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Aldo si rafforza in Italia con opening a Milano e Torino e nuovo e-shop

Pubblicato il
24 giu 2020
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5 minuti
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Il marchio canadese di calzature e accessori Aldo spinge sul retail in Italia annunciando l’apertura di un nuovo negozio in Corso Buenos Aires a Milano, 38° punto vendita nel Bel Paese dell’azienda di Montreal.

Luca Ghidini


Il nuovo negozio, che trova spazio al civico 42 della animata via dello shopping, inaugura il 25 giugno su una superficie di 170 mq. “L’arrivo in Corso Buenos Aires è importante perché segna per il brand un importante traguardo in termini di immagine e visibilità”, spiega a FashionNetwork.com Luca Ghidini, Amministratore Delegato di Gaia S.r.l., la società di Agrate Brianza licenziataria esclusiva del brand per l’Italia, “e poi perché il periodo di ricerca di questo locale è stato lungo. Diversi anni fa avevamo già un punto vendita a Milano in Corso Buenos Aires che andava molto bene, ma avevamo dovuto lasciarlo perché il palazzo venne venduto alla società NH Hotels. Da allora era diventato difficile trovare la posizione corretta per noi”.
 
Aldo abbinerà alla vetrina di Milano una seconda nuova apertura di uno store monomarca, all’interno del “Centro Commerciale Le Gru” di Torino, prevista per la fine del mese di luglio. Tuttavia, parte della strategia di Gaia è di avviare anche un progetto nei multimarca, che prevede l’apertura di shop-in-shop personalizzati con personale di vendita dedicato, “nell’intento di aprire la distribuzione anche ad aree geografiche nelle quali aprire un negozio non avrebbe molto senso per il basso numero di abitanti e il minore potenziale di consumo”, spiega Ghidini.

La formula sarà quella del contratto estimatorio, “al fine di venire incontro al sempre più pressante problema della gestione delle rimanenze e della conseguente immobilizzazione di capitale dei negozi al dettaglio”, precisa l’AD di Gaia. Nell’ambito di questa strategia sarà dunque “brandizzata parte dei negozi wholesale, e garantita loro una marginalità sulle vendite dei nostri prodotti. Abbiamo già cominciato attraverso alcuni promotori a proporre il progetto ai vari dettaglianti e stiamo riscontrando un altissimo interesse in tutta Italia. Da ottobre, con la partenza della stagione Autunno-Inverno 2020, contiamo di iniziare a concretizzarlo aprendo spazi su tutto il territorio”. 

Aldo ha aperto a Milano - Aldo


“La situzione distributiva in Italia si è sempre basata molto sui dettaglianti indipendenti, che controllano ancora una fetta enorme del mercato, ma hanno sofferto per un mercato dalle caratteristiche che cambiavano repentinamente”, racconta Ghidini. “Per combinare i punti di forza reciproci abbiamo chiesto a questi operatori di continuare a gestire le loro relazioni coi clienti, che sanno fare molto bene, e di sollevarli dalla gestione di prodotto e assortimenti, di cui ci occupiamo noi. Contiamo con la primavera 2021 di essere presenti già in un gran numero di punti vendita. Faremo dei test in autunno e stiamo già raccogliendo gli ordini per la Primavera-Estate 2021”.

Lo scorso febbraio, Aldo Group International e Gaia S.r.l., società che è totalmente controllata da Luca Ghidini e Simone Scalich, hanno rinnovato il contratto di licenza esclusiva per altri 6+5+5 anni. “Si tratta sostanzialmente di 16 anni continuativi. Al di fuori del Nord America e del Regno Unito, gestiti direttamente, Aldo dà in gestione esterna tutti gli altri mercati a distributori locali. Sono contratti di durata ventennale con finestre di allineamento sugli obiettivi ogni 5 anni”, puntualizza. “Anche noi avevamo questo tipo di contratto quando siamo partiti 5 anni fa, poi la casa madre ha deciso di proporci il rinnovo con un anno d’anticipo portando a 6 anni il primo periodo dell'accordo”.
 
