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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
13 gen 2020
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2 minuti
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Alexander McQueen, Henry Moore ai Navigli

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
13 gen 2020

Le griffe di moda che vogliono imparare a mettere in scena una presentazione convincente, avrebbero dovuto mandare un inviato all’evento di Alexander McQueen, il weekend scorso. Perché la sfilata, che ha svelato l’ultima collezione uomo del brand britannico, ispirata all’opera dello scultore Henry Moore, è stata una lezione di come coniugare arte, buon gusto e fotografia.

Silhouette de la collection Alexander Mcqueen


La location, una favolosa ex fabbrica proprio di fronte ai Navigli, il quartiere milanese dei canali, era piena di poltrone da club invecchiate quanto basta e di mobili stile Gio Ponti. Enormi foto di lookbook erano appese ai muri, immagini grezze dei capi presentati. Immaginate dell’alta cultura celtica per uomini.
 
In un angolo, un quintetto di strumenti a corda formato da due violoncelli e tre violini suonava musica da camera, per la precisione gli stessi brani che Henry Moore ascoltava nel suo studio.

Un lavoro di primissimo ordine per tutta la durata della sfilata, con cappotti tre quarti in tweed rustico di Donegal nero carbone, o in camoscio senza cuciture in tonalità minerali, o ancora in una pelle notevole. Questo grazie a William Clark, l’ultimo artigiano irlandese a praticare l’antica arte di battere i tessuti. Una tecnica già utilizzata con il lino delle collezioni donna primavera 2020 di Alexander McQueen.

Silhouette de la collection Alexander Mcqueen


Pullover a losanghe con un mélange di carte geografiche, teschi alla McQueen e macchie nere. Uno stile celtico, con tutti i tipi di motivi militari, imbracature e tasche esterne da caccia; alcuni capi erano persino rifiniti con cardi in tessuto nero. Molti look erano ricamati con straordinari pannelli astratti, con effetti composti di paillette, metalli preziosi e moiré stile metallo fuso.
 
Complimenti anche a Sergio Salerni di Urban Production, il miglior produttore italiano di sfilate, che gestisce tutte le passerelle di Dolce & Gabbana e Valentino. Milano, McQueen, l’Italia, la Puglia e la cultura celtica, felicemente riunite in un momento evocativo.

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