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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
19 lug 2022
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4 minuti
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Alessandro Castellucci (Superstudio): “La comfort zone è una malattia degli affari”

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
19 lug 2022

Sullo sfondo di una riduzione della presenza di marchi stranieri nel mercato interno, FashionNetwork.com ha parlato con coloro che continuano a importare collezioni di moda in Russia. Ci siamo incontrati a Mosca con i co-fondatori dell’italiano Superstudio, Alessandro Castellucci e Ekaterina Makhotenko, per parlare delle peculiarità del business, dei cambiamenti in atto nel settore e della differenza tra il lavoro di agente e distributore. L'azienda è il distributore esclusivo di una quindicina di marchi di moda nei segmenti medio di gamma e premium in Russia e nei paesi della CSI.

Alessandro Castellucci e Ekaterina Makhotenko - Superstudio


FashionNetwork: Superstudio distribuisce 13 marchi di abbigliamento (tra cui Gaëlle Paris, BCBG Max Azria, Caractère…) in Russia e nei Paesi dell’area della CSI, quanto è grande la vostra attività qui?
Ekaterina Makhotenko: Oggi abbiamo 370 partner, alcuni dei quali lavorano con due o più marchi. Allo stesso tempo, solo una piccola quota (circa 10) sono buyer di Mosca e della sua regione, mentre la maggior parte fa affari nelle altre regioni russe, oltre che nella cosiddetta Comunità degli Stati Indipendenti. Inoltre, lavoriamo con Kazakistan, Bielorussia, Ucraina, Azerbaigian. Le regioni sono molto più attive, il che non sorprende, vista la concorrenza di Mosca. Inoltre, le persone sono fortemente influenzate dal momento psicologico: abbiamo uno showroom a Mosca, dove possono venire in qualsiasi momento.

FNW: Ci racconti di più sul suo lavoro in Russia.
Alessandro Castellucci: La nostra sede si trova in Italia, e lo showroom con i campionari delle collezioni si trova nel centro di Mosca. Non siamo solo agenti che condividono i contatti del marchio con i buyer, siamo distributori. Ciò significa che forniamo una gamma molto più ampia di servizi ai nostri partner. Li consigliamo nella selezione dei marchi, organizziamo consegne dall'Italia, li aiutiamo con la pubblicità e l'apertura di negozi.

Inoltre, prevediamo di lanciare un nostro negozio in futuro. Sarà un nuovo tipo di format retail!

FNW: Rappresentate marchi nei segmenti medio e premium, quindi siete stati meno colpiti dalle sanzioni restrittive. Avete intenzione di ampliare il vostro pool di marchi?
AC: Una volta il titolare di una nota holding del segmento fast fashion mi disse: “La moda in Italia sono io”. Non lo capii. Mi sembrava che la moda italiana fossero Valentino, Prada e altri marchi del lusso, ma col tempo ho capito quanto avesse ragione. Da un punto di vista quantitativo, dal lato dell’aspetto commerciale, era vero. Ora siamo costantemente avvicinati da rappresentanti di marchi che vogliono lavorare con noi. Studiamo sempre attentamente il loro modello di business, il rapporto qualità-prezzo. L'analisi è molto importante nel nostro lavoro. Se vediamo che è un marchio sano e promettente, anche se piccolo, siamo pronti a prenderlo. Ad esempio, Isabelle Blanche è un brand molto promettente e in rapida crescita. Spesso i nostri partner ci chiedono di portare una label particolare. Ma qui, ancora una volta, guardiamo che tipo di etichetta è. Può avere un bellissimo profilo su Instagram, ma magari anche enormi debiti e una strategia aziendale del tutto inadatta. Gli affari sono sempre matematica. Adesso noi stessi stiamo cercando nuovi marchi per il nostro portafoglio, ascoltando i cambiamenti del mercato. Ad esempio, durante la pandemia, è cresciuta la domanda di abbigliamento casual in colori monocromatici. Abbiamo studiato un certo numero di marchi italiani nel nostro segmento e siamo giunti alla conclusione che non c'erano opzioni interessanti, quindi abbiamo ampliato la portata del nostro sguardo e abbiamo trovato l'olandese Penn&Ink N.Y. Ci adattiamo sempre, guardando continuamente con attenzione le nuove tendenze. Credo che dovremmo sempre svilupparci. Adagiarsi nella zona di comfort è una malattia per qualsiasi azienda.

Lo showroom Superstudio a Mosca - Superstudio


FNW: La maggior parte dei marchi rappresentati da Superstudio appartiene al segmento dell'abbigliamento femminile. Siete interessati a marchi di menswear? E agli altri segmenti?
AC: Veramente ora stiamo inserendo un nuovo marchio di abbigliamento maschile: AT.P.CO. Un altro brand di moda uomo nel nostro portfolio è Siviglia.

EM: Nelle regioni russe c'è meno domanda per l'assortimento maschile. Per molto tempo è stato più difficile lavorare con un'offerta da uomo, perché quando acquistava un articolo costoso, il cliente russo voleva che il logo fosse chiaramente visibile su di esso: come nel caso di Zilli, Armani e così via. Non tutti i marchi si posizionano in questo modo. Ora la situazione sta cambiando, i clienti stanno diventando più aperti alle novità, quindi abbiamo cominciato a tenere marchi da uomo. È anche lavorare con i buyer è diventato più facile.

FNW: Come è cambiato il business durante la pandemia e negli ultimi mesi? Come valutate lo stato del mercato nel suo complesso?
AC: Nel periodo della pandemia siamo cresciuti. Abbiamo il nostro magazzino in Italia e siamo stati in grado di ritirare tutto da lì e portarlo in Russia. Prima del primo lockdown abbiamo chiamato tutti i fornitori dando loro il compito di portare le collezioni al nostro magazzino entro 48 ore. L'hanno fatto. Di conseguenza, eravamo molto impegnati, lavorando tutti i giorni. Come ho detto, non siamo solo agenti, siamo distributori e anche tanto altro. Prendiamo impegni, consigliamo i nostri partner, forniamo supporto finanziario, aiutiamo con la logistica e persino le certificazioni. Vi chiederete: Perché? Perché abbiamo bisogno di tutto questo? La risposta è semplice: è il mercato che lo richiede.

FNW: Alcuni marchi russi dei segmenti medio-alto e premium affermano che un cliente che in precedenza preferiva il lusso ha iniziato a rivolgersi a loro. Avete notato una tendenza del genere?
EM: Forse sì. Chi ha venduto marchi di lusso attualmente non disponibili viene già da noi, vuole ampliare la propria offerta. A nostra volta, stiamo esaminando anche il segmento premium, vicino al lusso.

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