica all'interno di un auditorium fatiscente, con pareti di cemento a vista, ha caratterizzato lo show, dove il pubblico si è seduto su cuscini di pelle nera posti su blocchi di acciaio di recupero, presi in prestito da una fabbrica di demolizioni di auto, a cui verranno poi restituiti.
 
La squadra di modelle di Blazy si precipita sul tappeto color verde tè, a soli otto secondi di intervallo l’una dall’altra, un ritmo estremamente veloce per una sfilata di moda.
 
“Non dimentico che Bottega Veneta è un'azienda di pelletteria, quindi la sua essenza è il movimento, le donne indipendenti, che si muovono e viaggiano”, ha detto Blazy, che ha selezionato un cast molto maturo, con molte modelle veterane.
 
“Sono davvero contrario all'idea di una sola giovinezza. Mi piace pensare che i miei genitori possano venire in Bottega Veneta e trovare delle cose che gli piacciono”, ha detto con voce pacata questo franco-belga.
 
Non una sola nota stonata in questa collezione, che comprendeva gonne da flamenco in pelle, un trio di grandi abiti da sera in stile astrazione gestuale, indossati sopra stivali alti fino alla coscia a motivo Intreccio e un abito da cocktail trasparente color argento davvero divino, indossato sopra la biancheria intima lilla da Vittoria Ceretti. Un riferimento alle donne sensuali del cinema italiano.
 
“Mi piace pensare che sia arrivata la mia ora di gloria. Mi sento abbastanza sicuro e so come fare il mio lavoro. Perché è un lavoro. Voilà!”, ha riso Blazy.

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