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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
18 mar 2020
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4 minuti
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Alessandro Giglio (Giglio Group): “Le aziende hanno bisogno di “metabolizzare” ciò che sta loro accadendo”

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
18 mar 2020

Dopo lo shock e la paralisi, le case di moda italiane stanno iniziando a organizzarsi di fronte al declino causato dalla chiusura dei negozi. Giglio Group, azienda specializzata nella gestione dell’e-commerce per più di 100 marchi del Made in Italy, tra i quali Max Mara, Trussardi e Liu Jo, ha recentemente testato soluzioni digitali per i suoi clienti, che hanno ripagato gli sforzi, nonostante l'incertezza legata all'epidemia di coronavirus, permettendo loro di aumentare le vendite e così compensare in parte le diminuzioni subite nei negozi fisici. Il fondatore e CEO della società, Alessandro Giglio, spiega a FashionNetwork.com il processo che ha implementato.

Alessandro Giglio, Presidente e Amministratore Delegato - Giglio Group


FashionNetwork.com: Qual è l'attività di Giglio Group?
 
Alessandro Giglio:Gestiamo a 360 gradi l’e-commerce per i marchi che rappresentiamo. Questo va, a seconda del caso, dalla creazione del sito di e-commerce alla gestione totale della sua attività, vale a dire marketing, social network, servizio clienti, logistica, pagamenti, ecc. Stiamo anche sviluppando progetti di integrazione tra reti fisiche e online.

FNW: Quali iniziative specifiche state proponendo ai vostri clienti durante questo periodo di tensione legato al coronavirus?
 
AG:Abbiamo creato una serie di servizi ad hoc che possono accelerare le vendite online dei nostri clienti per compensare il calo delle loro vendite nei negozi, dal momento che hanno dovuto chiuderli in Cina, poi in Italia e ora in altri Paesi europei. Si tratta di strumenti diversi, che possono essere adattati in base alle esigenze del cliente. Il primo riguarda i marketplace, delle vetrine internazionali in cui posizioniamo i prodotti dei nostri clienti.
 
FNW: Ovvero?
 
AG:Quasi il 60% dei prodotti viene venduto solo attraverso i marketplace e altri e-tailers internazionali. Tramite la nostra piattaforma digitale, possiamo collegare i siti e i prodotti dei nostri clienti a questi mercati digitali per aumentare la loro visibilità, intercettando quei clienti che acquistano solo su quei siti. Negli ultimi due anni abbiamo investito molto nella tecnologia, anche attraverso acquisizioni, come quella di Terashop l’anno scorso. Abbiamo firmato accordi con quasi 200 siti, da Amazon a Zalando, passando per le Galeries Lafayette, Yoox, ecc., integrando con ciascuno di questi partner i nostri sistemi e funzionalità ai loro, in termini logistici, di mezzi di pagamento, di flussi d’informazioni. Oggi stiamo spingendo la presenza dei nostri clienti su queste piattaforme, aiutandoli anche a smaltire i loro stock.
 
FNW: Come si concretizza tutto questo?
 
AG:Da quando i marchi hanno dovuto chiudere i loro negozi, le scorte stanno aumentando notevolmente. Noi ne acquistiamo una parte, gestendo direttamente le loro vendite sui marketplace con i quali abbiamo accordi.
 
FNW: Quali sono le vostre altre iniziative?
 
AG:Abbiamo proposto ai marchi di creare in un tempo limitato una sorta di sito fantasma dedicato alle vendite promozionali per uno o due giorni rivolgendosi solo a un elenco di persone selezionate dal brand, il che conferisce un carattere esclusivo all'iniziativa. Ciò offre al marchio l'opportunità di catalizzare l'attenzione di un gran numero di clienti attraverso offerte vantaggiose. I risultati sono andati oltre le nostre aspettative.
 
FNW: Quli sono stati i ritorni?
 
AG:Un primo test effettuato il weekend del 7 e 8 marzo con un marchio, di cui non posso rivelare il nome, gli ha permesso di registrare un aumento delle vendite del 59% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Lo abbiamo fatto di nuovo il 14 e il 15 marzo con altri sei marchi: le crescite registrate sono state sbalorditive, dato il contesto, con incrementi che sono andati da +120% per quelli di più bassa gamma, al +378%. Ciò dimostra che il nostro approccio ha successo e che questa soluzione può rivelarsi strategica.
 
FNW: Ma sono principalmente promozioni?
 
AG: Sì, questi sono metodi di promozione, ogni marchio li organizza come desidera. Però al momento c'è un tale crollo dei fatturati, per non parlare delle scorte che si sono accumulate. La tecnologia consente di compensare questi cali e di diminuire le scorte attraverso questo tipo di vendite online. Questo sistema potrebbe anche essere esteso a un concept di durata più lunga attraverso la creazione di una sorta di outlet online inserito nel sito web del marchio. Queste strategie aiutano anche a contenere il forte calo delle vendite di beni di lusso online registrato all'inizio dell'anno, soprattutto con la crisi in Cina.
 
FNW: Come hanno reagito i vostri clienti a queste proposte?
 
AG:All'inizio c'era l'indifferenza, come se le aziende fossero paralizzate da ciò che stava loro accadendo. Ma non devono rimanere in un angolo mentre aspettano che tutto passi. Al contrario, devono reagire e moltiplicare le proposte. Le aziende hanno bisogno di “metabolizzare” quanto gli succede. Ho percepito una netta differenza tra il loro modo di ragionare di una settimana fa e quello odierno. Non hanno più la stessa percezione della situazione e sono più sensibili alle soluzioni innovative.

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