In occasione di questo rinnovo in continuità, l’azienda brianzola si è assicurata anche l’estensione del contratto di licenza all’altra etichetta del gruppo, Call It Spring, che “nasce come marchio più giovane, con prezzi aggressivi, del 30% inferiori rispetto alle scarpe Aldo”, spiega Ghidini. “Il brand, che ha avuto un rilevante successo negli Stati Uniti e in Canada, ha assunto nel corso degli anni una vocazione sempre più ambientalista, vegana ed ecosostenibile, certificata da enti terzi, che ha portato la stessa Aldo a sottoscrivere il Fashion Pact per ridurre l’impatto sull’ambiente dei processi produttivi”. Anche per Call It Spring, il progetto prevede un potenziale sviluppo in Italia attraverso l’apertura di negozi monomarca e shop-in-shop a partire dal prossimo ottobre.

Aldo


“Gaia ha ottenuto da Aldo la licenza anche per gestire l’e-commerce in Italia, che attiveremo da luglio. Ne stiamo ultimando l’organizzazione”, rivela Luca Ghidini. “Ci crediamo molto (si pensi che negli Stati Uniti, l’anno scorso Aldo ha generato il 20% del suo fatturato con l’e-commerce), ma non vogliamo disinvestire neanche in futuro dalla distribuzione classica. Intanto con Aldo stiamo portando avanti un discorso per diventare l’interlocutore preferenziale dello sviluppo dei suoi marchi anche fuori dall’Italia. Se ne riparlerà nel 2021”.

Fondato nel 1972 da Aldo Bensadoun, che 3 anni fa ha lasciato al figlio primogenito David il ruolo di CEO, Aldo Group è diffuso in oltre 3.000 punti vendita di 100 nazioni mondiali, più di 900 dei quali situati in USA e Canada, e opera anche con un concept retail multibrand, Globo. Il fatturato 2019 del gruppo “si è collocato tra i 2 e i 2,5 miliardi di dollari”, assicura l’AD di Gaia, mentre il giro d’affari Italia ha superato di poco i 24 milioni di euro lo scorso anno.
 
Gli effetti della pandemia di Covid-19 hanno pesato su attività e cash flow del gruppo, il quale un mese fa ha dato il via ad un piano di ristrutturazione globale che lo ha portato a presentare istanza di protezione dei creditori in Canada, negli Stati Uniti e in Svizzera e ad abbandonare completamente il mercato irlandese, dove ha chiuso i quattro negozi fisici e il webstore locali. Il primo giugno le difficoltà si sono spostate al ramo britannico di Aldo, che ha chiesto l’amministrazione controllata, dopo che l'anno scorso il Regno Unito ha registrato perdite per oltre 5 milioni di sterline su un fatturato di 29 milioni di sterline. Quasi tutti i negozi britannici dell’azienda sono stati chiusi, ma ovviamente, “c'è sempre la possibilità che la società possa tornare sul mercato irlandese e riespandersi nel Regno Unito in futuro”, assicura il dirigente italiano.

Aldo ha recentemente collaborato con Disney - Aldo

 
A tale proposito, Luca Ghidini riferisce che: “In funzione della crescita dell’e-commerce in USA e Canada, c’era la necessità di razionalizzare il perimetro dei negozi fisici. Aldo aveva già pianificato la chiusura di circa 230 unità in Nord America, con costi d’uscita dai contratti di locazione molto pesanti. Con il Covid, il gruppo ha dovuto subire un drammatico calo delle vendite che lo ha portato a dover mettere in pratica questi processi di ‘snellimento’ che hanno colpito i negozi in Irlanda e UK, mentre in Svizzera non esistevano punti vendita, solo una sede amministrativa”, conclude l’AD di Gaia.

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