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Agostino Poletto (Pitti Immagine): “La fiera virtuale ha la sua forza, ma non sostituirà l'evento fisico”

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
4 set 2020
Tempo di lettura
4 minuti
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L’organizzatore fiorentino di saloni Pitti Immagine ha lanciato il 16 luglio la sua nuova piattaforma Pitti Connect, che accoglie in versione digitale e nel medesimo momento le sessioni estive delle sue tre principali manifestazioni di Firenze (Pitti Uomo, Bimbo e Filati) fino al termine di ottobre. Il suo direttore generale, Agostino Poletto, traccia per FashionNetwork.com un bilancio dei primi dati riferiti al traffico sul sito. Il dirigente ci ha in particolare spiegato le particolarità di questa piattaforma, la quale offre ad espositori e buyer un servizio di profilazione senza precedenti, che pone le basi, secondo lui, per le fiere del futuro, tra realtà fisica e virtuale.

Agostino Poletto - Pitti Immagine


FashionNetwork.com: Qual è il bilancio di Pitti Connect a metà percorso?
 
Agostino Poletto: Siamo molto soddisfatti. Con questo sito abbiamo potuto mettere insieme i nostri tre appuntamenti Pitti Uomo, Bimbo e Filati, con 501 espositori. Questo non sarebbe mai stato possibile nella realtà e ci permette di mostrare lo spirito dei nostri saloni, il nostro lifestyle. Con ancora più di un mese davanti a noi, finora abbiamo contato 70.000 visitatori, che hanno visualizzato quasi 700.000 pagine nel corso di oltre 150.000 visite. La cosa più interessante è che il tempo di connessione dei buyer su Pitti Connect è raddoppiato rispetto alla nostra versione precedente della fiera virtuale e-Pitti, con la durata media delle visite passata da uno a due minuti e mezzo, mentre il numero di pagine visualizzate è aumentato del 30%.

FNW: Quali conclusioni traete da questi primi dati?
 
AP: In generale, gli utenti di Pitti Connect rimangono più a lungo sul website e visualizzano più pagine rispetto a prima. Ciò significa che trovano interesse a venire sul nostro sito e che siamo riusciti a raggiungere gli utenti giusti. Rispetto a e-Pitti, la presenza di acquirenti VIP è molto più massiccia.
 
FNW: Quali sono i vostri punti di forza?
 
AP: Pitti Connect ha una dimensione di continuità che non può essere trovata altrove. La nostra piattaforma rimane attiva per più di tre mesi, con nuovi contenuti che arricchiscono continuamente il nostro sito. Siamo più di un semplice catalogo! Offriamo molti contenuti editoriali che hanno generato traffico. I progetti speciali, come quello di Brunello Cucinelli, hanno attirato innumerevoli visite, proprio come le nostre interviste con i compratori. Quella realizzata con il giapponese Hirofumi Kurino, cofondatore di United Arrows, ha contato più di 6.000 visualizzazioni!
 
FNW: Avete altri punti forti?
 
AP: Prima di tutto il nostro valore editoriale. I nostri scambi permanenti con la comunità di buyer ed espositori, le nostre conoscenze e le nostre competenze ci danno una certa autorità nel mercato della moda, in particolare di quella maschile. Le persone vengono sul nostro sito per vedere dei prodotti, ma anche per farsi un'opinione. Diamo loro una visione del futuro, delle tendenze.
 
L'altro atout è la profilazione. Riusciamo a identificare sempre più precisamente il profilo dei compratori, con schede molto dettagliate della loro insegna, e così possiamo indicare loro i marchi che più probabilmente li interessano. Grazie agli algoritmi e all’intelligenza artificiale, e ai dati che conserviamo da anni, siamo in grado di offrire percorsi personalizzati ad ogni buyer. Il database è diventato il vero patrimonio di Pitti Immagine. Da qui la nostra scelta di una gestione del digitale completamente interna.
 
FNW: Quali sono i vantaggi concreti per espositori e buyer?
AP: Gli espositori ci chiedono buyer sempre più qualificati, e non che siano di più. Da parte loro, i buyer hanno bisogno di quante più informazioni possibili a monte per prepararsi alla loro visita alla fiera fisica. Hanno il terrore di perdersi qualcosa di importante. Noi possiamo aiutarli organizzando percorsi specifici per loro. Questo è ciò che ci distingue dagli altri marketplace. Il digitale sarà sempre più importante, ma rimarrà unito alla fiera fisica.

La tendenza minimalista identificata da Pitti Connect per l'estate 2021 - Pitti Immagine


FNW: Non crede al “tutto digitale”?
 
AP: Il salone virtuale ha la sua forza, ma non sostituirà quello fisico. Il digitale può fornire molte informazioni importanti, come ho detto, ma non è certo una soluzione definitiva. Nella dimensione digitale, c'è la propensione a guardare a ciò che già sappiamo, mentre una fiera fisica ti permette di scoprire nuovi prodotti. Al suo interno la ricerca è favorita. Tutto ciò che accade nella realtà, come gli incontri inaspettati, le sensazioni, gli scambi di informazioni e novità, cosa succede in contemporanea, ecc. non esiste sul web.
 
FNW: Quali sono le principali nazionalità che hanno frequentato finora Pitti Connect?
 
AP: La maggioranza dei buyer sono italiani, il 60%, seguiti dal 40% di esteri, soprattutto americani, inglesi, tedeschi e giapponesi.
 
FNW: I vostri espositori hanno concretizzato degli ordini sul vostro sito?
 
AP: In dettaglio, non lo so. Ma penso che la tendenza sia stata principalmente quella di entrare in contatto con l'azienda, più che di effettuare ordini. È inevitabile. Anche Amazon all’inizio vendeva poco.
 
FNW: Il vostro modello di fiere virtuali sembra attrarre altri operatori?
 
AP: Effettivamente abbiamo già stretto una collaborazione con la fiera del tessile Milano Unica, che si svolgerà l’8 e il 9 settembre, e lancerà immediatamente dopo la sua versione digitale e-Milano Unica Connect, che resterà attiva fino a febbraio. Altri organismi hanno espresso interesse. E non solo nel settore della moda, ma anche in quello del design, della ceramica o dell’industria automobilistica. Abbiamo già avuto alcuni incontri. Questa competenza digitale ci consente di diversificare rispetto ai nostri servizi abituali.
 
FNW: Come vede questo rientro di settembre?
 
AP: L'incertezza resta. Settembre sarà ancora in gran parte dedicato alle campagne di vendita. Stiamo affrontando una stagione un po' speciale, perché a giugno non tutte le aziende erano pronte con la loro collezione. Inoltre, la situazione è alquanto disomogenea tra i diversi attori del mercato.

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