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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
19 ott 2020
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Alibaba rileva le attività di Auchan in Cina

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
19 ott 2020

Auchan lascia il Regno di Mezzo. Il distributore francese ha annunciato lunedì la cessione della sua filiale cinese SunArt al gigante dell’e-commerce Alibaba per circa 3 miliardi di euro, mettendo la parola fine alla sua esperienza su un mercato cinese definito “stimolante”, ma “molto specifico”.


“Tre anni dopo la firma di un'alleanza” con Alibaba e dopo aver “congiuntamente constatato la specificità del mercato cinese, Auchan Retail ha accettato la proposta formulata da Alibaba di acquistare la totalità della sua quota di partecipazione in SunArt (484 ipermercati, 150.000 collaboratori, leader come quota di mercato nel settore alimentare in Cina)”, ha spiegato il gruppo francese in un comunicato.
 
“Attraverso questa transazione e il suo ritiro dalla Cina, Auchan Retail ribadisce il desiderio di accelerare l'implementazione del proprio piano aziendale Auchan 2022 sulle sue attuali location”, aggiunge la società transalpina, sottolinendo che “con questa cessione, dell’ammontare di circa 3 miliardi di euro, disporrà dei mezzi finanziari per saldare i propri debiti”, cogliere nuove opportunità e “svilupparsi in nuovi Paesi”.

“Da 20 anni, in stretta collaborazione con i partner locali Ruentex e Alibaba e grazie all'impegno dei nostri team cinesi, abbiamo supportato lo sviluppo delle nostre attività in questo Paese. Mercato stimolante, che tuttavia resta molto specifico” e “Alibaba ci è sembrato il soggetto più adatto a far crescere SunArt”, ha affermato Edgard Bonte, presidente di Auchan Retail, citato nel comunicato.
 
“L'operazione viene effettuata al prezzo equivalente di 8,10 dollari di Hong Kong per azione e sarà oggetto di un'offerta pubblica di acquisto su questa base”, ha precisato Auchan.
 
SunArt era stata creata da Auchan nel 2000 con Ruentex Group e le due parti erano state raggiunte da Alibaba nel 2017. Auchan ne deteneva poco più del 36% e aveva il controllo dell'azienda.
 
“È emerso durante una revisione strategica che se il gruppo avesse voluto intensificare [il business] e sostenere maggiormente SunArt, diventava necessaria una maggiore integrazione, in particolare tecnologica, nell'ecosistema di Alibaba”, ha sottolineato all’agenzia AFP una fonte prossima alla pratica.
 
Tuttavia, secondo la fonte, questo “non mette in alcun modo in discussione né i passi per una trasformazione intrapresi nel piano Auchan 2022, né i progetti di riduzione del debito di 2 miliardi di euro annunciati ad agosto”.
 
Il gruppo di distribuzione ha annunciato la prima parte del suo piano di “rilancio” nella primavera del 2019, con la vendita di 21 siti che hanno coinvolto potenzialmente tra i 700 e gli 800 dipendenti. Poi a gennaio ha lanciato un piano di uscite volontarie, che ha risparmiato i negozi, con l’eliminazione di oltre 500 posti di lavoro.
 
All’inizio di settembre, il gruppo ha presentato la seconda fase di questo piano, che prevede 1.500 nuovi tagli di posti di lavoro.
 
Nel primo semestre del 2020, la redditività di Auchan è aumentata del 79%, ma il risultato operativo rimane negativo. Il giro d’affari digitale ha rappresentato il 12% delle entrate totali del semestre (per una crescita del 33%).
 
Presente in 14 nazioni, Auchan Retail (distribuzione) è uno dei due pilastri, insieme a Ceetrus (immobiliare), di Auchan Holding, di proprietà dell'Associazione Famiglia Mulliez.
 
Auchan Retail vanta 2.293 punti vendita ed impiega 329.694 collaboratori.
 
Il colosso cinese dell’e-commerce Alibaba mostra dal canto suo un dinamismo straordinario. Lo scorso agosto, ha annunciato un aumento del 34% delle vendite nel primo trimestre del suo esercizio fiscale scalato, grazie all'esplosione delle spese su Internet, nonostante l'impatto economico del coronavirus.

Con AFP

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