Albini, Supima e Oritain lanciano l’“impronta digitale” del cotone per Kering

Un tessuto di cotone completamente tracciabile, dal campo in cui la materia prima viene coltivata fino al punto vendita. Questo è il progetto portato avanti per Kering da Albini Group, Supima e Oritain. Un’iniziativa dal respiro internazionale, dunque, che vede coinvolti il colosso francese del lusso, uno dei principali gruppi tessili italiani, l’associazione americana dei coltivatori di cotone e il leader mondiale nella scienza forense, uniti con l’obiettivo di perseguire innovazione e moda sostenibile.


Grazie al progetto, promosso dal gruppo tessile bergamasco, il cotone coltivato da Supima, tinto e tessuto da Albini, potrà essere riconosciuto dal consumatore finale come completamente tracciabile, grazie a una filiera verticalmente integrata e a un metodo scientifico innovativo.
 
Il processo inizia con la raccolta dei campioni di cotone dal punto di origine, che vengono analizzati utilizzando le metodologie della scienza forense per testare le proprietà chimiche della fibra. Oritain utilizza modelli statistici per trasformare queste informazioni in un'impronta digitale unica per quel prodotto, che può quindi essere controllato in qualsiasi fase della catena di approvvigionamento, per verificare che il tessuto non sia stato sostituito, contaminato o manomesso.
 
Grazie a questa procedura, è possibile, partendo da un determinato tessuto, risalire con precisione al campo in cui il cotone che lo compone è stato coltivato. Un livello di tracciabilità mai raggiunto in precedenza.

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