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5 mar 2009
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Al via le sfilate di Parigi: 9 giorni di creatività

Pubblicato il
5 mar 2009

PARIGI, 5 MAR - La parola ora passa a Parigi. Milano ha finito il 3 di mostrare le sue tendenze per la moda femminile del prossimo autunno-inverno, e da ieri la capitale francese manda in passerella le sue novità. Ben 91 sfilate distribuite in 9 giorni: Milano si restringe all'inverosimile, con i grandi nomi che si pestano i piedi in soli 4 giorni, mentre Parigi mantiene bella larga la sua settimana, alla faccia degli americani che dicono di voler stare poco tempo in giro per l'Europa perché costa troppo.


Creazione Kris Van Assche a Parigi il 4 marzo 2009
Foto: Francois Guillot/AFP

Iniziata comunque sottovoce la kermesse parigina mentre da oggi alza subito il tono con Balenciaga. Venerdì, tra gli altri, Dior, Lanvin, Westwood, Margiela, Yamamoto, Miyake; sabato 7 marzo anche Comme des Garcons e Gaultier. Domenica il primo dei marchi italiani, Costume National, quindi Ungaro, Chalayan, Van Noten, Lacroix, Rykiel e Givenchy con lo stilista pugliese Riccardo Tisci. Il giorno dopo, lunedì, di scena Giambattista Valli, Stefano Pilati con Yves Saint Laurent, ma anche la McCartney e Victor&Rolf.

Martedì 10 marzo, Chanel quindi Valentino, con la prima prova nel pret-a-porter degli stilisti Chiuri e Piccioli, nonché l'anglo siciliano Berardi e infine McQueen. Il penultimo giorno sfileranno Kenzo, disegnato da Antonio Marras, Elie Saab, Chloé, Hermes e Galliano. Giornata finale con due pezzi da 90 a causa dei quali nessun o può anticipare la partenza: Louis Vuitton, ammiraglia dell'omonimo gruppo, e Miu Miu del gruppo Prada, che sigla all'italiana il gran finale.


Creazioni Anne Valérie Hash il 4 marzo 2009 a Parigi
Photo : Pierre Verdy/AFP

Sul fronte della crisi, la strategia di Parigi è quella di mostrarsi come la migliore e più luccicante vetrina della creatività, e di abbassare i prezzi. Partendo da una maison come Chanel, tutti stanno cercando di riposizionarsi mediamente più in basso, senza mettere in discussione allure e prestigio. Le notizie da Milano, che resta una fondamentale piazza commerciale, non sono buone: nel mese di febbraio, alcuni grandi monomarca di via Montenapoleone avrebbero visto un calo di vendite anche del 50%.

Un fenomeno che si ripercuote subito sulla propensione a comprare da parte dei buyers e, infatti, la raccolta ordini nei giorni scorsi - secondo alcuni produttori interpellati - ha visto una diminuzione del 20% e perfino del 30%. Far venire voglia di acquistare moda è oggi il vero problema per resistere alla crisi, che pare durerà fino alla fine del 2010, e certamente anche Parigi cercherà di proporre il suo lusso a prezzo accessibile. Dove per lusso si intende soprattutto creatività molto spinta.

Quindi non ci si stupisca se, in questo generale clima depresso, la moda è più che mai rutilante: non sembri uno schiaffo alla miseria perché è esattamente il contrario.

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