Al via il rilancio di Rifle, che punta a 40 milioni di euro nel 2018

Rifle annuncia un piano di ristrutturazione radicale per uscire dalla crisi. Creato nel 1958 dall’azienda toscana Confezioni Fratini, il noto marchio di jeanswear di Barberino del Mugello ha riunito mercoledì 8 gennaio, a Firenze, i suoi agenti e clienti per presentare loro la nuova strategia di rilancio. "Veniamo da due anni di sofferenza molto difficili, e il 2014 sarà molto importante", sottolinea Sandro Fratini, figlio di Giulio, uno dei due fondatori dello storico marchio, nonché unico azionista e presidente di Rifle Holding SpA.
Il blazer creato per l'apertura del negozio Rifle di Milano

Per guidare Rifle in questo nuovo percorso, l’imprenditore ha reclutato Antonio Arcaro, manager specializzato in salvataggi nel settore del tessile-abbigliamento, già amministratore delegato di grandi gruppi di moda quali Ittierre, Fingen, Industries (Moncler, Henry Cotton’s). “Abbiamo deciso di creare una nuova azienda, la Rifle srl, e di chiudere la vecchia società Super Rifle, che è stata messa in liquidazione. L’obbiettivo era di ripartire da zero con un cambiamento radicale e un nuovo approccio”, spiega Antonio Arcaro.

"L’azionista ha messo a disposizione nuovi capitali. In questo contesto è stato siglato un accordo con i sindacati e con i fornitori, e stiamo finalizzando un accordo con le banche", prosegue l’AD. Questa soluzione ha permesso di evitare il ricorso al concordato, nonostante la situazione critica. Rifle era in perdita da due anni, mentre il debito ammontava a 15 milioni di euro.

Su un totale di circa 200 dipendenti sono stati salvaguardati 178 posti di lavoro. Nel contempo è stato costituito un nuovo team manageriale con l’ingresso di cinque manager dedicati a prodotto, brand e retail. "È stata rivista l’intera organizzazione dell’azienda, che aveva una impostazione di funzionamento vecchia, e risultava inadeguata rispetto alle attuali esigenze del mercato. Non era coerente, né abbastanza reattiva. Il marchio, invece, c’è. Ha una storia. Ma si era perso il contatto con il trade", analizza Antonio Arcaro.

Il piano di rilancio prevede una grande cura e attenzione al prodotto, con un piano di sviluppo coordinato anche per l’accessorio (calzature e piccola pelletteria), mentre la distribuzione verrà riqualificata. Inoltre, l’identità del marchio sarà rafforzata, e l'offerta aggiornata grazie ad un nuovo team creativo. L’azienda intende lavorare anche sul servizio al cliente con consegne anticipate e più concentrate.

Per il 2014 è previsto un fatturato di 26-27 milioni di euro, in calo rispetto ai 31-32 milioni del 2013 per via di una politica di razionalizzazione della rete di vendita. Il break-even è previsto nel 2014, per tornare in utile nel 2015. Rifle punta a raggiungere un fatturato di 40 milioni di euro nel 2018, data in cui festeggerà 60 anni di storia. Attualmente l’azienda è in trattativa con un fondo d’investimento che potrebbe entrare nel capitale per sostenerlo e accelerarne la crescita. In questo caso gli obiettivi sarebbero raggiunti in anticipo.

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